IL CASO LEOTTA È UN SOUFFLÈ MEDIATICO

Tutti ne scrivono e twittano. ma la tv vive anche di questo

caterina-balivo-diletta-leotta-sanremoIn principio, febbraio 2012, fu Belen Rodriguez a fare scandalo scendendo dalla scala del Festival, in qualità di valletta (con Elisabetta Canalis), mostrando in mondovisione non solo il suo fisico statuario ma anche un tatuaggio hot, la farfallina in zona inguinale, che poi è diventata un must tra le starlette o presunte tali. Sacrilegio sul palco sanremese, nell’evento più nazionalpopolare della televisione e della cultura musicale italiana.
Poi toccò a due parvenu dello mondo dello spettacolo, le sconosciutissime modelle Giulia Salemi e Dayane Mello che all’edizione 2016 dell’elegante Festival del cinema di Venezia hanno sfilato semi-nude dando scandalo, manco fossero le Brigitte Bardot o le Sophia Loren del nuovo Millennio, e facendo sollevare un polverone, visto che si sono fatte vedere, e messe in mostra, in Laguna per la presentazione della provocatoria, a sua volta, pellicola The Young Pope di Paolo Sorrentino. Peccato che a meno di un anno di distanza siano rientrate nei ranghi: addirittura la Mello, improvvisamente assurta a ruolo di vip, è stata la prima eliminata dell’edizione 2017 de L’Isola dei Famosi.
Infine, martedì sera, al debutto del Festival di Sanremo, l’ennesimo caso di nude look o il-corpo-è-mio-e-lo-gestisco-io: Diletta Leotta, ex meteorina di Skytg24, ora volto di Sky Sport e di fatto donna immagine della pay tv di Rupert Murdoch, nonché fidanzatissima di Matteo Mammì, direttore acquisizioni e produzione di Sky Sport e nipote dell’ex ministro Oscar, ossia il politico che ha dato il nome alla prima legge organica sull’emittenza radiotelevisiva.
Et voilà, da due giorni sui social non si parla d’altro. Altro che giudizi tecnici e stilistici sulle canzoni presentate a Sanremo da cantanti più o meno famosi. La discussione che serpeggia un po’ ovunque, dagli uffici a Twitter, dalla metropolitana al supermercato, ruota tutta sul look della giovane e bella Diletta. E soprattutto, sul commento, cattivello, di Caterina Balivo, conduttrice tv, affidato a un cinguettio su Twitter: «Non puoi parlare della violazione della privacy con quel vestito e con la mano che cerca di allargare lo spacco della gonna». Apriti cielo. Subito si sono schierati gli eserciti: chi difende la Leotta, come la potente influencer digitale Selvaggia Lucarelli, perché comunque fa la sua figura, e chi invece sta con la Balivo che dice forse una cosa giusta ma scontata. Il web impazza, la gente ne parla, l’episodio diventa un caso. E i giornali sciorinano chilometri d’inchiostro per denunciare o difendere la bionda giornalista tv. E il mondo s’interroga. Anche se, diciamola tutta, qualche maligno può pensare che la Balivo è solo stizzita per non essere finita lei su quel palco tanto bramato.
Probabilmente un look più castigato della signora Leotta non sarebbe guastato. Ma poi oggi chi ne avrebbe parlato, chi se ne sarebbe occupato? E poi: che cosa ci sarà di male? La tv è il regno dell’effimero, del bello, dell’immagine e, a volte, della provocazione. Non c’è bisogno di tornare all’ombelico scoperto di Raffaella Carrà o alle cosce desnude delle gemelle Kessler per fare scandalo, per sollevare la polemica. Perché da che mondo è mondo, l’occhio vuole la sua parte. Perché se un tempo c’erano le Signorine buonasera di mamma Rai, per oltre un decennio hanno imperversato le veline di Striscia la Notizia. E se una volta c’era il colonnello Bernacca a farci conoscere il clima, il meteo, le temperature e così via, da anni ci sono le meteorine: difficile trovarne di bruttarelle e, come dire, poco attrezzate dal punto di vista fisico. Il rischio vero è quello di non degenerare dalla cultura alla kultura.

di Andrea Montanari, ItaliaOggi

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