Deejay tv cambia casa. Linus racconta il trasloco

Riacquistato il 69 del digitale terrestre. Ci sarà Deejay Chiama Italia e pillole della radio

Linus: voliamo basso, ora sappiamo cosa si può fare in tv

Linus

Lunedì prossimo torna Deejay tv: canale 69 del digitale terrestre appena ricomprato, come anticipato da ItaliaOggi, poi al 714 di Sky7 dove c’era MyDeejay e in streaming su deejay.it. Elemedia (gruppo Gedi) ha deciso di affidarne la raccolta pubblicitaria a Viacom «forte della sua esperienza sui canali musicali televisivi» (Mtv e gli altri), mentre il fornitore di banda sul digitale terrestre sarà ovviamente Persidera, l’operatore di rete di Tim in vendita di cui Gedi ha il 30%.

«Come vi avevo anticipato», ha annunciato Linus lunedì su Instagram, «gli amici di DMax ci avevano gentilmente ospitato per l’autunno, in attesa che fosse pronta la nostra nuova, piccola casa.

Il rogito lo abbiamo fatto, il mutuo anche, le chiavi le abbiamo, ci sono soltanto gli imbianchini che stanno finendo. Entriamo lunedì prossimo, alle dieci».

Linus, gli imbianchini hanno finito? Che colore ha scelto?

 (Ride, ndr) Abbiamo scelto colori neutri, anche perché non vogliamo fare tanto gli sbruffoni all’inizio.

La nuova Deejay tv avrà tanta musica e una colonna portante…

Sì, ci sarà Deejay Chiama Italia al mattino che possiamo tornare a replicare anche la sera, accontentando finalmente quegli ascoltatori che ce l’hanno sempre chiesto. Poi ci sarà la classifica pomeridiana 30 Songs e pillole sparse nel palinsesto con i personaggi della radio: riproposizioni di interviste, piccoli sketch. E a fondo schermo, un rullo con le notizie di Repubblica.

La replica di Deejay Chiama Italia sarà una sintesi come in passato?

No, sarà integrale, anche se stiamo cercando di renderla più viva e allegra nei fuori onda. Abbiamo l’idea di una camera che si muove nello studio, un dietro le quinte con un incursore. Stiamo valutando a chi farlo fare ma sarà uno dei ragazzi della radio.

Niente radiovisione?

Con tutto il rispetto per chi la fa, a me fa abbastanza orrore. Non è né carne né pesce: se fai radio fai radio, se fai tv fai tv. Il mio programma che va anche in video è motivato dal fatto che essendo direttore ho consapevolezza diversa rispetto agli altri speaker. Non vogliamo una sequenza di piccoli interventi parlati poi musica e così via. Non voglio essere irrispettoso rispetto a Rtl, ma la radiovisione non ci interessa.

Cos’altro ha in mente per il futuro?

Penso che sia meglio che andiamo per gradi e voliamo basso. La tv ha scottato molta gente, inutile fare proclami. Anche perché, avendoci picchiato il muso, abbiamo l’esperienza per sapere cosa si può e non si può fare..

Prima avete venduto le numerazioni, ora ne avete ricomprata una. Cosa vi ha spinto?

Deejay Chiama Italia in video ha un grande seguito e potenziale e purtroppo a un centro punto siamo rimasti senza casa. Non mi piaceva elemosinare lo spazio. Certo sono grato a Discovery, ma sei sempre ospite a casa un altro e mi rendo conto che la nostra trasmissione sia una cosa poco congrua per una tv generalista. C’era la possibilità di ricomprare uno dei canali, che peraltro ha un numero buffo e facilmente memorizzabile, e così abbiamo fatto. Ma non ci ha spinto una particolare strategia televisiva.

Tutte le altre radio hanno un canale tv…

Tolto Rtl, che ci investe anche parecchio, negli altri casi non mi sembra che abbia dato grandi risultati, anzi. Devi avere qualcosa da mettere dentro un canale. Devo dire che noi abbiamo personaggi che possono farlo.

Cosa ha pensato quando è stato venduto il 9?

Mi sono dispiaciuto moltissimo, ma alla fine era meglio così. La tv non ti perdona di non avere il potenziale economico per farla. Allo spettatore non gliene frega niente del tuo budget e per fare vera tv ci vogliono investimenti che quelle dal 10 in poi non si possono permettere. Non a caso quelle che sopravvivono hanno gli archivi di Sky, Mediaset, Discovery. Noi con il 9 eravamo a metà strada, avevamo un grande gruppo alle spalle ma non la potenza di Sky e degli altri. Onestamente il prodotto era al di sotto delle aspettative del marchio.

Come va con gli ascolti della rilevazione Ter?

L’ultimo anno è andato abbastanza bene. Devo dire che non è facile dare un dato credibile: l’80% degli italiani ha un numero di cellulare, e dietro a quel numero c’è il mistero. Se ho bisogno di avere campione regione per regione fascia d’eta, sesso, attraverso il cellulare si va a sparare nel mucchio e spesso si finisce per chiamare i numeri fissi a cui rispondono gli anziani che non sono il riferimento di molte radio. Allora i dati facciamo finta che vadano bene.

Avete un’app curata, oggi però sul digital audio siamo agli inizi in termini di valorizzazione del mercato. Come la vede?

Ci credo molto. L’app è moderna ed efficace, dopodiché tutto questo viene frustrato perché delle decine di migliaia di persone che ti ascoltano dall’estero non rimane traccia nelle rilevazioni. Un giorno spero che si riuscirà a rilevare anche questi dati.

Andrea Secchi, ItaliaOggi

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