Un anno fa ci fu il debutto discografico di Liberato

Per i fan di Liberato quella di oggi è una delle date più importanti. Il 9 maggio nella narrazione del misterioso progetto partenopeo è quasi una data di fondazione. ‘Nove maggio’ è la sua canzone d’esordio rilasciata su YouTube il 13 febbraio del 2017 con un video iconico firmato dal regista partenopeo Francesco Lettieri, una delle poche ‘facce’ conosciute del progetto. L’anno scorso invece – sempre il 9 maggio – pubblicò il suo primo album omonimo: 11 brani di cui 5 inediti e una serie di video in 5 episodi che costituivano un intero progetto dal nome ‘CRV’ – Capri Rendez-Vous – sempre a firma di Francesco Lettieri, il cui filo conduttore era la storia d’amore tra l’attrice francese Marie (interpretata da Jessica Cressy e da Anna Rupe) e Carmine Vuotto (interpretato da Elvis Esposito) sull’isola di Capri. Video iconici, basi orecchiabili, Napoli, la sua lingua e le sue evoluzioni, e un bagaglio lessicale che mischia la canzone classica napoletana (dai titoli di alcune canzoni, ai riferimenti in quasi tutti i singoli brani) con la parlata contemporanea della città. Ciò che però affascina di più del fenomeno Liberato, scritto tutto maiuscolo LIBERATO, è l’anonimato e il culto che si è creato attorno alla sua misteriosa identità. In ogni esibizione pubblica Liberato è apparso sempre o incappucciato, o accompagnato da diversi sosia o nascosto da uno schermo.
 Tutto iniziò il 13 febbraio del 2017, come detto, quando uscì ‘Nove maggio’. Poi proprio quel giorno e quel mese dello stesso anno venne pubblicato il secondo singolo ‘Tu t’è scurdat’ ‘e me’. Con questo video Lettieri diede vita ad una nuova trilogia quella che vide coinvolti due ragazzi napoletani interpretati da Demetra Avincola ed Amdam Jendoubi,  poi protagonisti dei video seguenti, ‘Intostreet’ e ‘Je te voglio bene assaje’. Le canzoni fanno da sfondo a storie urbane che scavano nelle radici popolari del capoluogo campano. La lingua è sempre quella più vicina possibile al napoletano gergale contemporaneo, pur attingendo alla cultura storica del repertorio partenopeo. Le liriche di Liberato intrecciano frasi in inglese, inni storici degli Ultras partenopei e rimandi alla musica classica del capoluogo.
    Il 2017 terminò per Liberato con il video di ‘Gaiola Portafortuna’ e con la partecipazione al Mi AMI Festival a Milano dove sul palco al suo posto si presentarono Calcutta, Izi, Priestess e DJ Shablo. Il che ha alimentato i rumors sulla presunta identità del cantante partenopeo. Tra chi dice sia Livio Cori – notizia sempre smentita dal rapper napoletano – chi dice sia un collettivo ben organizzato, chi invece pensa sia un progetto del solo Lettieri e chi asserisce che il presunto frontman non sia nemmeno partenopeo. Nel 2018 uscì ‘Me staje appennenn’ amò’ il cui video a tema LGBT fu uno dei più apprezzati di Francesco Lettieri, l’anno successivo fu quello del disco omonimo e dei cinque video che componevano un cortometraggio musicale ambientato a Capri. Nel 2020 Lettieri ha girato per Netflix ‘Ultras’, il suo esordio alla regia, per il quale Liberato ha curato l’intera colonna sonora e quindi ha pubblicato il secondo album, ‘Ultras’ appunto, che è stato condiviso il 23 marzo su tutte le piattaforme streaming. Il mistero dietro la figura di Liberato è uno dei più interessanti dell’intero panorama musicale italiano. Continua a dividere i fan sulla sua vera identità, tra chi pensa sia solo un’enorme trovata pubblicitaria e chi invece sostiene che sotto il cappuccio si celi – come detto dallo stesso artista in un ormai celebre intervista a Rolling Stones – un ragazzo che “vuole soltanto fare musica”, lontano dai riflettori e dallo star system.

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