“Il paradiso delle signore” senza Giuseppe Zeno non ha senso

(Tiziano Rapanà) Vi abbiamo stamattina segnalato dell’imminente mutazione del Il paradiso delle signore, fiction non eccelsa del panorama creativo Rai. La fiction diventa una soap opera pomeridiana, del palinsesto di Rai1, e dice addio a Giuseppe Zeno. Non sono un grande fan della fiction, tuttavia da ammiratore del talento di Zeno non potevo non guardarla. Zeno era la fiction, tutto il resto appariva ai miei occhi come mediocre e dunque accessorio. Il paradiso delle signore senza Zeno non ha senso di proseguire. Per carità, l’uscita di scena di Zeno era stata già annunciata al termine della seconda stagione, con un colpo di pistola. Non mi sarebbe dispiaciuto comunque il colpo di scena, il guizzo creativo che elimina l’ovvio dalla storia. Purtroppo l’ovvio c’è e si muove nel sentiero del già visto, del già sperimentato a livello creativo e produttivo: la fiction che diventa soap, allo stesso modo di Incantesimo. Immagino con gli stessi risultati di Incantesimo (la trasformazione in soap durò soltanto due stagioni – dal 2006 al 2008 – e realizzò modesti ascolti).

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