Cannes 2020, Spike Lee presidente di giuria

Sarà Spike Lee a guidare la giuria che assegnerà la Palma d’Oro del 73mo Festival di Cannes. Il cineasta americano 62enne ha un rapporto lungo e intenso con la kermesse francese, che quest’anno si svolgerà dal 12 al 23 maggio. “Quando ho ricevuto la telefonata in cui mi è stata offerta l’opportunità di essere presidente della giuria di Cannes per il 2020 sono rimasto scioccato, felice, sorpreso e orgoglioso allo stesso tempo”, ha detto Lee in una lunga dichiarazione, come si legge su ‘Hollywood Reporter’.

“Questo Festival (oltre a essere il più importante festival cinematografico del mondo – senza mancare di rispetto a nessuno) ha avuto un grande impatto sulla mia carriera cinematografica. Si potrebbe facilmente dire che Cannes ha cambiato il mio percorso nel cinema mondiale”, ha aggiunto. “In conclusione, sono onorato di essere la prima persona della diaspora africana a ricoprire questo ruolo”, ha detto ancora il regista.

Il primo lungometraggio di Lee, ‘She’s Gotta Have It’ (Lola Darling) ha vinto il Prix de la Jeunesse nel 1986, nel 1989 ‘Do The Right Thing’ (Fa’ la cosa giusta) è stato selezionato per competere per la Palma d’oro mentre ‘Jungle Fever’ è stato presentato in concorso al Festival nel 1991. ‘Girl 6’- Sesso in linea è stato invece presentato fuori concorso durante la 49esima edizione (1996) e ‘Summer of Sam’ (S.O.S. Summer of Sam – Panico a New York) faceva parte della Quinzaine des Réalisateurs nel 1999. Nel 2002, ‘Ten Minutes Older’ (La 25a ora) era nella sezione Un Certain Regard. Ci sono voluti poi un po’ di anni perché Lee tornasse sulla Croisette: è stato nel 2018 con ‘BlacKkKlansman’ che ha gareggiato per la Palma d’Oro e ha finito per vincere il Grand Prix Speciale.

Lee ha avuto anche il suo ‘scontro’ con Cannes, quando nel 1989 la Palma d’Oro (era Wim Wenders a guidare la giuria) fu assegnata a Stephen Soderbergh con ‘Sex, Lies and Videotape’ (Sesso, bugie e videotape). “Wim Wenders farebbe meglio a stare attento… da qualche parte a casa ho una mazza da baseball con sopra il suo nome”, aveva detto Lee poco dopo la sconfitta. Qualche anno dopo però, nel 2013, definì quell’uscita “molto immatura … è stato stupido”. Lee succede a Alejandro G. Iñárritu, la cui giuria lo scorso anno ha assegnato l’ambita Palma a ‘Parasite’ di Bong Joon che, oltre ad aver vinto il Golden Globe come miglior film straniero, è ora candidato a ben sei premi Oscar.

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