Cuaròn a Cannes per presentare la versione restaurata di “Shining”

La rivincita di Alfonso Cuaròn. Il regista messicano premio Oscar, che l’anno scorso non poté portare a Cannes il suo capolavoro Roma a causa del veto imposto alle produzioni Netflix dagli esercenti francesi, tornerà con squlli di tromba alla 72ma edizione del Festival (14-25 maggio) per presentare la versione restaurata di Shining, il cult diretto nel 1980 da Stanley Kubrick e interpretato da un terrificante Jack Nicholson. L’evento, in programma a mezzanotte, è uno dei piatti forti della sezione Cannes Classic che mai come quest’anno è apparsa tanto ricca di titoli leggendari e ospiti illustri, un vero festival nel Festival. Si tratta di un doveroso omaggio al cinema del passato, senza il quale non esisterebbe quello del presente, da parte della rassegna più importante del mondo che non ha mai dimenticato di onorare il patrimonio storico della Settima Arte, a cominciare dal manifesto regolarmente dedicato alle glorie di ieri (quest’anno è consacrato ad Agnès Varda, scomparsa nel marzo scorso a 90 anni). La celebrazione del passato rappresenta però anche una sorta di paradosso nel momento in cui il cinema del futuro, cioè quello destinato alla fruizione digitale, sulla Croisette trova le porte sbarrate dagli irremovibili esercenti, fortissimi nel cda del Festival. E proprio nel momento in cui perfino l’Oscar ha deciso di continuare ad accoglierlo in gara. «Le cose sono in evoluzione, domani cambieranno», dice fiducioso il presidente di Cannes, Pierre Lescure, mentre il direttore artistico Thierry Frémaux continua i febbrili negoziati per aprire ai film prodotti da Netflix (che a sua volta non cede sull’uscita nelle sale) e dalle altre piattaforme, sempre più numerose. Intanto, si rende onore al passato. A Cannes Classic verranno celebrati i 50 anni di Easy Rider, il mitico film di Dennis Hopper premiato come migliore opera prima a Cannes nel 1969: sulla Croisette sbarcherà il coprotagonista Peter Fonda, oggi 79enne. Altra ”chicca” della sezione sarà Miracolo a Milano, diretto nel 1951 da Vittorio De Sica e appena restaurato dalla Cineteca di Bologna con la supervisione del direttore della fotografia Luca Bigazzi. Il film, presentato proprio a Cannes, vinse il Grand Prix: così si chiamava il massimo riconoscimento quattro anni prima dell’introduzione della Palma d’oro. Un’altra eccellenza italiana, Lina Wertmuller (prima regista ad ottenere la nomination all’Oscar), verrà celebrata attraverso la proiezione di Pasqualino Settebellezze (1977) alla presenza del protagonista Giancarlo Giannini. Per rendere omaggio a Luis Buñuel Cinecittà – i mestieri del cinema di Bernardo Bertolucciverranno riproposti tre suoi ”gioielli” rari: Nazarin, Los Olvidados, L’âge d’or. E Milos Forman, scomparso l’anno scorso, verrà ricordato attraverso la sua seconda regia, Gli amori di una bionda (1965), e l’inedito documentario Forman vs. Forman. Infinita la lista dei film restaurati: tra questi, Moulin Rouge di John Huston (1952), Toni di Jean Renoir (1954), The Doors di Oliver Stone (1991). E non mancheranno i documentari tra cui Le silence de Johnny di Pierre-William Glenn su Johnny Hallyday, La passione di Anna Magnani di Enrico Cerasuolo, firmato da Mario Sesti. Curiosità: tra gli omaggi spicca la versione restaurata di Quattro delitti in allegria, la commedia di Alain Bereberian (1994) con Alain Chabat. Protagonista è un serial killer che uccide i proiezionisti del Festival di Cannes.

Gloria Satta, ilmessaggero.it

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