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DONATELLA RAFFAI

Nata l’8 Settembre 1943 a Fabriano.   D **

Missing! Nome: Donatella. Cognome: Raffai. Sesso: F. Età: 67. Nazionalità: italiana. Capelli: biondi. Occhi: castani. Segni particolari: “gronda umanità da tutti gli artigli” (Antonio Ricci dixit). Ecco la scheda che andrebbe in onda a “Chi l’ha visto?”, semmai qualcuno denunciasse la scomparsa di Donatella Raffai. Per un bizzarro gioco del destino, proprio colei che ha portato al successo la storica trasmissione targata Raitre, sembra essersi dileguata nel nulla. Inquietanti voci che rimbalzano in rete la danno per morta. Le ultime news la vogliono, invece, esule in Francia. Noi giuriamo che è viva e vegeta. Prova ne sia il fatto che, solo qualche anno fa, si è beccata una multa a Roma per aver esibito un permesso per invalidi irregolare. Quot homines, tot sententiae… Che fine abbia fatto resta, comunque, un mistero.

30 Aprile 1989: dagli studi romani di via Teulada, Donatella Raffai e Paolo Guzzanti inaugurano l’era “Chi l’ha visto?”. E’ un trionfo. Anche se, a dire il vero, l’idea non è del tutto originale. A seguire le tracce degli uccel di bosco d’Italia, ci aveva già pensato Enzo Tortora con “Dove sei?”, una delle rubriche di “Portobello”. Qualche tempo dopo ci prova anche “Posto pubblico nel verde”, trasmissione sulla solidarietà ideata da Lio Beghin (Raitre). In una delle puntate, infatti, viene denunciata la scomparsa di un agente della Guardia di finanza. La vicenda conquista il pubblico, che interviene con una valanga di segnalazioni. E ancora: due giovani donne (una minorenne e la sua insegnante) vengono ritrovate grazie ai numerosi avvistamenti dei telespettatori. Entrambe le vicende sono seguite da Fiore De Rienzo e Donatella Raffai. Realizzare una trasmissione dedicata alle persone scomparse diventa quasi una necessità per una rete che, sotto la direzione di Angelo Guglielmi, punta tutto sulla tivvù verità. La guida del nuovo programma è affidata alla Raffai.

Di nobili origini, Donatella nasce a Fabriano in una data fatidica per il nostro Paese: l’8 settembre del 1943. Alle 19 e 42 di quello stesso giorno, infatti, il maresciallo Pietro Badoglio proclama dai microfoni dell’Eiar la fine delle ostilità con le forze alleate. Più che un armistizio, è una vera e propria resa senza condizioni. Fine del fascismo e fine (quasi) della guerra. Figlia dell’ammiraglio veneto Antonio Raffai e della campana Maria Jelardi (entrambi blasonati), la Raffai trascorre l’infanzia e l’adolescenza viaggiando al seguito dei genitori. Tra le varie tappe della famiglia, legata all’errante lavoro di papà Antonio, San Marco dei Cavoti (il paese della mamma) e Roma. Appena sedicenne, Donatella debutta come attrice ne “I dolci inganni” di Alberto Lattuada. Entra in Rai, dove conduce le trasmissioni radiofoniche “Voi ed io”, “3131” e “Radio anch’io”. Giornalista professionista, approda al piccolo schermo con “Chi ci invita?”. Si dedica quindi alla cronaca collaborando con trasmissioni quali “Telefono giallo”, “Posto pubblico nel verde” e “Camice bianco”. Nel 1989 parte l’avventura di “Chi l’ha visto?”. Nessuno può immaginare il destino del programma, ad oggi il più longevo di Raitre dopo “Blob”.

