Il cantautore Il Cile e il dramma dell’alcolismo: “Se non smetto di bere muoio”

Il Cile, al secolo Lorenzo Cilembrini, racconta il suo dramma con l’alcolismo: “Se non smetto di bere muoio”.

Così il cantautore aretino autore delle hit degli anni scorsi come “Cemento armato” o “Maria Salvador” con J-Ax, ha affidato un lungo sfogo sulla sua dipendenza dall’alcol ad un post condiviso sui social, ricevendo tantissimi commenti e messaggi di incoraggiamento da colleghi e personaggi dello spettacolo da Emma Marrone a Fedez alla cantante Syria: “La prima volta che bevvi avevo quindici anni…”.

In un video pubblicato successivamente il Cile ha voluto poi ringraziare tutti per l’appoggio ricevuto e precisare il senso della sua confessione: “La mia condizione è dipesa solo da me…” e ha lanciato un appello affinchè si apra un dibattito sulle dipendenze ed una richiesta alle istituzioni: “Sono contro il proibizionismo ma i ragazzi vanno educati alle sostanze che esistono. Se ci fosse un organismo scolastico che affrontasse la cosa, tante situazioni non dico che si risolverebbero ma verrebbero alleggerite”.

Al cantautore è stata diagnosticata una pancreatite acuta e la sua dipendenza dall’alcol gli è quasi costata la vita. Due anni fa il ricovero, racconta, poi l’ultimatum che gli è stato dato dai medici il 31 agosto, non dovrà più toccare l’alcol a vita “se non voglio morire”.

Accanto al lungo post l’artista pubblica due immagini, un quadro che rappresenta un cimitero e una bara piena di bottiglie di alcol e una sua foto in ospedale, dov’è stato ricoverato proprio a causa dei suoi problemi con l’alcol due anni fa, nel 2021. 

“La prima volta che bevvi avevo quindici anni, mi ricordo bene: notte di ferragosto sulla spiaggia del mare adriatico di Torrette di Fano e mezzo litro di “limoncé” caldo che vomitai dopo pochi minuti, il giorno dopo promisi a me stesso che non avrei più bevuto.
Non è andata esattamente così”.
Poi Il Cile spiega quali sono le ragioni che lo hanno indotto a diventare un alcolista: “Io credo che il motivo primario del mio alcolismo sia la timidezza mista all’insicurezza: ho sempre usato gli alcolici per abbattere quella barriera di incapacità comunicativa e terrore del giudizio altrui che mi porto dentro dall’adolescenza. In più sono un alcolista atipico: sono un “binger”. Posso stare settimane senza bere ma quando bevo posso andare avanti anche due giorni e continuativamente.


La svolta 

“Due anni fa, in estate, ero a Garda con una ragazza che ha alimentato a dismisura il mio lato autodistruttivo
Poi a Gardaland, da quanto avevamo bevuto, ci addormentammo durante le torri gemelle (vi giuro è vero), tornati in hotel continuammo mentre lei sì limitò, dopo cena finimmo in un bar dove il proprietario mi propose la sfida di bere un beverone gigante con praticamente una bottiglia di Jeagermaister dentro. Mi ricordo di essermi risvegliato in ospedale, mentre tentavo di strapparmi il catetere con la dottoressa che intimava la ragazza alimentatrice della mia autodistruzione di bloccarmi, se avesse voluto ancora avere una vita sessuale con me.
Il referto fu: “pancreatite acuta”, uscito di lì ressi tre mesi all’incirca da sobrio poi ricominciai a bere quando e come volevo. Per due anni interi, con i soliti casini che ne conseguono professionalmente, nella sfera umana, in quella dei sentimenti, in quella della pace interiore. Nella vita in tutte le sue sfaccettature, insomma.
Sabato 31 agosto 2023, mi è stato detto che (se non voglio morire e sebbene le mie canzoni spesso non ispirino euforia vorrei ancora scriverne un po’) non dovrò più toccare alcool a vita. Ed anche se può sembrare stupido è surreale, quando il dottore mi spiegava tecnicamente di pancreas e cronicità, usando tutti termini che mi rimandavano al mondo ospedaliero, io mi sentivo liberato da un peso enorme”.

La carriera e un nuovo singolo in arrivo

Nel video di ringraziamento Il Cile ci tiene a sottolineare di voler continuare a fare musica e di essere prima di tutto un musicista e annuncia l’arrivo di un singolo “Fatto”. 

Il primo singolo “Cemento Armato” risale a 11 anni fa, ai tempi del primo album “Siamo Morti a vent’anni” e dell’apertura del tour dei Cranberries. Divenne un vero e proprio tormentone estivo. 

Poi un romanzo e altri due album: “In Cile Veritas” e “La fate facile”. Quindi tante collaborazioni come quelle con i Club Dogo in “Tutto ciò che ho” e con J-Ax in “Maria Salvador” e “Fiesta”. Ma Il Cile è anche autore tra gli altri per i Negrita e Loredana Bertè e vanta il premio Sergio Bardotti come miglior testo del Festival di Sanremo 2013.

Torna in alto