ROMAGNOLI / VALENTINI. QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DI RAI SPORT

antonello-valentiniAntonello Valentini, ex dg della Federcalcio, è stato prima ingaggiato da Rai Sport come opinionista per il campionato europeo di calcio e poi subito rifiutato e “censurato”, dal direttore della redazione sportiva, Gabriele Romagnoli, con una motivazione non accettabile: il suo nome non risultava gradito ai vertici della Figc. È scoppiato ovviamente un gran casino. Un polverone. Proteste ragionevoli di Valentini. Interventi e proteste dei sindacati e di Anzaldi, fiduciario di Renzi per la Rai, chiasso sui giornali. Illazioni su presunte censure di Tavecchio e/oUva, dirigenti della Federcalcio. Voci di complotti e manovre a beneficio o danno di Tavecchio, Uva e lo stesso Valentini, in vista dei rinnovi delle alte cariche della federazione calcistica. Dico, come sempre la mia. Il cerino acceso è rimasto in mano a Romagnoli. Non è pensabile che Valentini abbia prodotto un falso, esibendo un esplicito sms censorio di Romagnoli. Così come non è pensabile che Uva, nel mirino anche più di Tavecchio, abbia potuto commettere una sciocchezza di questo tipo, abituato com’è a gestire grane ben più complesse di questa. La scarsa chiarezza deriva dall’insipienza della direzione generale della Rai, che si è espressa debolmente con una smentita poco persuasiva. Quel messaggio di Romagnoli o è vero, come tutti pensano, o è falso. Conclusione: probabilmente Romagnoli ha commesso una ingenuità, attribuendo alla Figc un pronunciamento non credibile. Oppure la spiegazione è un’altra ancora, e chissà quale! Il silenzio non giova né a Romagnoli né ai vertici Rai. Valentini propone un giurì d’onore e ha ragione. Se censura c’è stata, è inaccettabile ma è d’obbligo indicare chi l’abbia esercitata. Se non c’è stata censura, lo sgarbo – professionale – è riprovevole proprio perché ha sollevato chiasso e polvere, un pasticciaccio che si poteva e doveva evitare.

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