Sabrina Salerno: “Berlusconi era pazzo di me”

“Ero una donna bambina. Adesso mi piaccio di più: da ragazza, ossessionata dall’immagine non mi vedevo mai bella”. A confessarlo è Sabrina Salerno, cantante, showgirl e attrice simbolo degli anni Ottanta. In una lunga intervista al Fatto Quotidiano, l’artista 51enne parla della sua maturità e del successo arrivato in giovanissima età. “Quando ero giovane piazzavo muri: non sapevo cosa e come raccontare, non volevo che la gente percepisse la fragilità”.

Oggi Sabrina Salerno è moglie e madre di un ragazzo di 15 anni e in Francia continua la sua attività artistica. Su Instagram, riceve apprezzamenti ma anche proposte eccessive. “Mi arrivano tantissimi commenti carini, poi c’è un dieci per cento che deborda con proposte assurde […] Tocchiamo la follia, gente che pensa di poter comprare tutto. E mi riferisco a gente di potere”.

Ricordando il passato, la Salerno cita anche colleghi famosi con cui condivise i palcoscenici negli anni Ottanta: Beppe Grillo, Giorgio Faletti, Paolo Villaggio.

“A Beppe voglio bene, ma al tempo stesso era un uomo un po’ triste e introverso… Lo stereotipo del comico: la tipica situazione a due facce, ben divisa tra spettacolo e vita privata […] Giorgio Faletti? Alcune volte siamo stati a cena insieme, solo io e lui, eppure non parlava quasi mai […] Con Villaggio non ci siamo mai piaciuti, anzi ci stavamo antipatici: con lui ero acetosa, pur percependo il suo acume deciso ma cattivo”.

Sabrina Salerno, nel corso della sua carriera, si è esibita in vari Paesi del mondo: anche a Mosca ai tempi dell’Urss. E oggi ricorda così la Russia dei tempi: “Era un altro mondo, e si avvertiva un certo fascino, una stratificazione storica, una sua identità, mentre adesso Mosca è una città qualunque… Non voglio dire che preferivo il periodo comunista, ma si è passati all’estremo opposto e si è uccisa una fase storica”.

A proposito del passato, la showgirl e cantante contò tra i suoi ammiratori anche persone di potere, come Silvio Berlusconi. “Pazzo di me? Parola sua, ma non è stato l’unico, almeno credo, e non me ne sono neanche sempre accorta”.

Huffingtonpost.it

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