Francesca Barra e il dolore per il bambino che ha perso: «Un figlio non nato è un vero lutto

La giornalista, moglie di Santamaria, lo scorso maggio ha subìto un aborto. E ora parla delle ferite che restano, del corpo che cambia: «È un lutto sottovalutato, come se esistesse un metro del dolore e quello per un figlio mai nato non misurasse abbastanza».

Francesca Barra, 40 anni, all’ultimo Festival del cinema di Venezia ha accompagnato il marito Claudio Santamaria sul red carpet. Si sono abbracciati, guardati forte negli occhi. Stanno insieme dal 2017, si sono sposati due volte, sono innamoratissimi, ma non era scontato che quest’anno la giornalista sfilasse al fianco dell’attore.

Alla vigilia, infatti, Francesca, aveva voluto raccontare il suo stato d’animo in un lungo messaggio via social. «Sono stati mesi duri all’inverosimile. Mesi di attese, di esami, di controlli medici, di dolori e gioie strozzate in un lutto senza fine», aveva spiegato la giornalista, parlando del dolore per quel figlio perso nel maggio scorso, poco dopo aver annunciato la gioia della prima gravidanza con Santamaria. «In questo tempo il mio corpo ha subito diverse ferite, non ultimo un cambio ormonale e una reazione alle cure che mi hanno molto piegata. Dopo la perdita del bambino avevo bisogno di riprendermi psicologicamente e non ero pronta ad occuparmi dello specchio e della bilancia».

E ancora: «Tutto era cambiato dentro e fuori: capelli, unghie, pancia, dolori alla schiena, emotività. Un bambino non nato, non è entità. Ma un bambino che è cresciuto con te, che hai visto muoversi, respirare, a cui hai visto il cuore battere. E una pancia vuota, non è solo una pancia vuota. Ma è la tua pancia senza di lui»Nel frattempo, aveva aggiunto, loro due sono sopravvissuti, preservando i bambini (Renato, Emma e Greta, nati dal primo matrimonio di lei con Marcello Molfino) dalla tristezza: «Non seppellirò mai questa fase di vita, ma camminerò a testa alta sapendo che la forza che abbiamo noi donne è infinitamente più grande dei ritocchi e della superficialità che vogliono imporre».

Oggi i cinque vivono a Milano, Francesca ha iniziato ad allenarsi nella palestra dell’ex tennista Sara Ventura, dai social – finalmente – ha ricevuto tanti messaggi di solidarietà che sono stati d’aiuto: «Ho capito che siamo in tante ad aver provato questo dolore e a esserci sentite sole», ha rivelato al Corriere della sera, «Molti pensano che tu non stia vivendo un vero lutto, perché il bambino non è mai nato. Ma come? Io e Claudio lo abbiamo visto mentre aveva il singhiozzo, gli abbiamo sentito battere il cuore, abbiamo guardato le sue mani e le sue braccia muoversi… È un lutto sottovalutato, come se esistesse un metro del dolore e quello per un figlio mai nato non misurasse abbastanza».

I problemi, ricorda, erano venuti fuori durante un normale controllo: «Avevo portato Emma e Greta per conoscere il sesso del fratellino o della sorellina. Ma il ginecologo le ha fatte uscire, c’erano dei problemi… Ho pensato: io lo voglio lo stesso questo figlio», ha continuato, «Da quel momento abbiamo fatto di tutto, consultato medici diversi, spedito ecografie, tentato in ogni modo». Fino all’impossibilità di portare avanti la gravidanza: «Non abbiamo voluto sapere se fosse maschio o femmina, ai bambini abbiamo spiegato che era diventato una stella per proteggerli ogni giorno».

In futuro, lei e il marito, sperano ancora: «Anche se ci fosse solo una possibilità su un milione, noi non perdiamo la speranza».

Stefania Saltalamacchia, Vanity Fair.

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