Sciopero Hollywood: gli attori rifiutano la proposta degli Studios

Il sindacato che rappresenta gli attori americani ha rifiutato “l’ultima e definitiva” proposta degli Studios sulle misure da includere nel nuovo contratto, che prevedeva un bonus per film e serie di successo in streaming, protezioni rispetto all’uso dell’intelligenza artificiale e gli aumenti alle paghe minime più alti degli ultimi 40 anni. Quindi continua la protesta che sta bloccando le produzioni di film e serie televisive ormai da oltre cento giorni.

Le due parti sono ancora lontane “su diverse questioni essenziali, tra cui l’intelligenza artificiale“, scrive il sindacato Sag-Aftra in una breve nota. “Torneremo al più presto al tavolo, perché tutti vogliamo ricominciare a lavorare“, ha detto Ted Sarandos, Ceo di Netflix, al margine di un evento a Los Angeles. 

I punti più spinosi della disputa, su cui le parti hanno trattato nell’ultimo giro di negoziati cominciato una decina di giorni fa, sono quelli legati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle produzioni, alla spartizione dei profitti per le opere di successo in streaming e in generale agli aumenti salariali
Il problema a questo punto è capire quanto le major e le grandi compagnie di streaming come Netflix siano disposte a cedere ancora: la formula “offerta migliore e definitiva” usata sabato equivale a tracciare una linea oltre la quale non si vuole trattare. Dirigenti, impiegati e lavoratori dello spettacolo aspettano dunque la risoluzione della vertenza che contrappone gli studios a interpreti e performers dal 14 luglio. Hollywood è ferma da quasi sei mesi: due mesi e mezzo prima degli attori, infatti, avevano incrociato le braccia gli sceneggiatori, tornati al lavoro a fine settembre. 

Con il no delle ultime ore, sfuma la possibilità di chiudere presto lo sciopero e non si sa quando e come le parti riprenderanno il negoziato.

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