Effetto Covid-19 sui palinsesti

L’emergenza coronavirus rischia di rivoluzionare i palinsesti della tv italiana, per una serie di motivi.

In primis, l’assenza del pubblico in studio, sia a Milano sia a Roma, smorza parecchio alcuni format (pensiamo a Che tempo che fa, Live-Non è la D’Urso, Amici o Fratelli di Crozza) e fa addirittura perdere di significato certe trasmissioni (La Corrida di Rai Uno, ad esempio, è stata cancellata).

In secondo luogo, come spiega Giancarlo Leone (si veda intervista al piede della pagina), presidente della Associazione produttori audiovisivi e amministratore delegato di Q10 Media, i problemi di tutela della salute stanno «toccando drammaticamente l’intero settore dell’audiovisivo, non solo cinema e sale ma anche serialità tv, intrattenimento, documentari e animazione».

In terzo luogo, cambia notevolmente la tipologia di pubblico davanti alla tv: l’audience nella fascia oraria dalle 12 alle 14, causa smartworking e scuole chiuse, è aumentata notevolmente, a botte di 2-3 milioni di incrementi rispetto al pre-coronavirus, e si parla ormai di 16-17 milioni di persone di fronte al piccolo schermo (in prima serata ce ne sono 24 milioni, giusto per fare un paragone). Un target attivo, giovane, per il quale andranno pensati prodotti editoriali, e conseguenti comunicazioni commerciali, molto diversi dagli attuali.

In questo momento delicato, La7 è il network televisivo che per primo ha deciso senza tentennamenti di eliminare il pubblico in studio sia nel day time sia nel prime time. Quindi tutti i programmi del canale diretto da Andrea Salerno andranno in onda coi seggiolini vuoti (tranne quelli degli ospiti) e senza claque. L’estensione anche su Roma delle norme di sicurezza già applicate da qualche giorno su Milano vieta infatti gli assembramenti e quindi impone l’assenza del pubblico a tutte le produzioni nella Capitale. Perciò platee vuote da L’aria che tira a Tagadà nel day time fino a diMartedì, Piazza Pulita, Propaganda Live e Non è l’arena in prima serata.

Questo è ovviamente un problema pure per tutti gli altri network. In particolar modo per quei format che hanno nel pubblico una componente fondamentale dello show. La Corrida di Carlo Conti, in onda al venerdì in prima serata su Rai Uno, ha per esempio deciso di chiudere i battenti, in attesa che l’emergenza passi. Per Conti, infatti, «la Corrida è un programma che vive e diverte in virtù del pubblico. Senza pubblico, la Corrida non è la Corrida».

Rai, peraltro, ha già eliminato da un paio di puntate il pubblico di Fabio Fazio alla domenica di Che tempo che fa (il programma è prodotto a Milano) e a questo punto dovrà adeguarsi anche per tutti gli appuntamenti prodotti a Roma, da Domenica In a L’Eredità, La prova del cuoco, Vieni da me, Porta a porta ecc. Per quanto riguarda I soliti ignoti, andranno in onda un po’ di puntate già registrate col pubblico, e poi anche il quiz si adeguerà e resterà senza pubblico. Confermata, al momento, l’edizione 2020 di Ballando con le stelle di Milly Carlucci, al via il prossimo 28 marzo.

Mediaset aveva tolto il pubblico dai propri studi di Cologno Monzese per Le Iene, Live-Non è la D’Urso, Mattino 5, Pomeriggio 5, ma a questo punto dovrà estendere i provvedimenti pure alle produzioni romane, e perciò ad Amici di Maria De Filippi (che andrà in onda regolarmente senza pubblico, perdendo però una parte decisiva del format), Uomini e donne, il Gf Vip, Forum, mentre la puntata di C’è posta per te del 7 marzo andrà regolarmente in onda col pubblico in quanto registrata tempo prima. Stessa cosa per Chi vuol essere milionario, con puntate già registrate settimane fa in studi televisivi a Varsavia (Polonia).

Discovery, infine, ha eliminato il pubblico in studio sia all’Assedio di Daria Bignardi, sia a Fratelli di Crozza, con Maurizio Crozza (e qui la perdita si sente parecchio), trasmissioni live entrambe prodotte a Milano.

Claudio Plazzotta, ItaliaOggi

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