TIM ROTH SERIAL KILLER DA BRIVIDO

Rillington place Domenica 9 su Giallo, targata Bbc

Curvo con una calvizie incipiente, gli occhiali spessi, l’impermeabile spiegazzato. Un uomo apparentemente tranquillo, anonimo, ma il cui volto in realtà ha rappresentato il male assoluto. Tim Roth regala ai telespettatori un’interpretazione inedita e spaventosa nei panni del serial killer inglese realmente esistito John Reginald Christie, che negli Anni ’50 e ’60 si rese protagonista di una lunga scia di morte. Nella miniserie gioiello targata BBC “Rillington place“, in onda in prima assoluta su Giallo (canale 38, gruppo Discovery) Domenica 9 Aprile alle ore 21.00. Inizialmente per alcuni dei suoi omicidi, fu incolpato e mandato a morte un innocente il vicino di casa. Un grave errore giudiziario che ha portato all’abolizione della pena capitale in Gran Bretagna.
Nel cast Samantha Morton (la moglie Ethel), Nico Mirallegro e Jodie Comer. Dietro la macchina da presa Craig Viveiros, che ha firmato l’altro recente capolavoro BBC “10 Piccoli Indiani”, adattamento da Agatha Christie anch’esso trasmesso su Giallo lo scorso autunno.
Nel 1950 il vicino di casa di Christie, Timothy Evans,fu ritenuto colpevole dell’assassinio della figlia Geraldine e per questo impiccato, nonostante avesse gridato la propria innocenza fino alla fine. Si credette inoltre che l’uomo fosse responsabile della morte della moglie Beryl. Anni dopo, una cruenta scoperta rivelò a tutti che il vero omicida era Reginald Christie, testimone chiave dell’accusa. La storia di “Rillington place” parte in verità anni prima dal 1938 quando Christie, interpretato da Tim Roth, e sua moglie Ethel (Samantha Morton), si trasferirono al numero 10 di Rillington Place, indirizzo della loro casa londinese nel quartiere di Notting Hill. La miniserie in 3 parti (andranno tutte in onda la stessa serata di domenica) si concentra sugli anni e sugli eventi che portarono alla morte di Beryl Evans e della piccola Geraldine, fino alle vicende giudiziarie che ebbero come conseguenza la condanna e l’esecuzione di Timothy. Raccontata alternatamente dai punti di vista di Ethel, Timothy e dello stesso Christie, la miniserie esplora tutti i segreti più oscuri di un uomo che, dietro la facciata rispettabile, nascose per anni la vera natura di crudele killer. Responsabile, oltre che dei fatti narrati, anche della successiva uccisione della moglie e di almeno altre 6 donne.
Un caso clamoroso e arcinoto in patria, i cui impensabili, tragici risvolti aprirono con vigore il dibattito sulla pena capitale in Inghilterra, in effetti definitivamente abolita dopo che si comprese come Christie fu in grado di manipolare gli altri, la moglie, i suoi vicini, lo stesso intero sistema giudiziario inglese. Girato tra Glasgow e Londra, scritto da Ed Whitmore e Tracey Malone, interpretato da Tim Roth (Reginald Christie), Samantha Morton (Ethel Christie), Nico Mirallegro (Timothy Evans) e Jodie Comer (Beryl Evans), per la regia di Craig Viveiros (10 Piccoli Indiani), Rillington Place ha ricevuto ottime recensioni. “Fin dai tempi di Shakespeare – ha commentato Roth – le persone sono affascinate dal maligno che è dentro di noi”.
Un personaggio controverso per Tim Roth che, forse, è in grado di capire meglio di altri cosa si cela nell’anima di un mostro.
L’attore si era lasciato andare mesi fa ad una serie di confessioni durante una intervista al The Guardian rivelando proprio in occasione della promozione della serie a Londra di essere stato stato vittima di abusi da parte di un nonno padrone e pedofilo, come suo padre prima di lui. E’ una tragedia nella tragedia quella dell’infanzia dell’attore e regista inglese, 55 anni, protagonista di film come Reservoir Dogs, Pulp Fiction o Rob Roy (premio Bafta e nomination all’oscar come miglior attore), il Pianista sull’Oceano. Tra le curiosità da segnalare che la storia di Christie fu portata sul grande schermo nell’omonimo film con Richard Attenborough del 1971, diretto da Richard Fleischer.

ANSA

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