GIANNA NANNINI MAMMA ROCK PER LA PICCOLA PENELOPE

taglioAlta_001298(di Massimiliano Carbonaro, cheap TvZap) La cantante pronta per Sanremo come super ospite si racconta in una lunga intervista dove si mostra felice per la maternità raggiunta a 56 anni.

“Ho imparato a trascurare me stessa, la rock star è per definizione egoista. Il nostro è un mestiere competitivo. Devi essere concentrato per dare il meglio e tutto gira intorno a te. Ora invece la mia giornata è per l’80% dedicata a lei. Il pianoforte è rimasto a lungo muto. Mi restano cinque minuti al giorno per le canzoni, ma per fortuna quando l’ispirazione arriva riesco a fare tutto in fretta”. Gianna Nannini riflette sulla sua nuova vita da quando a 56 anni è diventata mamma in una lunga intervista concessa a Repubblica. All’epoca fu criticata per la sua scelta di affrontare la maternità in un’età considerata troppo avanzata. Ma la cantante grazie anche alla figlia Penelope ha raggiunto una nuova dimensione dove il rock è tenerezza e le priorità sono assolutamente cambiate.

“Da quando Penelope è diventata la mia priorità tutte le altre abitudini sono passate in secondo piano, la cura del fisico soprattutto. Mi sono un po’ trascurata, devo riprendere col pilates, la mia passione, ho un tour che parte fra due mesi dalla Germania”. Insiste: “Sembra un paradosso ma, giuro, trasgredisco più ora di allora. E faccio cose che non avevo mai fatto: le pulizie, il bucato. Ma non mi lamento, sono stata toccata dalla divinità; la maternità è una cosa mistica, ti solleva, eleva lo spirito problemi quotidiani a parte. Non sono apprensiva, e neanche preoccupata, cerco di prestare attenzione alle sue inclinazioni e alle sue potenzialità. I genitori devono solo incoraggiare le inclinazioni dei figli, non scegliere per loro”. Imminente la sua partecipazione al Festival di Sanremo come ospite, mentre il suo ultimo lavoro vede 17 brani raccolti in Hitalia in cui canta brani scritti da grandissimi com Ivano Fossato o Vasco Rossi. “Mi sono rimessa a leggere le favole – racconta – m’ispirano; le reinvento per lei, cambio trame e finali, le interpreto, faccio i versi e le smorfie, divento il lupo e la nonna. Abbiamo gli occhi dello stesso colore Penelope e io; lei guarda lontano, proprio come me. Ho il carattere de la mi nonna, mica facile. Mia figlia ha un carattere migliore. Ero una bambina simpatica, volevo darmi da fare, mettevo sempre il becco in pasticceria, e anche le mani. Il mi babbo mi aveva preparato un banchettino per farmi arrivare al piano di lavoro. Ma io volevo un mestiere mio. È quel che insegno quotidianamente a Penelope, a essere indipendente”.

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