In prima tv su Sky il documentario su Sordi

Su Sky Cinema Comedy 4 giorni h 24 con i suoi film più belli

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E’ una sorta di enciclopedia visuale il documentario di Fabrizio CoralloSiamo tutti Alberto Sordi?’ in onda in prima visione tv su Sky Arte la sera di Pasqua, domenica 12 aprile alle 21.15 su Sky Arte (canali 120 e 400) e alle 21.45 su Sky Cinema Comedy (canale 309). Nel centenario della nascita del grande attore molte sono le iniziative per ricordarlo, a cominciare dalla mostra nella villa di Roma affacciata sulle terme di Caracalla rinviata per l’emergenza coronavirus.

Tra queste anche la programmazione da venerdì 10 a lunedì 13 aprile che Sky Cinema Comedy (e in streaming su Now Tv) h 24 dedica a Sordi attraverso molti film, da Il Medico della Mutua a Due notti con Cleopatra con Sophia Loren; da Accadde al penitenziario a Piccola Posta. In questo film corale Fabrizio Corallo ripercorre tutta la carriera di Alberto Sordi con spezzoni cinematografici e soprattutto testimonianze per comporre un puzzle sulla sua personalità oltre che sul suo cinema. Si è fatto accompagnare da Carlo Verdone nella villa di Sordi che l’attore frequentava.

“Mi metteva soggezione questa casa, rifletteva l’esatto contrario di come lui appariva in pubblico, sorridente, magnetico, qui dentro rivelava la la sua vera natura rigorosa, introversa, quasi austera” dice nel documentario. Il film la mostra, inquadra foto, premi, memorabilia come gli stivali del Vigile e la bombetta di Fumo di Londra custodite da Sordi. E mette in luce il Sordi malinconico, quello che dal 1972 alla morte dell’amata sorella Savina prese il posto del Sordi istrionico, brillante del dopoguerra e degli anni ’60, raccontato per par condicio, quasi fosse la sua parabola di vita coincidente con quella dell’Italia dal boom e dalla rinascita al progressivo buio sociale. Tra le tante interviste realizzate in quelle stanze e tra i tanti materiali di repertorio sempre fantastici da rivedere anche se – dallo sfottò ‘Lavoratori!’ dei Vitelloni di Fellini al ‘Io so’ io e voi nun sete un cazzo’ del Marchese del Grillo, passando per ‘Maccherone m’hai provocato, io te distruggo, io me te magno’ di Un americano a Roma – tutta l’Italia in coro saprebbe replicarle, alcune sono chicche inedite. Come i materiali che De Laurentiis ha dato a Corallo per il film e che appartengono agli anni dell’accordo che Dino firmò con Sordi per alcuni film memorabili, molti dei quali con Silvana Mangano di cui Alberto era innamorato. “Stava sempre qui in casa nostra – racconta nel film la figlia Veronica De Laurentiis – io ero contento, la faceva ridere, era vitale, a me piaceva”. Tra loro c’era una sintonia speciale, lui la venerava. O come l’immagine che stringe il cuore di Sordi anziano e già malato che agli ospiti dell’Ambra Jovinelli che lo aspettavano per una serata il 17 dicembre 2002 in suo onore, voluta da Adriano Pintaldi, mandò un video struggente, in vestaglia e in poltrona: “Scusate se non posso venire, le mie condizioni non me lo permettono, non ha senso venire lì, non poter fare il saltino che tutti si aspettano. Volevo scusarmi, non è colpa mia. Addio” e fu davvero tale due mesi dopo.

Tutta Roma e non solo gli rese omaggio, “la camera ardente non chiuse mai, neppure di notte”, ricorda Walter Veltroni, presidente onorario della Fondazione Alberto Sordi, che in quegli anni era il sindaco della città. In “Siamo tutti Alberto Sordi?”, prodotto da Dean Film e Surf Film con Sky Arte e il Luce e La7, c’è davvero tutto Sordi, il pubblico e il privato, le amicizie fraterne con Fellini con cui divise gli anni della fame iniziali, con Scola, e poi con Risi, Monicelli, De Sica “complice perfetto” come racconta Christian, il sodalizio con l’alter ego sceneggiatore Rodolfo Sonego e con il musicista Piero Piccioni, la stima per Monica Vitti. Lo raccontano, tra gli altri i critici, Goffredo Fofi, Valerio Caprara e Masolino D’Amico, Giovanna Ralli, Anna Foglietta, Claudio Amendola, Renzo Arbore, Marco Risi, Enrico Vanzina, la giornalista Gloria Satta. 187 film in 60 anni: dentro c’è il nostro mondo, risate e tristezza.










ANSA

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