Manuel Agnelli, pentito di “X-Factor”. Almeno Red Ronnie è coerente

(di Tiziano Rapanà) Manuel Agnelli, frontman degli Afterhours, ha una pessima opinione di X-Factor. L’ho appreso stamattina sul Corriere della Sera, dove il nostro ha sparato a zero su un talent, che l’ha visto protagonista fino a qualche tempo fa, prima di abbandonare la trasmissione. Ecco cosa ha dichiarato: “Quando ho capito che era il momento di dire basta? Quando mi sono reso conto che la televisione remava contro un vero impianto musicale: l’anno scorso ho avuto molte difficoltà a rapportarmi con gli autori e con i meccanismi del talent rispetto a quello che io ritenevo di essere lì a fare”. E ancora: “Avevo tre talenti musicali notevoli ma poi il discorso sulla musica è stato sminuito totalmente. È stato un grosso errore, un’occasione mancata da parte di un programma che ha delle potenzialità enormi. Come contenuti potrebbe essere molto più interessante, se a qualcuno lì dentro interessasse qualcosa”. Nel 2017, Agnelli aveva un’altra opinione dei talent. Su Losthighways, il nostro aveva espresso soddisfazione (“è stata un’esperienza esaltante”), per la sua partecipazione. La sua opinione in merito è evidentemente cambiata nel corso degli anni. E per carità nulla di male, tutt’altro: solo gli stupidi non cambiano idea. Tuttavia non capisco perché soltanto adesso Agnelli guardi con acrimonia ai meccanismi dello show. I meccanismi erano sempre quelli fin dall’inizio, dal debutto del talent in Italia. I meccanismi sono rimasti i medesimi nel 2016, quando ha preso parte alla decima edizione. E, perdonate la ripetizione, i meccanismi sono stati i medesimi anche nella scorsa edizione. Agnelli poteva scegliere di fermarsi al primo step, prendendo l’esempio di Enrico Ruggeri (che partecipò ad una sola edizione), invece ha proseguito. Tutto legittimo, X-Factor è un’onorevolissima trasmissione. Tuttavia non mi pare il caso di criticarla a cose fatte, soprattutto se il talent ha concesso dei benefit di vario tipo. Al posto di Agnelli, mi sarei comportato in maniera diversa: avrei ringraziato pubblicamente la produzione, evitando di soffiare sull’inutile vento della riprensione. Non me ne voglia il signor Agnelli, ma preferisco gente come Red Ronnie: è un personaggio tv dai mille difetti, ma almeno è coerente. Si è sempre espresso contro i talent, rifiutando categoricamente la possibilità di una partecipazione. Il signor Agnelli, invece, è stato il dominus di ben 3 edizioni di X-Factor.

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