‘Photoshow’, il nuovo programma di Alberto Matano: “Tutto è immagine”

Su Rai3 dal 16 febbraio un programma che vuole svelare cosa c’è dietro a molte immagini social. In studio l’artista Francesco Vezzoli, tra i primi ospiti Pippo Baudo, Sonia Bergamasco e Cinzia Leone

“Ci sono persone che sulle foto ci campano – dice il giornalista del Tg1 Alberto Matano – tutto è immagine: politica, showbiz, celebrity. Dalle foto parte tutto, ci si fa un’idea della realtà. Instagram è un fenomeno pazzesco ma quello che appare non è sempre la realtà, dietro e dentro quelle immagini c’è un mondo che non viene svelato”. Ci penserà Rai3 con il late show Photoshow (che fa il verso a photoshop), condotto da Matano dal 16 febbraio. “Racconteremo tutto quello che i giornali non dicono, commenteremo la foto della settimana, “la foto petalosa”, i video le storie di Instagram – spiega Matano – con me ci sarà l’artista Francesco Vezzoli che è una sorpresa continua e rappresenta un’eccellenza italiana”. L’ambizione è costruire un appuntamento colto e pop: lo studio è semicircolare, con un disco dorato per accogliere gli ospiti: i primi sono Pippo Baudo, Sonia Bergamasco e Cinzia Leone. “Insieme a Laura Piazzi abbiamo lavorato a questo progetto che gioca col costume, le mode, le manie, la vanità: i protagonisti spiegano il proprio punta di vista ma si racconteranno anche attraverso una gallery che li riguarda” dice il giornalista. “Ho voluto Baudo per inaugurare la trasmissione perché può darmi ottimi consigli, poi sogno di ospitare due regine della tv come Franca Leosini e Mara Venier”. Sarà svelata la foto fake del momento e ci sarà anche “la foto che parla da sola”.Nato a Catanzaro, anchorman del Tg1 dal 2010, 46 anni, Matano (incoronato da Luciana Littizzetto come “il giornalista più sexy”, lui ringraziò con un gigantesco mazzo di rose rosse), si è già messo alla prova con due edizioni di Innocenti su Rai3. Il telegiornale le va stretto? “La tv, per come l’ho fatta io, è un mezzo di verità. Da giornalista del Tg1 sento forte questa responsabilità nei confronti del pubblico. Ma a questo punto sento l’esigenza di far venire fuori anche un altro aspetto di me, quasi più intimo e più domestico, fatto di ironia e allegria. Vorrei essere in tv come sono nella vita. Per questo sono grato al direttore di Rai3 Stefano Coletta – e prima a Daria Bignardi – perché hanno creduto in me e mi hanno dato fiducia”. Racconta che comparire nelle classifiche dei telegiornalisti più amati gli fa piacere, e che Littizzetto gli ha portato fortuna. “Ma mai avrei immaginato che a distanza di cinque anni lo sviluppo sarebbe stato il prime time come conduttore di Innocenti e adesso come protagonista di un late show. Con la mia immagine ho un buon rapporto, non me ne preoccupo tanto. Ma confesso che ogni tanto, se devo mettere una foto su Instagram e mi vedo distrutto, un filtro lo metto”.Rai3 con questo late show fatto di immagini e musica, continua a sperimentare. “Il progetto di Photoshow – spiega il direttore Stefano Coletta – rientra nel fitto processo di innovazione iniziato con la mia direzione. A Rai3 sono nati in questo anno più di nuovi trenta titoli, e grazie a questo lavoro la rete si è di nuovo illuminata nella sua identità complessiva e negli ascolti, nonostante i pregressi passaggi di marchi storici (Che tempo che fa, Ulisse ndr). Si deve avere il coraggio di continuare a proporre nuovi linguaggi che rispondano alla platea televisiva in cerca di varianti rispetto al menù fisso. Mancava un appuntamento late che potesse offrire contenuti profondi trattati con leggerezza, in una community inclusiva del popolo della tv del Saturday night”. “Photoshow – continua Coletta – sarà l’analisi dei fatti più importanti o divisivi della settimana, veicolati dalle immagini attinte dai social e dalla carta stampata. Si tratta di una nuova sfida anche per Matano: dietro il mezzobusto che siamo abituati a vedere nasconde un’autentica parte pop”. Il giudizio del pubblico è benvenuto: sulla pagina Instagram @photoshowrai3 durante la settimana si potranno scegliere votare le immagini più significative.

Silvia Fumarola, repubblia.it

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