Torna il “Roxy Bar” di Red Ronnie con una nuova formula

(di Tiziano Rapanà) A volte ritornano i pilastri della tv moderna. Così riecco il Roxy Bar, di Red Ronnie, che si ripresenta in scena sui suoi canali social (Facebook, Youtube, X). Il Roxy Bar è stato un programma cult degli anni Novanta, che andava in onda su Videomusic (poi Tmc2). Qui si esibivano tutti, con il massimo della libertà di movimento: dalla superstar acclamata al povero cristo, rifiutato da tutte le case discografiche. Dopo la prima chiusura nel 2001, il programma è tornato in onda con fortune alterne sul web. Prima sul canale dedicato (RoxyBarTv) nel bouquet di emittenti della piattaforma Streamit di Gianni Armetta – una sorta di Netflix ante litteram, che non esiste più da un po’ di anni -, poi per conto proprio sui canali social del conduttore. Ora il programma si chiama Nuovo Roxy Bar, con quel “nuovo” che sancisce la presenza di cambiamenti significativi: lo studio è molto più piccolo e manca il pubblico (che è sempre stato un qualcosa a sé nelle trasmissioni di Ronnie, mai claque per intenderci). I giornali parlano di Red Ronnie per delle fesserie (alieni, Jimi Hendrix che gli parla dall’aldilà), ma non una parola sul ritorno della musica dal vivo in televisione. Ogni mercoledì, in prima serata, c’è spazio per la libertà in musica fatta anche di sbavature e improvvisazioni non sempre eccelse. Ma qui si può parlare di canzoni lontane dall’insignificante mainstream (per dire: nel Roxy Bar c’è spazio anche per un ricordo di Tony Joe White, grande chitarrista noto ai più per Polk salad Annie; io vi consiglio di ascoltare il disco Hoodoo). Nel Nuovo Roxy Bar non manca lo spazio concesso alla nostalgia e al ricordo dei bei tempi andati con vecchi filmati di repertorio della trasmissione, presentati da Ronnie (nell’ultima puntata, si è visto un bel duetto del 1995 con Tom Jones e Bobby Solo che intonavano il classico Green, green grass of home, inciso anche da Elvis Presley per l’altalenante album Today del 1975).

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