Con “La confessione”, finalmente, torna il “lei” in tv

(Tiziano Rapanà) Mercoledì sera è andata in onda, in seconda serata su Nove, La confessione, programma basato sull’incontro (o meglio dire duetto) tra  Peter Gomez e l’ospite di turno (in questo caso, Emilio Fede e Alex Schwazer). La confessione si segnala positivamente per l’ottima presenza di Peter Gomez. È un signore della scena, un vero charmant. Rispettosissimo degli ospiti, ha posto domande  pungenti con un garbo insolito per gli intervistatori tv. È serio, ma non serioso, e di fronte ad una difficoltà dell’intervistato sa fare un passo indietro. Eppoi mi piace perché dà del “lei” all’ospite (anche se, con Emilio Fede, ha usato  – in alcuni momenti – anche la seconda persona singolare): finalmente esiste un conduttore che non concede familiarità e giustamente dà peso alla formalità (questa prassi in tv l’ho vista soltanto nelle interviste di Antonello Piroso in Niente di personale, vecchio programma di La7). Buona anche la scenografia, che rimanda alla silhouette idealtipica del late show americano, e l’uso parco del sottofondo musicale (presente solo nel prologo ed epilogo del programma). Viva dunque La confessione perché è il programma più intelligente dell’intera stagione tv, che impreziosisce il palinsesto non eccellente di Nove.

P. S. Scrivete, qualora lo desideriate, a tizianodecoder2@gmail.com

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