Roberto Bolle agli Arcimboldi in Bolero con la compagnia fondata da Béjart

“È un grande privilegio poter danzare questo balletto simbolo di Béjart con la compagnia per cui è stato creato e che continua a portare in scena il suo repertorio in giro per il mondo celebrandolo nel migliore dei modi. Bolero è una coreografia iconica che è rimasta nell’immaginario collettivo ed è uno dei capolavori della danza del ‘900”. Roberto Bolle torna nel balletto cult di Maurice Béjart al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Sul palco, insieme per la prima volta in Italia, la compagnia fondata dal grande coreografo del Novecento protagonista di un trittico in scena fino al 17 maggio: Alors on danse… ! di Gil Roman, 7 danses grecques e Boléro di Maurice Béjart. Abbiamo incontrato l’étoile nel camerino, poco prima dello spettacolo, e ci ha anticipato anche qualcosa sui prossimi eventi che lo vedranno protagonista.

Hai scoperto degli aspetti nuovi nel preparare il Bolero con la compagnia che porta avanti il nome di Maurice Béjart?
Beh sicuramente, è uno di quei balletti in cui ogni volta che lo interpreti scopri qualche cosa di nuovo. È stato per me importante lavorarlo con Gil Roman che è adesso direttore della compagnia e che ha ballato tutto il repertorio di Béjart.

È un ruolo che hai danzato per la prima volta al Teatro alla Scala cinque anni fa. Come è cambiato da allora?
C’è qualcosa di veramente speciale nell’entrare in quella parte. Salire sul tavolo rosso, iniziare a ballare con quella musica, in quel crescendo musicale, è veramente qualche cosa che è sempre una sfida, una sorpresa.. ti dà quella adrenalina e quell’ansia al tempo stesso. Ogni volta è davvero una scoperta. Ma questo è il bello di Bolero: è imprevedibile!

Luciana Savignano è stata una delle più grandi interpreti di Bolero nella storia della danza, ti ha dato qualche consiglio?
Con Luciana c’è un bellissimo rapporto. Abbiamo anche lavorato insieme in alcune prove. Da lei ho avuto questa libertà, questa sensualità, questa eleganza nell’interpretare Bolero; quindi sensuale ma mai volgare. Questo è stato il suo insegnamento e poi… vederla muoversi, vedere le sue braccia, il suo corpo. Ecco, è d’ispirazione già solo questo.

La ripetizione musicale della partitura di Ravel è la chiave anche nella coreografia?
La melodia che si ripete è centrale in questo balletto. Il crescendo musicale ti porta, in maniera quasi ossessiva, a far crescere sempre di più e poco alla volta questo pathos con i ragazzi che piano piano si alzano dalle sedie e si uniscono a questa danza che è piena di erotismo, di sensualità, di potenza, di energia. Quindi, è veramente un legame imprescindibile tra la coreografia e la musica e questa è la grande forza del balletto.

Tornerai agli Arcimboldi con i tuoi friends? Lo scorso anno il tour era partito proprio da qui…
Questo anno il Bolle and Friends riprenderà a luglio con Caracalla, poi Firenze, all’Arena di Verona, a Genova ai Parchi di Nervi e ancora al teatro greco di Taormina. E poi, torneremo ancora qui agli Arcimboldi per altre date a ottobre. Un teatro, questo, a cui sono veramente legato. La mia seconda casa milanese in cui ogni anno torno per proporre qualcosa di nuovo al pubblico.

Oltre ai Gala estivi è ormai diventata tradizione anche OnDance, la Festa della danza che tu stesso hai ideato e che lo scorso anno è culminata con una lezione “in bianco” in piazza del Duomo. Quest’anno la ripeterete?
L’intenzione è quella di rifare OnDance dal 7 al 10 di settembre e riproporre anche questa lezione meravigliosa a cui tanti ragazzi non erano riusciti a partecipare perché, diciamo che avevamo un numero limitato (ride, ndr) di 1600 allievi di scuole di danza provenienti da tutta Italia. Quindi, questo anno abbiamo ampliato il numero e cercheremo di essere più di 2mila persone per una grande lezioni di danza, una grande iniezione di bellezza, di estetica, ma anche un messaggio per sostenere veramente la danza e dire che ci siamo, evviva la danza!

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