Fagnani, racconto le donne che si mettono in gioco

Donne forti e decise, che hanno giocato all’attacco: persone coraggiose e a volte spregiudicate “che non hanno paura di portare in luce anche le proprie ombre, capaci di mettersi in gioco”. Sono le protagoniste di Belve, il programma ideato e condotto da Francesca Fagnani, che dopo i due anni in onda su Nove, dove il format ha riscosso un grande successo, approda con una nuova edizione dal 14 maggio in seconda serata su Rai2.

“Sono molto contenta di riprendere in mano qualcosa che sento come una mia creatura. L’ho pensata e curata nei dettagli – spiega la giornalista che ha avuto fra i suoi maestri , negli inizi in Rai, Michele Santoro e Giovanni Minoli -. Io ho iniziato molto giovane nel servizio pubblico e mi fa molto piacere tornare con un mio programma. Ringrazio il direttore di rete Ludovico Di Meo che ha avuto l’apertura mentale di portare un’idea sperimentata altrove”. Nelle edizioni di Belve su Nove Francesca Fagnani ha parlato, fra le altre, nelle interviste a tu per tu con Giorgia Meloni, Adriana Faranda, Simona Ventura, Daniela Santanché, Paola Turci, Alessandra Mussolini, Katia Ricciarelli, Mara Carfagna, e con una ‘quota azzurra’ che ha compreso Massimo Giletti e Alfonso Signorini: “Non credo nelle quote – spiega sorridendo – è come se concedessimo, con un po’ di ironia, anche agli uomini un piccolo spazio”. Spicca il suo stile diretto: “La libertà nella risposta è anche nella libertà di porre ogni domanda che uno creda. Anzi ne approfitto per dire che le domande non le do mai da leggere prima. La forza del programma sta anche nella spontaneità di una reazione, una risata, uno sguardo più serio…”.

Fra le protagoniste di Belve su Rai2, ci saranno nella prima puntata Arisa e Rosalinda Celentano, poi, fra le altre, Bianca Berlinguer, Asia Argento, Sabina Began e Virginia Raggi, “che ha accettato di mettersi in gioco. Le politiche sono le più difficili da far venire. Ho rinnovato ad esempio l’invito a Maria Elena Boschi, che mi ha detto di nuovo di no”. Sarà presente anche un tema del quale Francesca Fagnani con le sue inchieste si occupa spesso, la criminalità organizzata, attraverso l’intervista a Anna Carrino, ex compagna del super boss dei Casalesi Francesco Bidognetti: “Ne ha condiviso le scelte, poi si è pentita. Il pentimento è un tema che mi affascina sempre molto”. Per la quota azzurra ci sarà Marco Travaglio “e un altro nome che sveleremo più avanti”. L’idea di Belve è nata “quando mi sono accorta che mancava un programma del genere. Lavorando molto come giornalista con i centri antiviolenza, ho capito che per quanto programmi come Amore criminale siano fondamentali e necessari, non si può portare solo quell’aspetto in tv. Serve un cambio culturale, che passa, penso, dal proporre anche un’immagine femminile all’attacco”.

Ognuna delle protagoniste “interpreta l’essere belva in un modo molto diverso. Mi colpiscono in particolare quelle che hanno avuto vite tormentate e che hanno scoperto in sé l’aspetto ‘guerriero'”. Francesca Fagnani torna su Rai2 a pochi mesi dalla chiusura anticipata di Seconda linea, l’approfondimento giornalistico di prima serata condotto per due puntate in autunno con Alessandro Giuli: “Gli errori sono preziosissimi almeno quanto i successi. La prima serata è un terreno particolarmente complicato, bisogna essere molto forti da tutti i punti di vista, dalla conduzione all’idea di programma. Secondo me eravamo arrivati impreparati”. Uno dei suoi maestri, Michele Santoro, ha detto che nei programmi giornalistici prevale il conformismo: “Credo abbia ragione su un aspetto – commenta -. I talk sono tanti, di dovrebbero proporre temi e ospiti diversi, spesso invece il punto di vista è molto simile. Poi, per me, non ha senso accettare la ‘dittatura’ di alcuni politici, che vogliono l’intervista a tu per tu per evitare il confronto”. Santoro “ha rappresentato, che piaccia o no, un punto di vista mai banale; nella vita ha sempre sperimentato e i suoi programmi sono stati sempre imitati dagli altri”. Cosa ha imparato invece da Giovanni Minoli? “Che andare in video è l’ultima cosa. Prima devi imparare come si monta, come si gira. Sia lui che Michele mi hanno insegnato a studiare. Ora quando vado in studio guardo tutto, da come sono piazzate le camere alla grafica”.

Francesca Pierleoni, ANSA

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