Franca Leosini piace sempre e a tutti. E non capisco il perché

(Tiziano Rapanà) Non capisco l’entusiasmo attorno a Franca Leosini. Queste sperticate lodi nei confronti di un modo di fare televisione certamente rispettoso del pubblico, ma dopotutto modesto. Tutti  a elogiare il linguaggio della Leosini, come fosse un diamante raro, alieno dalle pietruzze lerce presenti nei palinsesti delle tv. Io ci andrei piano: è competente, seria, preparata… non lo nego. Però questo moto d’ardore non lo capisco. Mi è strano ed estraneo. Tutti pazzi per Franca Leosini, e perché mai? Questa tv non mi avvince né mi convince. La rispetto e la stimo per la sua indipendenza creativa, per questo voler uscire dai binari dell’ovvio. Ma Franca Leosini è da più vent’anni che fa lo stesso programma (Storie maledette per Rai3) e quasi all’identico modo degli inizi. Nella mia mente non c’è differenza tra l’intervista all’assassino della giornalista e l’esperimento delle mani intrecciate di Giucas Casella. Entrambi fanno la stessa cosa da una vita. È un esercizio di ripetizione, nulla di più. Comunque il pubblico apprezza. E mi sta bene così. In fondo, chi sono io per giudicare i piaceri del telespettatore?

P. S. Scrivetemi, tizianodecoder2@gmail.com

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