Gassmann, Il Grinch siamo tutti noi

L’attore voce protagonista nel film animato nelle sale dal 29/11

A 52 anni dalla versione animata televisiva con Boris Karloff narratore e a 18 da quella live action di Ron Howard per il cinema, con Jim Carrey mattatore nei panni del cattivone (o così sembra) verde, che odia il Natale, è la Illumination, casa madre di Cattivissimo me con relativi Minions e Pets (di cui uscirà a giugno il secondo capitolo) a riportare sul grande schermo, stavolta in versione animata in Cgi, Il Grinch. Questo nuovo adattamento, firmato da Scott Mosier e Yarrow Cheney, del racconto in rima per bambini scritto nel 1957 dal Dr. Seuss, arriverà da noi il 29 novembre con Universal. Mentre in originale a dare la voce al protagonista è Benedict Cumberbatch, in italiano è Alessandro Gassmann. “Sono da sempre appassionato del Grinch – dice sorridendo l’attore -. Il sogno di doppiarlo c’era, lui è libero di fare delle cose che tutti noi nella vita qualche volta pensiamo, mi sono un po’ sfogato”. Anche se per Gassmann “il Grinch, come tutti quelli che appaiono cattivi, dimostra dall’inizio che dietro la sua chiusura c’è qualcos’altro, ti invoglia a scoprire cosa c’è dietro quel livore nei confronti dell’umanità. Io poi parto dall’idea che non esistono persone cattive, per questo il Grinch siamo tutti noi”. In Italia il cinema racconta raramente i ‘cattivi’, molto di più “i cialtroni – sottolinea – perché da noi sono molto presenti, e cattivissimi. Io li vedo come il pericolo maggiore perché vincono sempre. Un esempio è il personaggio di mio padre nel Sorpasso. Ho sempre pensato che se avesse prevalso il personaggio di Trintignant, saremmo stati forse un Paese migliore”. Questa è “anche una storia che parla di inclusione, un tema ancora più importante, visto il momento che viviamo. Il Grinch, unico essere verde, viene accettato da una comunità dove sono tutti ‘rosa’ perché grazie a una bambina si superano le barriere”. La vicenda parte dal misantropo e perennemente di cattivo umore Grinch, che vive isolato, nel suo castello, insieme all’unico amico, il cane Max. ‘Nemico’ fin da piccolo (per un dolore subito) del Natale, il verde protagonista decide di ‘rubarlo’ ai sempre gioiosi e in festa abitanti della vicina Who-ville. Ma l’incontro con una bambina, Cindy Lou, sconvolge il suo piano. “Non è per niente facile doppiare un film come questo – spiega Gassmann – non si tratta di fare la voce di un pupazzetto. Si parte da un’ottima scrittura, e si deve dare vita a un personaggio vero. Questo è un film per grandi e piccoli, fa schiantare dalle risate e commuove”. Qualche ricordo personale del Natale? “Da piccolo i grandi festeggiamenti con tutti i Gassmann, che sono tantissimi, a casa di mia zia – racconta l’attore che sta vivendo anche il successo della seconda stagione dei Bastardi di Pizzofalcone – poi da quando ho una mia famiglia, abbiamo deciso di passarlo noi tre da soli, andando in qualche luogo ameno”. Un Natale quest’anno, che arriva in un momento complesso “non solo per l’Italia, ma per il pianeta. Mando un abbraccio a tutti coloro che sono in difficoltà per il clima nel nostro Paese… Mi sembra evidente che il dissesto idrogeologico, i cambiamenti climatici, siano oggi il problema principale dell’umanità. Dobbiamo convincerci che nel futuro dovremo fare tutti delle piccole rinunce e dedicarci a chi verrà dopo di noi. Se imparassimo, come avviene anche nel film, a ascoltare un po’ più il prossimo, anche chi la pensa diversamente da noi, secondo me potremmo anche farcela”. Infine arriva anche una domanda sul figlio Leo, in gara a X Factor: “Non ne parlo, non sarebbe giusto nei confronti degli altri concorrenti. Quando lo ‘cacceranno’ – conclude scherzando – ne parleremo”.

Francesca Pierleoni, Ansa

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