Presente e futuro della TV italiana: Pay TV avanti tutta, Internet TV e Sky protagonisti

È uscito il rapporto di ITMedia Consulting che delinea il quadro presente e futuro del panorama televisivo italiano. Nel 2017 la Pay TV ha fruttato più della pubblicità, ma nei prossimi anni anche le internet TV si affermeranno come motore di crescita.

La TV italiana è sull’orlo di un grande processo di cambiamento che di qui ai prossimi anni potrebbe non solo riportarne i ricavi ai livelli pre-crisi, ma che causerà un profondo mutamento delle forze in gioco e delle modalità di fruizione predominanti. È fondamentalmente questo il messaggio che ci viene restituito dal nuovo rapporto di ITMedia Consulting sullo stato del mercato televisivo italiano di oggi e dei prossimi due anni. A spiccare è soprattutto il sorpasso dei ricavi della Pay TV su quelli pubblicitari, che vengono scavalcati dopo anni in cui le due voci sono state sostanzialmente testa a testa. È un +2,6% di ricavi per la TV a pagamento contro il +0,7% dell’antagonista nel 2017 che diventa significativo soprattutto perché darà il via ad un trend analogo nel prossimo futuro. Nel 2017 i ricavi da Pay hanno infatti raggiunto il 40% del totale e almeno fino al 2019 questa modalità continuerà a battere una crescita media del 4,6% (un tasso medio di 2,7% per la pubblicità), generando il 41% delle risorse complessive, contro il 39% della pubblicità. Sono numeri che emergono al di sopra di una situazione generale del mercato televisivo mostrano comunque negativa rispetto al biennio precedente, che aveva visto un +5,4% nel 2016. Di contro il 2017 chiuderà con un -1,1% in cui cala, più che Pay TV e pubblicità, che insieme fanno segnare +1,6% di ricavi, il canone Rai che è diminuito da 100 a 90 euro in bolletta e con esso la quota dell’extra gettito a favore dell’emittente pubblica. Tutto questo contribuirà a rendere il 2017 un anno di assestamento, nonché di transizione fra la ripresa dei due anni passati e la nuova crescita che il mercato TV italiano conoscerà nel prossimo biennio. Secondo ITMedia Consulting infatti entro il 2019 il settore arriverà a valere 8,4 miliardi di euro (sono 8,1 nel 2017), con un +3% medio l’anno e “avvicinandosi così ai livelli pre crisi del 2010”. “Questo è un anno di assestamento che però porterà il settore a crescere ancora. Sarà comunque una crescita selettiva, non riguarderà tutti indistintamente”. Augusto Preta, direttore generale ITMedia Consulting. L’affermazione delle Internet TV e il dominio di Sky. Di qui al 2019 quindi il mercato TV italiano muterà non poco per arrivare a costruire le basi di un nuovo ordine futuro in cui cambiano le modalità di fruizione degli spettatori e la spartizione delle risorse. È vero, ad oggi la piattaforma principale di consumo televisivo resta il digitale terrestre e nel rapporto di ITMedia sarà così anche per i prossimi due anni, ma la quota è destinata a diminuire dal 61% attuale al 55% del 2019, e parliamo di utenti che guardano la TV su una determinata piattaforma in modo prioritario rispetto alle altre. Stabile il satellite che avrà un picco di incremento dal 30 al 31%, mentre salta fuori di prepotenza la broadband TV che aumenterà dal 9% al 14%. Se poi si va ad osservare lo stato delle TV a pagamento in termini di utenza, si scopre che già oggi le internet TV si trovano alla pari con la Pay sul digitale terrestre (Mediaset Premium); entrambe con una quota del 25%. Se Sky (50%) resta e resterà la forza predominante in questo senso, nel 2019 le piattaforme in streaming sorpasseranno e allungheranno sulla Pay TV terrestre con un 34% degli utenti contro il 20%. Questo importante dato, unito al calo del satellitare fino al 46%, ci restituisce un segmento internet TV che arriverà ad affermarsi in modo più deciso sul nostro mercato televisivo. Un mercato che resterà saldamente nelle mani di Sky che, secondo il report di ITMedia, aumenterà la sua fetta di mercato dal 32% al 34% entro il 2019, mentre Rai e Mediaset dovrebbero posizionarsi sotto con il 28%. Si delinea così nel complesso un quadro di interessante spostamento delle forze in gioco. Quantomeno una prima fase di redistribuzione degli equilibri nel nostro panorama televisivo, che finisce inevitabilmente per muoversi verso una crescita di quelle nuove modalità di fruizione spesso più flessibili per gli utenti-spettatori, sempre più padroni delle proprie scelte nella visione di contenuti televisivi e cinematografici.

Dday

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