Gassmann, “Proietti è il mio Premio”

Con Vision anche Mussolini di Miniero e il nuovo film di Milani

Una commedia on the road, da Roma a Copenhagen, che racconta di un padre, scrittore famoso, Giovanni Passamonte (Gigi Proietti, ”in una performance straordinaria,”) che sta andando a ricevere il Nobel accompagnato dai due figli, ”una storia che mi riguarda venendo anch’io da una famiglia un po’ speciale anche se certe dinamiche sono le stesse per tutti”. Così Alessandro Gassmann, presenta a Ciné – Giornate di Cinema ‘Il Premio’, la sua seconda regia di un lungometraggio di fiction (di cui è anche cointerprete con, fra gli altri, Anna Foglietta e Rocco Papaleo) , in arrivo in sala a fine ottobre con Vision, la nuova casa di distribuzione nata dall’accordo tra il socio di maggioranza Sky Italia e cinque produttori italiani (Cattleya, Wildside, Lucisano Media Group, Palomar e Indiana Production Company) e che ha da poco firmato una partnership distributiva con Medusa. Nel primo listino, che punta a valorizzare e promuovere il cinema italiano, si notano tra gli altri il nuovo film di Riccardo Milani, con l’ormai collaudata coppia Antonio Albanese- Paola Cortellesi (che dovrebbe uscire a gennaio). E poi il thriller Monolith di Ivan Silvestrini (12 agosto), l’opera prima di Michela Andreozzi, che si intitola Nove lune e mezza; Cose che succedono di Augusto Fornari, con Stefano Fresi, Matilde Gioli e Lino Guanciale e la provocatoria commedia Sono tornato di Luca Miniero (in uscita tra fine gennaio e inizio febbraio), remake del successo tedesco Lui è tornato, dove si raccontava Hitler che si risvegliava nel mondo di oggi. Nella versione italiana a risvegliarsi tra email e talk show è Mussolini interpretato da Massimo Popolizio. A proposito del suo film, Gassmann sottolinea che il suo premio “è stato poter dirigere Gigi Proietti”. Nel film “non si parla di mio padre – spiega- il protagonista è uno scrittore che vive altre situazioni, ma Gigi che conosco da anni, l’ho sempre visto un po’ come un papà. Nel film regala un’interpretazione sorprendente, completamente nuova rispetto ai suoi ruoli passati. Vedrete un Gigi più intimista, è una sorta di menhir centrale, intorno al quale ruotano tantissimi personaggi. Essendo uno dei comici più straordinari ha una vena raffinatissima capace di toccarti e commuovere”. Gassmann sintetizza così la storia: ”Succede nella vita di un genio di viaggiare lontano con la mente e il corpo dimenticando ciò che può dare giovamento da vicino, in questo caso i figli. Racconto una famiglia che si ritrova”. L’idea è nata da un aneddoto legato a Vittorio Gassman: ”Negli ultimi anni ci diceva che se gli rompevamo troppo i c… sarebbe partito per andare a ritirare tutti i premi alla carriera che gli offrivano per il mondo. Aveva calcolato che sarebbe potuto stare via vivendo, viaggiando e mangiando gratis per tre anni”. Nel film non mancano altri accenni al papà: ”il personaggio di Gigi come papà ha qualche problemino per le toilette pubbliche… – dice sorridendo -. Ho avuto un padre unico che mi manca moltissimo ma che in fondo era un papà come gli altri”. Ne Il premio ”io e Anna interpretiamo i figli di Giovanni. Il mio personaggio è un ex olimpionico di lotta greco romana, che avendo un padre geniale letterato ha deciso di non studiare ed è rimasto famoso per aver subito l’atterramento più rapido della storia olimpica, in 3 secondi”.

ANSA

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