“Stories Live – Stefano Bollani”, un viaggio tra i generi musicali. Stasera su Sky Tg24

 Il celebre pianista è il protagonista della nuova puntata del ciclo di interviste ai protagonisti dello spettacolo. Ospite del vicedirettore della testata Omar Schillaci, Bollani ci accompagna nei tanti generi che fanno parte del suo patrimonio artistico: dal jazz al tango argentino, dalla bossanova alla classica, dal pop alla musica napoletana, passando da Johnny Dorelli, le sigle dei cartoni animati e Jesus Christ Superstar

Non ricordo di aver mai pensato di voler fare altro nella vita. La mia idea era quella di stare sul palco”. Stefano Bollani sintetizza così la sua totale identificazione con la musica, il pianoforte e la performance in generale. Il celebre pianista è il protagonista della nuova puntata di “Stories Live”, il ciclo di interviste ai protagonisti dello spettacolo di Sky TG24, in onda su Sky TG24 stasera alle 21, su Sky Arte il 9 aprile alle 17.25 e sempre disponibile On Demand. Ospite del vicedirettore della testata Omar Schillaci, Bollani ci accompagna in un viaggio lungo i tanti generi musicali che fanno parte del suo repertorio affettivo e artistico: dal jazz al tango argentino, dalla bossanova alla classica, dal pop alla musica napoletana, passando da Johnny Dorelli, le sigle dei cartoni animati e Jesus Christ Superstar. Aneddoti, racconti e vere e proprie lezioni di musica, tenute insieme da una sana dose di improvvisazione. E con accenni dalla sua ultima fatica: l’album ‘El Chakracanta’, registrato dal vivo a Buenos Aires con la Orquesta Sin Fin. Al cui interno trovano posto due sue composizioni il “Concerto Azzurro” e il “Concerto Verde”. E a proposito del titolo, Bollani scherza: “Non vuol dire nulla è solo un gioco di parole che dà vita un personaggio immaginario”.

L’incontro con la musica

Il suo incontro con la musica – racconta – nasce a sei anni quando i genitori gli propongono di provare il pianoforte e dal suo desiderio “di voler fare Celentano”, anche se – confessa simpaticamente – lo strumento “non ha mai sostituito l’idea che prima o poi avrei fatto il cantante”. A undici anni, grazie a Renato Carosone, che rispondendo a una sua lettera gli consiglia di studiare il blues, si avvicina anche al jazz (“proibito da tutte le dittature perché è una musica portatrice di libertà e quando si suona tutti insieme se qualcuno ha una buona idea anche il leader lo segue, mi sembra un buon motivo per censurarlo”). Pur avendo suonato con tutti i più grandi musicisti del mondo, e tutti i generi, il pianista milanese confessa un’insospettabile passione per le canzoni napoletane e per il cantautore napoletano (“Per me è stato un musicista di riferimento e che mi ha fatto innamorare definitivamente del pianoforte, perché suonava, cantava e intratteneva”). L’aver realizzato la colonna sonora della fiction ‘Carosello Carosone’ – ammette – “è stato un modo per ringraziarlo di tutto quello che mi ha regalato”.

La sua versatilità lo ha portato a cimentarsi anche con la televisione (“è uno dei mezzi per arrivare alle persone“), ed è felice di fare il programma con la moglie su Raitre (“è stata un’idea meravigliosa, sto talmente tanto bene con lei che senza avrei preferito rimanere a casa”). Personalità dai molteplici interessi, fra cui i fumetti e gli extraterrestri (“cerco di immaginarli molto più allegri di come vengono descritti nei film americani“), Bollani affronta con franchezza anche il tema del suo percorso di fede che – rivela – “si sta evolvendo”. “Da bambino ero religioso – ricorda – ma adesso non aderisco a nessuna religione e sto avendo un mio percorso spirituale che mi porta ad avere grande fede in tutto quello che accade, nel presente”. E per spiegarsi meglio porta l’esempio della pandemia, che “ci mette davanti a tre paure base, ed è una buona occasione per confrontarcisi. La paura della morte, di ammalarsi e la paura di far del male a qualcun altro infettandolo. Questa è l’occasione di affrontarle tutti insieme. E’ un grande sforzo che però in passato è stato fatto – ad esempio – per i diritti civili. Sacrifici che poi hanno portato a una riflessione”.

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