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DONATELLA RAFFAI
Nata l’8 Settembre
30 Aprile
1989: dagli studi romani di via Teulada, Donatella Raffai e Paolo Guzzanti
inaugurano l’era “Chi l’ha visto?”. E’ un trionfo. Anche se, a dire il vero,
l’idea non è del tutto originale. A seguire le tracce degli uccel di bosco
d’Italia, ci aveva già pensato Enzo Tortora con “Dove sei?”, una delle
rubriche di “Portobello”. Qualche tempo dopo ci prova anche “Posto pubblico
nel verde”, trasmissione sulla solidarietà ideata da Lio Beghin (Raitre). In
una delle puntate, infatti, viene denunciata la scomparsa di un agente della
Guardia di finanza. La vicenda conquista il pubblico, che interviene con una
valanga di segnalazioni. E ancora: due giovani donne (una minorenne e la sua
insegnante) vengono ritrovate grazie ai numerosi avvistamenti dei
telespettatori. Entrambe le vicende sono seguite da Fiore De Rienzo e
Donatella Raffai. Realizzare una trasmissione dedicata alle persone
scomparse diventa quasi una necessità per una rete che, sotto la direzione
di Angelo Guglielmi, punta tutto sulla tivvù verità. La guida del nuovo
programma è affidata alla Raffai. Di nobili
origini, Donatella nasce a Fabriano in una data fatidica per il nostro
Paese: l’8 settembre del 1943. Alle 19 e 42 di quello stesso giorno,
infatti, il maresciallo Pietro Badoglio proclama dai microfoni dell’Eiar la
fine delle ostilità con le forze alleate. Più che un armistizio, è una vera
e propria resa senza condizioni. Fine del fascismo e fine (quasi) della
guerra. Figlia dell’ammiraglio veneto Antonio Raffai e della campana Maria
Jelardi (entrambi blasonati), La prima
edizione viene curata da Beghin. I filmati che ricostruiscono i casi
(coordinati da Fiore De Rienzo) prevedono inizialmente la presenza di attori
che vestono i panni dei protagonisti. Già a partire dalla prima puntata i
centralini traboccano di telefonate. Il successo coglie tutti di sorpresa.
La successiva stagione contempla due appuntamenti settimanali, uno dei quali
viene curato da Piero Murgia. A partire dalla seconda edizione sarà lui
l’autore di punta della trasmissione. Fino allo scorso anno. Allorquando,
non condividendo l’assetto troppo cinematografico e salottiero dato al
programma da Federica Sciarelli (conduttrice e co-autrice), abbandona la
redazione portandosi dietro otto inviati di vecchia data. Sono in molti
(girando qua e là per la rete) a rimpiangere la conduzione Raffai. C’è
addirittura una petizione con tanto di gruppo Facebook: “Ritroviamo ‘Chi
l’ha visto’” (1125 membri). Tralasciando ogni sentimentalismo, è fuor di
dubbio che il volto della Raffai sia indissolubilmente legato alla
trasmissione e viceversa. Un binomio non certo avulso da critiche, anche
feroci. Il programma, a parer di molti, entra troppo nel privato della
gente, mettendosi alla ricerca di persone che, magari, hanno deciso di
cambiare vita o non vogliono essere ritrovate da mamme ansiose e petulanti
zie. E lei, la granitica Donatella, sembra quasi guidata da uno spirito
giustizialista. Con quel suo fare spesso accusatorio e da maestrina col
ditino alzato. Perché le è così: elegante e gentile ma poi zac… quando meno
te l’aspetti, affonda un colpo di speroni ai fianchi di chi le capita sotto
tiro. Familiari compresi. Eppure al pubblico piace. Al punto da meritarsi un
Telegatto come personaggio televisivo dell’anno. Nei primi anni Novanta la
trasmissione raggiunge l’acme del consenso. E’ un risultato storico per
Raitre. Guglielmi gongola… Nel 1994 (15 giugno
2010)
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