I BASTARDI DI PIZZOFALCONE – LA SERIE. SESTA E ULTIMA PUNTATA

pizzofalcone– Marco, perché ne scrivi adesso, invece di dormire?
– Perché sono arrabbiato, il finale mi ha deluso, è stato pessimo.
– Ecco, appunto, non si scrive su Facebook a caldo, dovresti averlo imparato.
– Stasera è così. Devono saperlo, che a qualcuno arrivino le critiche, anche a caldo: fossimo al cinema, il regista in sala, avrei fischiato.

Perché il freno a mano è stato tirato molte, troppe volte. Due donne stanno assieme? Qualche bacetto e poi sempre, sempre, nelle scene in casa, nude. O mezze nude. Peraltro in una casa museo che sarebbe stata benissimo in Eyes Wide Shut.
Lo sanno gli sceneggiatori che le lesbiche vivono parte della loro vita anche vestite e fanno, tipo, la spesa? Lavano i piatti. Indossano golfini e gonne. O per loro i gay girano con i collari del sadomaso?
Perché se sei a Napoli, due serbi rapiscono un bambino, su mandato del padre bergamasco del bambino, e poi il padre viene arrestato e i due rapitori fuggono con il bambino, il caso è chiuso nel senso che ormai sono ricercati e amen, il colpevole è scoperto, il bambino è chissà dove > tu non puoi farlo riapparire A SOFIA in diretta tv dalla piazza durante il capodanno, primo piano tra millemila persone nelle immagini tv dai capodanni del mondo, proprio non puoi, quante volte me la fai sospendere la credulità?
Il bambino nel libro fa una fine di merda. Allora osa e fagli fare la stessa fine, oppure osa e fagli fare tutt’altra fine, una fine figa, non ‘sta ciofeca a metà, la riapparizione a Sofia che manco la Madonna.
Perché un Questore non andrà mai, con la sua signora, a fare il capodanno con dieci sfigati di un commissariato borderline.
Mai.
Perché Carolina Crescentini non ha fatto la dottoressa Laura Piras, ha fatto Carolina Crescentini, che non ha niente di Laura Piras.
Perché se peschi dieci napoletani a caso, per strada, probabilmente trovi nove talenti naturali. E allora come è possibile che in una serie girata a Napoli tu riesca a mandare in scena qualcuno che tentenna, incespica, indugia, e non ha nulla del’esplosivo fuoco per la recitazione che ogni napoletano, pardon nove su dieci, si porta dietro, quasi nei geni, da generazioni? Zero ne voglio vedere così, nemmeno uno.
“Mammina” arriva a odiare il figlio. Sì, esistono mamme che arrivano a odiare i figli. De Giovanni è bravissimo a costruire la complessità di quel personaggio, invece in tv chi arriva? Una gnugna con i sensi di colpa, anonima come milioni di gnugne con i sensi di colpa. Guai a osare, sia mai.
Avevi materia prima che era un tartufo bianco d’Alba da due etti: l’hai messo sotto l’acqua e ci hai fatto mangiare pasta con la passata Cirio.

Adesso dormo.

LA STAMPA

Torna in alto