Harrison Ford, 80 anni per l’avventuriero e antidivo del cinema

Sono tanti i film che lo hanno resto una star in questi anni: da “Guerre stellari” a “Indiana Jones” e “Blade Runner”

“Un carpentiere prestato per caso all’arte più bella che esista”.Si definisce così Harrison Ford che compie 80 anni il 13 luglio. Da SpielbergLucas la sua è una incredibile carriera da avventuriero del cinema e antidivo. Diventato immortale grazie al grande schermo, l’attore ha recentemente deciso di sbarcare in tv, accettando il suo primo ruolo importante nella serie “Shrinking“. Mentre sale l’attesa per rivederlo con tanto di cappello da esploratore e frusta per il ritorno di ” Indiana Jones” nel quinto film della saga atteso per l’estate 2023.

Nato a Chicago il 13 luglio 1942, diplomato alla Maine Township High School dell’Illinois senza particolari meriti, studente di arte drammatica senza diploma (fu espulso dal corso di filosofia tre giorni prima dell’esame di laurea), si sposa a 21 anni con Mary Marquardt che gli dà due figli e gli procura un piccolo lavoro alla Columbia Pictures che gli darà l’occasione dei primi ruoli secondari.

Insofferente della precaria situazione, lascia tutto e si ricicla come carpentiere lavorando anche per grandi concerti di gruppi rock (la sua seconda passione). Ha la fortuna di essere notato però da George Lucas che gli offre un ruolo di “American Graffiti” (1973) e dalla consuetudine col regista e il suo migliore amico dell’epoca, Steven Spielberg, nasce la proposta di vestire i panni di Han Solo in “Guerre stellari” (1977).

E’ l’inizio di una splendida carriera che lo porterà per decenni a conquistare lo scettro dell’attore americano che ha fatto guadagnare di più ai suoi produttori, a oggi quasi 14 miliardi di dollari in una quarantina di film. Ma non per questo è tra le star più pagate, certamente fra le più amate.

La sua carriera ha moltissime facce ma si lega inevitabilmente a tre personaggi iconici: dopo Han Solo con il ciclo di “Guerre stellari” in cui apparirà quattro volte, è la volta di “Indiana Jones” con cappello e frusta che non abbandona nemmeno nell’atteso ritorno fissato per il 2023 e infine del detective Rock Deckard in “Blade Runner” di Ridley Scott (1982).

Il ruolo che però gli è forse più caro resta, strano a dirsi, quello secondario del colonnello Lucas di “Apocalypse Now”: il protagonista del film (Martin Sheen) porta infatti nome e cognome dei suoi primi due figli: Benjamin e Willard. Nel 1979, divorziato dalla prima moglie, sposa Melissa Mathison incontrata proprio sul set di Coppola che gli ha dato altri due figli fino all’incontro, nel 2001 con Calista Flockhart, con cui rimarrà legato fino ad oggi, adottandone la figlia.

Premiato sulla Walk of Fame di Hollywood con una stella a suo nome, non ha mai vinto uno dei premi maggiori: l’unica candidatura all’Oscar è arrivata per “Witness” di Peter Weir e il Golden Globe gli ha conferito il premio alla carriera (prematuramente) nel 2002.

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