I nostri figli

La Tv di Maramaldo

Ieri sera, Rai1 ha proposto un film tv, I nostri figli, dedicato al tema degli orfani del femminicidio. Ve ne parlo, perché è un’iniziativa che merita un breve approfondimento. Prima, però, consentitemi una breve divagazione, per parlare di una cosuccia simpatica che riguarda Mara Venier.

 

SE MARA VENIER SI PARAGONA AL PAPA

Prima di cena, avevo deciso di passare in libreria per prendere un libro. Essendo a tema religioso, decido di andare alle Paoline, che vende preferibilmente libri sul cattolicesimo. Ultimamente mi è venuta voglia di leggere i libri di Sandro Mayer sulla vita, uomini e avvenimenti del cristianesimo .Su Amazon ho trovato i libri dedicati a Gesu Cristo e Padre Pio. Ma mancava il libro più interessante: quello dedicato alle storie dell’antico testamento. La libreria Paoline non mi è stata d’aiuto. Però, è stata comunque una capatina interessante per la notizia che ho appreso. In libreria, ho attaccato bottone con una commessa, una cortese ciarliera devota della Madonna di Loreto. Abbiamo parlato di tutto il superfluo, di tv, e di gossip. Mi ha rivelato le preferenze vip in fatto di santi (Al Bano e Valeria Marini sono molto devoti di Padre Pio) e mi ha comunicato che nel nuovo numero di Famiglia Cristiana, è presente un’intervista a Mara Venier. Mi ha fatto vedere l’anticipazione sul web, dal suo smartphone. Era piuttosto scandalizzata, per un passaggio dell’articolo, dove Mara rivela il desiderio di voler intervistare il sommo pontefice: “Mi piacerebbe intervistare Papa Francesco. È imprevedibile quasi quanto me”. “Ma si rende conto? – mi fa – si paragona al Papa! Lui imprevedibile come Mara Venier? E chi diavolo è la Venier? Lui è il papa, lei solo una presentatrice. Ma è possibile che queste cose le si debbano leggere su Famiglia Cristiana? E’ una vergogna”. Non avete idea di quanto mi sia divertito a sentire gli sproloqui della signora. Però, sproloqui mica tanto! La Venier ha ecceduto in vanità. Ad un’artista di rango come lei si perdona tutto, ma paragonarsi al Papa è un po’ troppo.

I NOSTRI FIGLI

Vi ho accennato de I nostri figli, questa bella iniziativa di Rai1 che racconta una storia vera italiana. La storia di Marianna Manduca, brutalmente uccisa dal marito Saverio Nolfo a Palagonia, in provincia di Catania, più di dieci anni fa. Il film racconta di come il cugino di lei e la moglie abbiano voluto adottare i 3 figli di Marianna, per strapparli dal dolore e dall’ambiente siciliano e portarli con loro al nord. Nella fiction, ottimamente interpretata da Giorgio Pasotti e Vanessa Incontrada, sono cambiati nomi e situazioni per proteggere la privacy dei veri protagonisti. Il film racconta tutto l’iter che porta questi orfani di femminicidio a risollevarsi in un nuovo nucleo familiare. Lo fa con delicatezza, accuratezza e con grande attenzione al profilo psicologico dei personaggi. Raccontando il calvario di questi due genitori, che oltre ai loro due figli, decidono di accogliere i 3 figli del dolore. Un calvario che ovviamente si dissolve felicemente in un bel finale. Tuttavia per poterci arrivare i genitori hanno dovuto superare motli ostacoli. Prima di tutto, la diffidenza dei nuovi arrivati, nei confronti della famiglia (dei genitori affidatari e del fratellastro più grande, che escludono dal loro vivere sociale). I soldi scarseggiano: un conto è mantenere 2 figli, altro è mantenerne 5 da un momento all’altro. E i problemi al lavoro, i problemi con la casa e via discorrendo. Se non avete visto il film, recuperatelo: è avvincente la storia di due eroi, che con sacrifici pesanti hanno salvato tre creature dalle angosce della miseria. Non è un capolavoro. Tutt’altro. Il film è attraversato da un fiume di retorica stucchevole, che talvolta lo rende insostenibile. Alcuni momenti della storia sono noiosi e prevedibili. Ed il regista Andrea Porporati delude sul profilo tecnico: il film tecnicamente ha il sapore della peggiore fiction tedesca (non si offendano i tedeschi, ma serie tipo “Hamburg distretto 21” sono inguardabili).
Tuttavia la probità dell’operazione fa perdonare tutto, anche le sciatterie. Perché la Rai ci ha proposto una bella storia, di amore e di coraggio, che soddisfa pienamente il suo ruolo di servizio pubblico. Eppoi la Rai ci ha permesso di rivedere in prima serata la bella Vanessa Incontrada. Oltre ad essere un’attrice superba – le sue doti furono rivelate da Pupi Avati, con il film “Il cuore altrove -, la Incontrada è decisamente affascinante. Direi che rappresenta la tipica donna burrosa, che ispira desideri e fantasie. Almeno, a me – confesso – li ispira. Perché c’è anche chi, in passato, sui social l’ha criticata per le sue forme generose. Per questi stupidini, serve rammentare la battuta di Califano: “Preferisco due chili in più che due etti in meno”.

M.

La tv di Maramaldo

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