Loretta Goggi: “Raffaella Carrà ha visto più lontano di me”

LORETTA GOGGI

Intervistata da Vanity Fair, Loretta Goggi, presentatrice, cantante, conduttrice, imitatrice, si autodefinisce “eterna seconda”. Eterna seconda rispetto a Raffaella Carrà.

“Lei – dice – ha visto più lontano di me, ha conquistato l’estero; io sono stata più nazionalista. Ho sbagliato, ma la mia è stata una scelta di vita. Volevo stare vicina ai fidanzatini dell’epoca”.

Nonostante il successo, la Goggi non si sente un’icona: “Essere un’icona è una cosa: lei, Mike, Baudo, Corrado lo sono. Io no: ho fatto così tante cose diverse che definirmi era impossibile. Come fai a identificarti con una che ti cambia sotto il naso 200 volte?”. “Il pubblico – afferma – ha faticato a starmi dietro, non sempre ha capito le mie scelte”.

Loretta Goggi è stata la prima donna a presentare il Festival. “Allora solo gli uomini potevano condurre; noi eravamo ritenute incapaci di gestire gli imprevisti della diretta. Era così offensivo che decisi di mollare la Rai per la Fininvest. In Hello Goggi ero protagonista già nel titolo”.

Capitolo vita privata.

“Sono passata – racconta – da mio padre a mio marito, un uomo dalla forte personalità, e mi sono messa completamente al servizio della nostra storia d’amore, così come lo ero della mia famiglia, prima. Adesso, di nuovo sola, torno a scoprire se ho voglia di alzarmi oppure no, di andare al cinema… o no”.

“Ho trovato – continua – Gianni a 29 anni e ho detto: ‘questo è mio e non me lo faccio scappare’. Sono diventata indispensabile – questa è la parola giusta – per lui, come lui lo era per me. Era uno spirito libero, mi ha insegnato a volare: lo chiamavo Jonathan Livingston. Credeva di non poter contare su un’artista come me per la gestione pratica della vita. Gli ho fatto cambiare idea”.

Del marito Gianni racconta: “Era un profugo istriano. Era cresciuto senza famiglia: perse il padre a 3 anni e la mamma a 14. I suoi atteggiamenti granitici nascondevano una grande dolcezza. Pensava che fossi cresciuta nella bambagia, mi diceva sempre: ‘Non metti mai i calzini spaiati!‘. Non vedeva il mio potenziale di follia. Ma mi creda: io un po’ matta lo sono”.

Non ha problemi a parlare dell’argomento figli: “Non avendone avuti, non so dirle che cosa mi sia persa”. 

La morte? “La morte fa paura, mi auguro di non soffrire. Ma da credente penso che qualcosa di noi sopravviva alla vita terrena. Non sono una santa: qualche conticino in sospeso ce l’ho”.

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