Ezio Bosso ferma il concerto: in sala squilla un cellulare, la musica si ferma alla fine del primo brano

Per la versione ufficiale solo una pausa prolungata. Per chi invece c’era (e chi scrive era tra questi) è stata una indecente interruzione. Per tutti gli spettatori che hanno affollato le Muse per il concerto della Orchestra regionale delle Marche, diretto da Ezio Bosso, è stato un mezzo choc. Sconcerto, rabbia, indignazione. Quel trillo di cellulare maleducato non era tollerabile un attimo di più. E tutto reso ancora più imbarazzante dalle parole avvelenate del Maestro, come una frustata.

Si è fermato e dopo un lunghissimo minuto si è rivolto alla platea intera: un appello per non sconvolgere la bellezza dell’arte e rispettare l’impegno di chi suona e chi ascolta. Bosso ha poi ripreso l’esibizione condotta fino al termine tra applausi scroscianti. Che non cancellano un episodio che non può essere semplicemente etichettato come una banale dimenticanza, bensì un segno della dilagante scarsa attenzione e maleducazione, legate all’utilizzo dei telefonini. Un vero e proprio caso.

È accaduto tutto in pochi istanti, durante la prima parte del concerto che la Form, diretta da Bosso, ha tenuto alle Muse, nell’ambito di una tournèe che ha già toccato Montegranaro e si concluderà questa sera al Rossini di Pesaro. L’ensemble stava eseguendo il Flauto Magico, Ouverture K. 620, di Mozart e nel momento della lieve pausa prima di riprendere il crescendo è arrivato distinto il suono di un cellulare. Un brivido è corso lungo tutta la platea. Molti hanno cercato di individuare da dove provenisse il suono che è stato zittito neppure troppo rapidamente. Il maestro ha allungato la pausa, volutamente, la sua irritazione quasi irreale. Il silenzio è diventato palpabile. Poi Bosso ha alzato la bacchetta per riprendere la melodia e portare a termine il brano, ma la musica non era finita qui. «È un vaso incrinato, è una emozione interrotta, è una bellezza che si scompone, peggio di una tele sfregiata», ha detto al termine dell’esecuzione per far capire il danno fatto agli orchestrali, a lui e allo stesso pubblico con quello squillo di telefono.

Di momento terribile, parla Fabio Tiberi, direttore artistico della Form. «In effetti- è uno vero e proprio choc quando nei momenti meno opportuni arriva lo squillo del cellulare. Come Filarmonica delle Marche facciamo una media di 75 concerti l’anno e capita, fortunatamente sempre meno spesso, che dalla platea si innalzi distinto il trillare disturbatore». Sebbene in calo, è un fenomeno che squassa la ritualità dell’ascolto. «È ovvio che il direttore e gli orchestrali ne siano disturbati. Quando si esegue una partitura sotto direzione l’attenzione è massima e non ci si può concedere distrazioni: figuriamoci un evento come il drin inopportuno e a volte ripetuto».

La reazione a questo fastidio non è per sempre uguale sebbene il disagio sia forte per tutti. Il più delle volte «si cerca di far buon viso a cattivo gioco e si procede». La sensibilità di Bosso non ha consentito di far passare sotto silenzio l’episodio (e meno male), anche se il concerto è regolarmente proseguito. Più grave invece l’interruzione avvenuta sabato scorso a Montegranaro quando il possessore del telefonino che si è messo a disturbare non è riuscito a spegnerlo subito e c’è stata una sequenza infinita di squilli. «Ci vuole a volte tanta pazienza» dice ancora il direttore artistico della Form che vede anche un aspetto positivo da questi inconvenienti. «Credo che questi episodi servano anche per educare. Sono episodi che capitano sempre con minor frequenza e la maggior parte delle volte sono coinvolte persone anziane che hanno poca dimestichezza con il cellulare. Non è un caso che squilli di cellulare non capitano mai durante le prove aperte agli studenti».

I guai del telefonino non sono solo legati agli squilli indesiderati. L’invito, prima che si alzi il sipario, a spegnere gli apparecchi è ormai una consuetudine. Gli smartphone offrono parecchie occasioni di maleducazione: con il progredire degli apparecchi che consentono anche di fare fotografie con poca luce, a volte capita pure che oltre allo squillo ci sia il flash per immortalare lo spettacolo. Come fastidiose sono le persone che guardano in continuazione il telefonino che si illumina per le notifiche ricevute. E su questo fronte hanno un gran da fare le mascherine che cercano di limitare il disagio. Insomma: spegnere lo smartphone, durante gli spettacoli, è l’unico sistema per godersi, insieme al resto del pubblico, lo spettacolo e rispettare chi lo porta in scena.

Stefano Fabrizi, ilmattino.it

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