ROMANI, SU TELENOVA ESCLUDO L’INTERESSE DI PAOLO BERLUSCONI

paoloromani(di Claudio Plazzotta, try Italia Oggi) Paolo Romani, attuale capogruppo al senato di Forza Italia ed ex ministro dello sviluppo, è un grande esperto di tv locali. Ha fondato nel 1974 Tvl Radiotelevisione libera, e poi, negli anni, è stato direttore generale di Rete A, amministratore delegato di Telelombardia e direttore di Lombardia 7. Conoscendo bene il business, è in grado di intuire subito se vi siano buone prospettive, oppure se sia meglio lasciar perdere. E, proprio per questo, «un gruppo di amici mi ha chiesto un consiglio circa la solidità di Telenova (vedere ItaliaOggi del 16 dicembre scorso, ndr). Ho scritto il mio parere e glielo ho consegnato. Tutto qui».
Telenova, infatti, una delle emittenti locali più importanti della Lombardia, controllata dal gruppo San Paolo, è in vendita. Analizzando i bilanci, che spesso, tuttavia, non la raccontano tutta, sembrerebbe un’azienda sana, in grado di garantire anche piccoli utili. «Mah, insomma_», ribatte Romani a ItaliaOggi. Che, tuttavia, non vuole parlare dell’argomento. Qualche indiscrezione vorrebbe che tra gli imprenditori che si sono rivolti a Romani per la consulenza ci sia pure Paolo Berlusconi, imprenditore ed editore, nonché fratello di Silvio. «Lo escludo nella maniera più categorica», risponde Romani, «anche se capisco che ogni volta che sono coinvolto in qualche operazione, si tiri sempre in ballo Berlusconi. Ripeto, lo escludo. Naturalmente non dirò nulla circa l’identità degli imprenditori che mi hanno chiesto un parere. Sono amici. E con questo, la saluto».
Come molte tv locali, Telenova, controllata dal gruppo San Paolo attraverso Multimedia San Paolo srl, sta vivendo anni di crisi e di erosione degli ascolti dopo il passaggio al digitale terrestre: in ottobre ha avuto una media di 338 mila contatti netti al giorno e di 2,9 mln nel mese, che la colloca comunque ai primi posti in Lombardia dietro Telelombardia, 7 Gold, Antenna 3 e Top Calcio. Nel 2013 il valore della produzione è stato di 4,4 mln nel 2013, con 116 mila euro di utili. E questo, quindi, potrebbe essere il momento migliore per valorizzare l’asset, prima che venga travolto da ulteriori crisi.

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