Retroscena interessante. Disney in trattative per Sky

Incontri nelle scorse settimane per ora sospesi. Sul piatto la maggior parte degli asset di Fox

Il piano di Murdoch: concentrarsi su sport e news

La 21st Century Fox di Rupert Murdoch ha trattato nelle scorse settimane la vendita a Disney della maggior parte delle proprie attività, incluso il gruppo Sky, di cui fa parte Sky Italia. Lo ha rivelato ieri la Cnbc precisando che al momento non ci sono colloqui in corso e non si sa se l’accordo arriverà.

Vista la natura di questo tipo di transazioni è probabile però che i contatti riprendano in un secondo momento.

Si tratta di una notizia di grande impatto per il mondo dei media: da una parte un colosso della comunicazione come Disney, dall’altra un gruppo più piccolo ma di grande potere mediatico negli Usa e in Europa. Peraltro la rivelazione arriva in un momento in cui è pendente l’offerta di acquisto del capitale del gruppo Sky che Fox ancora non possiede, ovvero il 61%. Il gruppo è sotto scrutinio delle autorità britanniche che si sono dimostrate un osso duro. Ma non sarebbe tanto (o solo) questo il motivo della vendita. Il senior management di Fox, ovvero la famiglia Murdoch in primis, sarebbe convinto che focalizzarsi intorno alle news e allo sport porterebbe a una maggiore efficacia competitiva. La 21st Century Fox, infatti, non venderebbe tutto, mantenendo per sé la parte broadcasting negli Stati Uniti, compresi gli accordi di affiliazione con le emittenti locali, i canali sportivi e Fox News.

Si tratterebbe comunque di una sorta di ripiego. Fox è convinta che in un mercato dell’intrattenimento che si sta giocando sempre più a livello globale con nuovi attori, da Netflix a Facebook, la scala dell’attività sia fondamentale.

Non c’è però un percorso percorribile per crescere con acquisizioni per la mancanza di soggetti da comprare e per le difficoltà ulteriori nelle transazioni (vedi cosa accade in Uk). Per questo l’alternativa è appunto focalizzarsi vendendo il resto.

Al colosso dell’intratteninmento guidato da Bob Iger andrebbero quindi gli asset Fox della produzione cinematografica e televisiva e il business internazionale, tra le quali la quota del 39% in Sky, appunto, che ha attività nel Regno Unito e in Germania oltre che in Italia, oltre a Star in India. Disney ha già la scala per competere, ma questo aggiungerebbe ancora qualcosa che manca, soprattutto nel momento in cui la volontà del management è vendere i propri prodotti direttamente al telespettatore e non a operatori terzi. Disney ha già annunciato che non darà più a Netflix i diritti dei suoi contenuti, e che lancerà due offerte in streaming, una dedicata allo sport e l’altra ai suoi contenuti (film e serie) di maggior richiamo, da Star Wars a Marvel.

Andrea Secchi, ItaliaOggi

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