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BENITO
URGU
Nato il 12 Gennaio
1939 a Oristano.
F *
“Currinde
che anzone in su campu, ch’è puzzone in su entu cantende, buidu su
pensamentu olende assora ne tempus e ne oras tottu foras. Sa lughe andada
tottind’una iscuru su lampu, una candela allutta ses carasa in d’unu filu de
lughe giaggiu sa paristoria sempre cussa”. “Oi domo mia”: una poesia che
viene da lontano, da un'altra Italia, al di là del mare, al di là del
Continente. A scriverla è Benito
Urgu: comico, cabarettista e
cantante. Che però da buon sardo, anzi sardissimo (come sempre afferma)
quale lui è, possiede quell'innato e misterioso istinto che lo guida verso
la divina Euterpe. Una vocazione che appartiene a lui come ai pastori
vaganti e solitari della Barbagia, che improvvisano i loro canti conducendo
le greggi al pascolo. O ai contadini cantadores logudoresi, che inventano e
modulano versi piegati sugli aratri. O agli artigiani
di Villaptzu, che, abbassate le serrande delle proprie botteghe, si
dilettano ad accompagnare i danzatori di ballu tundo con le affusolate
luneddas. Più che arte o talento, quello dei sardi è un sentimento, nel
senso di percezione delle impressioni, delle emozioni e finanche della
fatica. Una percezione atavicamente tramutata in improvvisazione e
creazione, come se essi fossero davvero un tutt'uno con lo straordinario
universo che li circonda. Una terra che, come diceva Lawrence, non
assomiglia ad alcun altro luogo: è un'altra
cosa.
Benito
nasce ad Oristano, città bizantina dalla storia antica e fulgente, legata,
in particolare, al longevo Giudicato di Arborea ed alla figura di Eleonora
d'Arborea, figlia di Mariano IV. I suoi genitori provengono da Bosa, nel
cuore della spettacolare Planargia. Fin da piccolo, mostra d'esser fornito
di abbondante spirito goliardico ed acuto senso dell'umorismo. Nemmeno
ventenne, debutta come cantante col gruppo “Gatto Nero
ENAL”, che ben presto cambierà il nome in “I nuraghi”. Sono
questi gli anni delle piazze, delle sagre di paese, delle sale da ballo. Il
gruppo attraversa in lungo e in largo la provincia di Oristano, proponendo
cover di successo e brani di propria produzione come “Su twist 'e Giuannica”
e “Gambale twist”. Negli Sessanta quest'ultima fortunata canzone sbarca
anche nel Continente, raggiungendo gli apici delle classifiche quando
la Rai comincia a trasmetterla sul primo canale. Benito e
la sua band si presentano davanti ad un pubblico divertito, rigorosamente
abbigliati in costume sardo, dimenandosi sulle note delle loro canzoni
imbevute di nonsense dal sapore nemmeno troppo vagamente demenziale. E' un
successo. Ma Benito guarda oltre e
decide di abbandonare il gruppo. Presentatore presso un circo sardo, dove
apprende i tempi comici e perfeziona il suo talento da intrattenitore. Anni
fondamentali per lui, che in seguito dirà: “Sono stati la mia università”.
Cartolina rosa: è tempo di fare il militare. Benito parte per Pesaro, alla
volta del 28° Reggimento “Pavia”. Rientrato in terra sarda, mette su un
nuovo gruppo, insieme a Francesco Salis (alla chitarra), Giulio Albano (al basso), Nello Cocco (alla batteria)
e Guido Cocco (alle tastiere). E' il 1962: nascono i “Visconti”. Di lì a
poco il gruppo si trasforma ne “I Barrittas”, ispirandosi al soprannome che
da sempre accompagna Benito, costantemente munito di berritta (il tipico
cappello sardo). Da questo momento in poi, la strada è tutta in discesa.
Un
po' beat, un po' folk e un po'
folli, “I Barrittas” si esibiscono in tutta
la Sardegna conquistandosi l'affetto di un grande pubblico.
Ma fanno il pieno di serate anche in Continente, coe
dicono i sardi, soprattutto nel Nord. Su e giù, anche se Benito, pare,
soffra il mal di mare. Oltre ad un inguaribile (e comprensibilissimo) mal di
Sardegna. Nei primi anni Settanta la band di scioglie. Benito comincia a
viaggiare da solo. E arrivano nuovi successi. 1977: esce il singolo
“Sexy Fonni”, parodia della tanto famosa quanto discussa “Je t'aime... moi
non plus”, di Serge Gainsbourg e Jane Birkin. Qui Urgu dà il meglio di sé
sceneggiando (più che cantando)
un improbabile incontro amoroso tra un sardo ed una turista francese. Un
vero spasso, insaporito da gustosi fraintendimenti linguistici, giochi di
parole, doppi sensi ed ammiccanti gridolini della fanciulla d'oltralpe. Il
trionfo è strepitoso. La Rai lo chiama per animare
“Omnibus”, rubrica umoristica del Tg2. Di nuovo un gruppo, questa volta con
Antonello Martinez, “I Porsei”, con cui Benito dà vita al primo varietà
itinerante della Sardegna. Nei primi anni Ottanta scrive musiche e testi per
“Su Mummuttone”, primo musical in lingua sarda. Inizia a collaborare con
Filippo Martinez, Alverio Cau e Alessandroi Fois, mettendo in scena una
serie di spettacoli di grande successo: “Visitors”, “Polvere di stelle”, “La Prefica”, “Un giorno in
pretura”, “Latte e cozze”, “Tonteddu”. Nel 1990 viene arruolato da Piero
Chiambretti per collaborare a “Prove tecniche di trasmissione (programma
televisivo)” in onda su Raitre. Nel 1991 partecipa a “Piacere Raiuno”
condotto da Toto Cutugno e a “La
Piscina” con Alba Parietti. La regista Anna di Francisca
gli affida un ruolo in “Casanostra”, serie tv prodotta dalla Rai e girata a
Cagliari. Nel 1997 è di nuovo al fianco di Chiambretti ne “L'inviato
speciale” di Raiuno. Trasloca quindi su Raidue con “Carosello”, questa volta
al fianco di Ambra Angiolini. Nel 2001 è la volta del sabato sera di Raiuno:
Giorgio Panariello lo arruola nel
suo “Torno Sabato”. Si racconta che il comico toscano, quando lavorava come
animatore nei villaggi turistici, si rifacesse proprio ai personaggi creati
da Benito, sebbene talvolta toscanizzati. E ancora oggi, nel divertente spot
pubblicitario di Panariello con Vanessa Incontrada, l'esilarante Giorgio usa
una vecchia battuta di Urgu: “L'occasione fa l'uomo ragno”. Ancora
Chiambretti: nel 2004 e nel 2005, ritroviamo il nostro Benito in “Markette”
e “Markette doppio brodo”, in onda su La 7. Nel 2006 è al fianco di Nino
Frassica nel varietà di Raidue “Suonare Stella” per poi approdare a
“Colorado Cafè” in onda su Italia 1. Nel 2008, nuovamente accanto a
Frassica, partecipa a “I migliori anni”, il programma di Raiuno condotto da
Carlo Conti e illuminato da
ascolti importanti. Gag e risate si sprecano. Inevitabile, arriva pure il
tormentone di ogni puntata. Frassica gli chiede: “Sei sardo?”. E lui:
“Sardissimo!”. “Dimostramelo”. E vai col mitico “Gambale twist”.
(gennaio
2010)
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