“DIVINI DEVOTI” E “LO STATO DELL’ARTE” IN ARRIVO SU RAI 5

“Divini devoti”

rai-51I Minimi costituiscono un ordine religioso di fama minore rispetto ai grandi ordini mendicanti medievali, ma sono stati molto incisivi nella realta’ della Roma moderna e nel nuovo universo cristiano. Lo spiega l’ottavo episodio della serie “Divini devoti“, in onda giovedi’ 7 luglio alle 19.50 su Rai5, che ripercorre la storia di questo ordine attraverso le opere conservate nella chiesa della Trinita’ dei Monti. Lo storico Claudio Strinati visita anche il convento adiacente alla chiesa, la celebre scalinata di Piazza di Spagna e la vicina Accademia di Francia. Il programma ha ottenuto il patrocinio del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno.

“Lo Stato dell’Arte”, esiste la sfortuna?

Gatti neri, iettature, malocchi: chi dopo l’eta’ dei Lumi potrebbe dare ancora credito a queste credenze? Eppure persino un premio Nobel, Wolfang Pauli, era convinto di portare sfortuna ai propri esperimenti in laboratorio. Ma, allora, esiste la sfortuna? Ha ancora senso essere superstiziosi? A “Lo Stato dell’Arte“, il programma di Rai Cultura in onda giovedi’ 7 luglio alle 23.35 su Rai5, Maurizio Ferraris prova a “riabilitare” la superstizione con il giornalista e scrittore Giuliano Capecelatro, e il giornalista scientifico Pietro Greco. Giuliano Capecelatro, prendendo spunto dalla travagliata figura di Cesare Della Valle, duca di Ventigliano, ci parlera’ della figura dello iettatore e di come la superstizione sia destinata, in futuro, ad aumentare per la crescente divaricazione tra il sapere scientifico e le nostre pratiche quotidiane. A suo giudizio, anche la scienza con la meccanica quantistica sembra aver “riabilitato” la superstizione, assegnando un ruolo centrale al caso e alla probabilita’. Se il caso, quando e’ sfavorevole, si possa o non si possa chiamare sfortuna ha tutta l’aria di una disputa nominalistica. Pietro Greco ricorda che per la scienza la sfortuna non esiste. Si tratta, per dirla con Leopardi, di un “errore popolare degli antichi” che si perpetua. Bisogna, inoltre, distinguere tra caso, sfortuna e probabilita’. Ad esempio, la meccanica quantistica afferma che esiste il caso, ma non la sfortuna. E’ vero, pero’, che molti scienziati moderni, da Wolfang Pauli a Niels Bohr, tra il faceto (il primo) e il serio (il secondo) nella sfortuna ci credevano.

Torna in alto