Ho molto apprezzato l’omaggio di Fazio a Johnny Dorelli

(Tiziano Rapanà) Vi risparmio i giri di retorica. Dico soltanto, che l’omaggio di Fazio a Johnny Dorelli, visto ieri a Che tempo che fa su Rai1, è stato un gran momento. Degno del servizio pubblico … e mi fermo qui: ogni promessa è un debito,  e vi ho appena detto che vi avrei risparmiato un articolo zuppo di melliflua retorica. Purtroppo, però, senza la retorica non riesco a continuare, senza il panegirico non riesco a proseguire. È stata una serata che merita sperticati elogi, tuttavia se mi metto a farli rischio di disgustarvi con della melassa nauseante. Pertanto, per evitare di infilarmi nella mielosità, non entro nel merito del programma e mi limito a raccontarvi il piacere che ho provato nel rivedere Johnny Dorelli in tv. È stato un mito dell’infanzia televisiva. Quanti di voi ricordano la sitcom Due per tre? È stata una sitcom storica di Mediaset – che purtroppo ha deciso da qualche annetto di abdicare dalla produzione di questi prodotti -, della seconda metà degli anni novanta. Andava in onda, se ricordo bene, la domenica su Canale 5 durante la Buona Domenica di Costanzo, alle 18 e 15. A me piaceva molto. Con Dorelli, c’era Loretta Goggi ed un gruppo di simpatici attori (tra cui la purtroppo meteora Marta Forghieri, che aveva preso parte, nel 96, al bizzarro film Papà dice messa di Renato Pozzetto). A valutarla ora, non è che fosse un capolavoro, epperò quel mettere in scena l’ordinario comicarolo di una famiglia borghese aveva una sua dignità creativa, e in più mi divertiva. Mi sono divertito anche ieri sera a rivederlo lì da Fazio: ho ritrovato la stessa mimica, tic, sense of humor dei tempi di Due per tre. E non vi dico come la nostalgia abbia prevalso: mi rivedevo bambino e pensavo a quanto fosse bello quel modo – ripeto, non eccelso ma comunque arguto – di fare tv. Ora non chiedo a Dorelli di ritornare (ha più volte ribadito, da Fazio, la sua ostilità ad un rientro), ma almeno vorrei – e il desiderio non mi sembra affatto utopistico – che Rai, Mediaset o queste nuove realtà generaliste ripropongano quel vecchio schema garbato di televisione legato alle situation comedy familiari, tipo Casa Vianello, Don Fumino, Nonno felice… l’elenco è fortunatamente lungo.

P. S. Scrivetemi, tizianodecoder2@gmail.com

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