VIVENDI, SCALATA SU MEDIASET

Il Biscione: azione ostile. In questi mesi il titolo è crollato

mediasetVivendi vuole diventare il secondo azionista industriale di Mediaset e per questo ha già iniziato a rastrellare azioni del Biscione in Borsa arrivando attualmente al 3,01% del capitale. Colpo di scena ieri nei rapporti fra i due gruppi media che sono finiti in tribunale dopo che Vivendi non ha dato seguito al contratto con cui si era impegnata ad acquisire la pay tv Premium e a uno scambio azionario con Mediaset. È stato lo stesso gruppo controllato da Vincent Bollorè a comunicare a Consob e Mediaset il superamento della soglia del 3% oltre che l’intenzione di crescere nell’azionariato fino ad arrivare al 10/20% in un primo tempo.
La mossa è stata subito bollata come ostile dal gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi, che ha sottolineato di non essere stato avvisato delle intenzioni di Vivendi e di aver appreso dell’operazione dal comunicato stampa. «In questi mesi il nostro titolo è crollato del 30%», hanno fatto sapere dall’azienda. «Ora tutti i cattivi pensieri già preannunciati il 26 luglio sembrano confermati».
Il riferimento è alla controfferta arrivata in quella data dai francesi che non volevano più acquisire il 100% di Premium nonostante il contratto firmato, ma soltanto il 20% più il 15% del Biscione. Già allora Pier Silvio Berlusconi e i suoi avevano accusato Vivendi di avere come obiettivo non dichiarato di costruirsi una posizione di rilievo su Mediaset.
Ieri secondo Cologno Monzese la conferma di un piano che il crollo delle azioni dovuto alle mosse dei francesi ha facilitato.
Tornando alla nota di Vivendi, che in Italia controlla già Telecom con il 24,7%, l’ingresso nel capitale di Mediaset «è in linea con le intenzioni di Vivendi di sviluppare la propria attività nell’Europa meridionale e con le proprie ambizioni strategiche quale primario gruppo internazionale con sede in Europa nel settore dei media e dei contenuti». Nel comunicato si ripercorre quanto accaduto da aprile in avanti, dal momento dell’accordo poi disatteso da Vivendi con la giustificazione che il piano su Premium era basato su dati non veritieri. L’intesa dell’8 aprile scorso, che prevedeva una partnership strategica e industriale con Mediaset, aveva «una portata internazionale» e «prevedeva, da un lato, varie iniziative relative alla produzione e distribuzione congiunta di ambiziosi programmi audiovisivi e, dall’altro lato, la creazione di una piattaforma televisiva globale over-the-top (Ott). Il primo passo prevedeva l’acquisizione da parte di Vivendi del 3,5% del capitale di Mediaset e il 100% del capitale della società pay-tv Mediaset Premium, in cambio del 3,5% del capitale di Vivendi».
La prevista acquisizione di Mediaset Premium «ha malauguratamente fatto sorgere un contenzioso tra Vivendi e Mediaset», si legge ancora nel comunicato. «Mediaset e il suo azionista Fininvest non hanno accettato le proposte di Vivendi finalizzate a trovare una soluzione amichevole per risolvere la controversia. Siccome Vivendi ritiene che l’interesse strategico della partnership industriale annunciata l’8 aprile travalichi i temi del contenzioso pendente, Vivendi annuncia di aver superato oggi la soglia del 3% del capitale di Mediaset e di detenerne ora il 3,01%».

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