Michelle Williams, la vita da mamma di Matilda Ledger: «Quando ti ritrovi in casa una figlia adolescente»

L’attrice racconta com’è avere in casa una figlia 13enne: «Fin qui tutto bene». Matilda è nata dall’amore con Heath Ledger, scomparso prematuramente nel 2008

«Fin qui tutto bene». Michelle Williams, 38 anni, può tirare un sospiro di sollievo sull’essere mamma di Matilda Ledger, 13 anni, e sull’avere «in giro per casa» una figlia adolescente. «Ogni mattina mi sveglio e aspetto di vedere se la trasformazione è avvenuta. Ma non è ancora successo», ha aggiunto, scherzando, ospite di Live with Kelly and Ryan. Matilda è nata dall’amore con Heath Ledger, il premio Oscar scomparso prematuramente nel 2008. Il 4 aprile 2019 avrebbe compiuto 40 anni.

L’ex star di Dawson’s Creek e l’attore si erano conosciuti sul set de I segreti di Brokeback Mountain nel giugno del 2004 e avevano fatto coppia fino a poco prima della scomparsa della star. Michelle, che si è sposata da poco – lontano dai riflettori – col musicista indie Phil Elverum, ha spesso ripetuto come solo grazie alla figlia sia riuscita a continuare ad avere una vita normale, dopo la perdita dell’ex compagno. «Ho guardato Matilda al sole, nel suo costume da bagno, prendere la sua bicicletta e sorridere mentre raggiungeva gli amici», ha spiegato tempo fa, ricordando gli anni più difficili, «A quel punto io sono rientrata in casa e mi sono messa a singhiozzare. Per quel semplice momento di banale felicità. Mi sentivo come: “Wow, non solo ce l’abbiamo fatta. Non siamo solo ok, lei è felice”».

E se davanti alle telecamere lo ricorda molto raramente, preferendo preservare quell’amore con Ledger, alla figlia parla continuamente del padre: «Le dico sempre “Tuo padre mi amava quando nessuno pensava avessi talento, fossi carina o avessi bei vestiti”».

Con Phil Elverum, Michelle oggi condivide anche il dolore del passato: anche lui ha perso la moglie (l’illustratrice e musicista Geneviève Castrée), scomparsa per un cancro nel 2016, quando la loro bambina aveva solo 18 mesi. Ma a Matilda insegna che ne vale comunque la pena: «La lascio essere libera, deve imparare a credere nell’amore».

Stefania Saltalamacchia, Vanity Fair

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