«C’era una volta a Hollywood»: Tarantino batte se stesso, ma non «Il Re Leone»

L’ultimo film del regista pulp, per incassi, è il migliore della sua carriera. Nel primo weekend di programmazione, in America, ha incassato 40 milioni di dollari e battuto il record di «Bastardi senza gloria». Però, non è riuscito a superare le cifre monstre del live-action Disney

Quentin Tarantino, nell’ultimo weekend di luglio, non ha saputo fare meglio del Re Leone. Ha saputo, però, fare meglio di Quentin Tarantino. Il regista, che in America ha debuttato con C’era una volta a Hollywood, suscitando l’ammirazione della sorella di Sharon Tate, Debra, commossa dalla verosimiglianza di Margot Robbie, ha incassato più di quanto un suo film non sia mai riuscito a fare.

C’era una volta a Hollywood ha saputo chiudere il suo primo weekend di corsa cinematografica con 40 milioni di dollari. Cifra, questa, che, nei precedenti otto film del regista pulp, non ha trovato alcun precedente. La pellicola, dove Leonardo DiCaprio e Brad Pitt, insieme a Margot Robbie, si sono dati daffare per riportare alla luce l’orrenda storia di Charles Manson e «famiglia», è la più redditizia, finora, che Tarantino abbia firmato. Dietro, si è lasciato il record di Bastardi senza gloria che, nel 2009, all’apertura, incassò 38 milioni di dollari. Poco importa, dunque, che il regista non sia riuscito a superare le prodezze de Il Re Leone, in testa al box office con un incasso complessivo, in America, di 350 milioni di dollari, 75 guadagnati nell’ultimo weekend.

C’era una volta a Hollywood è da considerarsi una vittoria: la vittoria del contenuto originale sugli infiniti live-action e sequel del cinema, la vittoria di Tarantino su se stesso, la vittoria di un regista che, ad un passo (o così pare) dal dichiararsi in pensione, ha voluto cimentarsi con un genere mai testato, la storia.

Claudia Casiraghi, Vanity Fair

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