Il funerale di David Sassoli, «Tutti portiamo nel cuore il suo sorriso»

«David il compagno di classe che tutti vorrebbero» ha detto il cardinale Matteo Zuppi, amico del presidente del Parlamento Europeo, celebrando il funerale di Sassoli. Esequie di Stato con il presidente della Repubblica e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. La bara è arrivata avvolta dalla bandiera dell’Ue

C’è la bandiera dell’Unione Europea sulla bara portata dal Campidoglio alla chiesa di Santa Maria degli Angeli: è il segno immediato e tangibile della missione e del pensiero di David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, morto l’11 gennaio. È un funerale di Stato con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, il premier Mario Draghi e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, tanti ministri non solo italiani compreso il premier spagnolo Pedro Sanchez.

È un funerale in cui prevale l’umanità. Nel momento dello scambio del segno di pace, che non si può fare in pandemia, è bellissimo l’abbraccio dei familiari di Sassoli, la moglie Alessandra Vittorini e i figli Giulio e Livia.

«Tanti lo consideravano uno di noi per quell’aria empatica, un po’ per tutti era un compagno di classe, quello che tutti avremmo desiderato, che sicuramente ci avrebbe aiutato» ha detto nell’omelia il cardinale e arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, amico di Sassoli fin dai tempi del liceo. «Era un credente sereno, senza evitare i dubbi. Come deve essere. Di David tutti portiamo nel cuore il suo sorriso, quasi timido. Qualcuno ha detto di non aver mai visto nessuno arrabbiato con David. Ha accolto la malattia con dignità senza farla pesare, vivendo con la forza dei suoi ideali e con l’amore che tanto lo ha circondato».

A parlare anche i figli. Giulio ha elencato le parole fondamentali per il padre: «Dignità, di chi non ha mai fatto pesare la malattia a nessuno, né adesso né anni fa. Passione per il lavoro e per le storie delle persone. Un ambizioso che non ha mai ceduto a sotterfugi. Amore è la parola che nelle tue ultime hai ripetuto più spesso. Fino alla fine ci hai parlato di speranza. Proseguiremo con idee forti e modi gentili. Mi raccomando: Giudizio».

Elisa Anzaldo a nome di tutti colleghi del Tg1 della Rai : «L’elogio della mitezza, del rispetto degli altri e senza pregiudizi. Avevi tutte le virtù. Hai sfondato muri di gomma con la tenacia della tua gentile fermezza, con la forza della prudenza».  Tutti gli interventi ne hanno ricordato gentilezza e mitezza, ma anche l’impegno per i deboli, la scelta di aprire gli spazi del Parlamento Europeo a chi non aveva un pasto, alle donne in difficoltà. «Abbiamo il dovere di proteggere i più deboli, la speranza siamo noi quando non alziamo muri», sono alcune delle ultime parole del presidente del Parlamento Europeo citate durante la messa. Il cardinale ha ricordato una poesia di padre David Maria Turoldo, da cui Sassoli prendeva il nome: «Niente e nessuno muore e tutto vive».

Ultima a parlare la moglie con un ringraziamento per tutti i messaggi ricevuti, ma anche con le parole di Sassoli che già 15 giorni fa diceva che aveva avuto una vita bella e complicata, ma era presto morire a 65 anni con tanti progetti aperti. «Progetti che faremo. L’amore non si divide, ma si moltiplica». 

VanityFair.it

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