Comcast ha notificato all’Ue la volonta di acquistare Sky

Comunicazione informale per accelerare i tempi e anticipare l’ok delle autorità a Murdoch

Il gruppo è troppo dipendente dalla pay tv Usa in calo

Comcast ha già notificato informalmente alla Commissione Europea di essere pronto ad acquisire Sky, contrapponendo la propria offerta a quella della 21St Century Fox di Rupert Murdoch. Ancora niente di ufficiale, ma la comunicazione, secondo quanto ha dichiarato un portavoce del maggiore operatore via cavo americano, ha l’obiettivo di allertare le autorità e preparare l’avvio della verifica antitrust.

Si tratta di un altro segnale che mostra come Comcast faccia sul serio e che potrebbe essere pronta anche a un rilancio se si innescasse la guerra con Fox.

Martedì, infatti, il gruppo guidato da Brian L. Roberts ha comunicato di voler lanciare un’offerta da 31 miliardi di dollari (25,2 miliardi di euro), ovvero 12,50 sterline per azione, il 16% in più di quanto offerto da Fox per ottenere il 61% delle azioni che non possiede. Comcast, però, oltre a offrire di più deve essere veloce, perché a dicembre Sky aveva già accettato l’offerta di Murdoch e ora si attende il responso delle autorità che potrebbe arrivare a maggio.

Nel frattempo Fox, com’è naturale che fosse, non ha adottato alcuna contromisura, anche perché l’offerta concorrente non è ancora stata formalizzata, e si è limitata a fare sapere che resta impegnata con quanto aveva già messo sul piatto a dicembre. Anche il terzo attore della vicenda, Disney, che deve acquisire la maggior parte degli asset di Fox, non si è sbilanciato: l’offerta, ha detto il ceo Bob Iger, intercettato ieri mentre si trovava in Francia da Le Figaro, «non compromette il nostro accordo con Fox.

Con questo accordo, Fox apporterebbe oltre il 39% del capitale di Sky che già detiene e, inoltre, ha già fatto un’offerta per il resto del capitale di Sky».

Comcast, che possiede il gruppo televisivo Nbc, la Universal Pictures e alcuni parchi a tema aveva già cercato di acquisire nel 2015 l’operatore via cavo rivale Time Warner Cable con un’operazione poi non andata in porto per l’opposizione delle autorità antitrust. Ma nel 2005 aveva fatto un’altra offerta che lasciò di stucco il settore, quella da 54 miliardi di dollari su Disney che quest’ultima riuscì a respingere.

Comcast, ha spiegato una nota della società di analisi del settore Analysys Mason, ha bisogno di una nuova fonte di crescita dal momento che il mercato nordamericano della pay tv ha già raggiunto il picco: circa il 65% degli utili dell’ultimo trimestre del gruppo è legato ai media, per questo Comcast è molto esposta alla pay tv statunitense, un mercato che nei prossimi cinque anni calerà del 10% per il fenomeno del taglio della tv via cavo a favore dello streaming. Il mercato dell’Europa occidentale rimane invece vivace e ciò rende l’investimento in Europa interessante per i principali attori statunitensi.

 Andrea Secchi, ItaliaOggi

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