La prima edizione viene curata da Beghin. I filmati che ricostruiscono i casi (coordinati da Fiore De Rienzo) prevedono inizialmente la presenza di attori che vestono i panni dei protagonisti. Già a partire dalla prima puntata i centralini traboccano di telefonate. Il successo coglie tutti di sorpresa. La successiva stagione contempla due appuntamenti settimanali, uno dei quali viene curato da Piero Murgia. A partire dalla seconda edizione sarà lui l’autore di punta della trasmissione. Fino allo scorso anno. Allorquando, non condividendo l’assetto troppo cinematografico e salottiero dato al programma da Federica Sciarelli (conduttrice e co-autrice), abbandona la redazione portandosi dietro otto inviati di vecchia data. Sono in molti (girando qua e là per la rete) a rimpiangere la conduzione Raffai. C’è addirittura una petizione con tanto di gruppo Facebook: “Ritroviamo ‘Chi l’ha visto’” (1125 membri). Tralasciando ogni sentimentalismo, è fuor di dubbio che il volto della Raffai sia indissolubilmente legato alla trasmissione e viceversa. Un binomio non certo avulso da critiche, anche feroci. Il programma, a parer di molti, entra troppo nel privato della gente, mettendosi alla ricerca di persone che, magari, hanno deciso di cambiare vita o non vogliono essere ritrovate da mamme ansiose e petulanti zie. E lei, la granitica Donatella, sembra quasi guidata da uno spirito giustizialista. Con quel suo fare spesso accusatorio e da maestrina col ditino alzato. Perché le è così: elegante e gentile ma poi zac… quando meno te l’aspetti, affonda un colpo di speroni ai fianchi di chi le capita sotto tiro. Familiari compresi. Eppure al pubblico piace. Al punto da meritarsi un Telegatto come personaggio televisivo dell’anno. Nei primi anni Novanta la trasmissione raggiunge l’acme del consenso. E’ un risultato storico per Raitre. Guglielmi gongola… 

Nel 1994 la Raffai abbandona inspiegabilmente il programma. L’anno seguente conduce “Lasciate un messaggio dopo il bip”, trasmissione della tarda notte di Raiuno. Lei lo considera un contentino (con scarsi ascolti, peraltro) e spara a zero contro l’azienda, all’epoca rappresentata da Letizia Moratti: “La Rai - dichiara la giornalista - mi paga con i soldi dei cittadini e non mi fa lavorare. Mi sembra grave che questo accada in un ente pubblico. Sono stata relegata in panchina, non riesco a spiegarmelo. In Rai ho sempre lavorato con il massimo impegno ottenendo ottimi risultati, la mia estromissione dal video è una vera e propria ingiustizia. Forse la mia colpa - prosegue - potrebbe essere quella di non avere mai nascosto le mie simpatrie politiche verso la sinistra. Credo di essere stata vittima, con altri seri professionisti, d’un progetto di ‘epurazione’ del consiglio d’amministrazione”. L’ultima stoccata è per la presidente: “Con tutto il rispetto che ho per la signora Letizia Moratti sono convinta che in questa vicenda abbia sbagliato. Potrei ricorrere alle vie legali per tutelare i miei diritti, ma non lo faccio perché sono stanca e scoraggiata”. E ringuaina gli artigli… Una perseguitata politica, dunque. Con la sfortuna di percepire uno stipendio dalla Rai per starsene a casa. Tanto vale passare a Mediaset. Nel 1999, infatti, la ritroviamo alla guida di “Giallo 4”, in onda su Retequattro. Gli ascolti piangono… E Donatella pure. Sulla sua vita cala un velo di segretezza e oblio. Che in un passato non troppo remoto la “tigre di Fabriano” abbia dovuto lottare con un brutto male è vero. Ma è realistico che ne sia uscita alla grande. I più informati assicurano che vive tranquilla e beata in Francia. Pare che si sia data al cinema. Tutto il resto, per dirla con Amleto, è silenzio.  Ha fatto disfatto? Forse sì, dando un contributo importante alla televisione intrusiva, invadente, poco rispettosa della privacy altrui. Grande professionista, limitata a una formula discutibile.


(15 giugno 2010)

Spezzone ultima puntata
"Chi l'ha visto" con Donatella Raffai

 

 

 

 
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