MEDIOBANCA, PER LA PAY TV DI MEDIASET 1 MILIARDO DI RISPARMI ENTRO IL 2020

Nel rapporto di Mediobanca sul futuro di Mediaset le linee strategiche sulla pay tv del Biscione sono piuttosto chiare: senza il costo dei diritti del calcio (900 mln di euro) e con un po’ di ristrutturazioni (100 mln di euro), ci saranno risparmi per almeno un miliardo di euro entro il 2020. E per quell’epoca la pay tv di Cologno Monzese avrà appena 500 mila abbonati (rispetto agli attuali oltre 2 milioni), molti dei quali con un arpu (ricavi medi mensili) a una sola cifra, per ricavi complessivi annui di Premium attorno agli 80 milioni di euro (rispetto ai 600 mln attuali).
Caleranno molto anche i 100 milioni di euro annui di raccolta pubblicitaria sulla pay tv, a seguito della decisa riduzione degli abbonati.
In base ai calcoli degli analisti Mediobanca, Mediaset dovrebbe chiudere il 2016 con ricavi complessivi pari a 3,68 miliardi di euro (+4,3% sul 2015), con un ebit (risultato operativo) positivo per 173 milioni, ma una risultato netto finale in rosso per 27 milioni. Il buon andamento della pubblicità sulle tv in chiaro e sulle piattaforme free di Internet, insieme con azioni di efficienza, miglioreranno i conti Mediaset del 2017, con ricavi in crescita previsti attorno ai 3,77 mld, ebit a 329 milioni e utili per 88 milioni.
Nel 2018 inizierà il processo di alleggerimento dal business della pay tv (i contratti per i diritti tv della Serie A e della Champions league di calcio, infatti, scadano nel giugno 2018), con ricavi del gruppo Mediaset in calo a 3,52 miliardi, ma conti che ne godranno al massimo: ebit a 500 milioni di euro, e utili netti per quasi 200 milioni.
E mentre SkyTG24 ieri era ancora in sciopero contro i piani aziendali di trasferimento di tutta la redazione da Roma a Milano, gli uomini del Biscione smentiscono invece seccamente ogni ipotesi di analoghe iniziative sul Tg5, poiché «i lavori di digitalizzazione della redazione del Tg5 a Roma sono già stati fatti tempo fa, e quindi non avrebbe senso trasferire ora a Milano la cinquantina di giornalisti che operano nella Capitale. Peraltro, a differenza di Sky che deve riempire i palazzi del quartier generale a Santa Giulia, noi a Cologno Monzese non abbiamo spazi vuoti. Quanto agli uffici di Mediaset su Roma, il trasloco su Milano lo abbiamo già fatto da qualche anno, in maniera soft e condivisa, senza soluzioni traumatiche. In generale, negli ultimi cinque anni, da Mediaset sono usciti centinaia di dipendenti. In genere con soluzioni di prepensionamento, o con ricchi scivoli presi al volo. Nei prossimi anni non abbiamo in programma tagli del personale, che, come detto, sono già stati fatti. Ma solo efficienze»

Claudio Plazzotta, Italia Oggi

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