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CAMILA RAZNOVICH

Nata il 13 Ottobre 1974 a Milano.   F**

“Eppure io so che se solo amassi un po’ meno la tua voce e un po’ più la mia, se solo mi ascoltassi, sono certa, la mia storia ti interesserebbe. Una storia così diversa dalla tua, una storia che ci permetterebbe di non nasconderci dietro alle similitudini che appiattiscono tutto e che troppo spesso diventano noia. Una storia che consentirebbe lo scambio fluido di informazioni da un mondo all’altro: differenze. Sacrosante differenze che garantiscono l’eterogeneo nella vita. Ci si attrae tra simili... ma tra simili si muore! Simili, certo, ma morti, quando manca il naturale scontro tra le parti. Sono gli stereotipi a fotterci, sembra ci semplifichino l’esistenza, e invece ci isolano in un mondo di finte certezze dal quale abbiamo paura di uscire. Il non convenzionale spaventa”.
Queste le parole che aprono “Lo rifarei”, viaggio autobiografico di Camila Raznovich, il cui titolo la dice lunga sul granitico temperamento della giovane conduttrice, milanese di nascita, ma cittadina del mondo per scelta. Non totalmente sua (per lo meno all’inizio), come si evince dalle pagine del suo libro edito da Baldini Castoldi Dalai nel 2006, che ripercorre le tappe di una vita intensa e sicuramente fuori dagli schemi. Una storia diversa, come lei stessa dichiara. A partire dai suoi genitori: un architetto russo-argentino di religione ebraica ed una arredatrice pratese che vive in Argentina. Due borghesi alternativi, molto hippies e anticonformisti: si conoscono in Argentina, si innamorano e si sposano. Ma dopo il golpe si trasferiscono a Milano, città sufficientemente internazionale per i loro gusti. Nascono due pargoli: un maschietto e Camila, entrambi traghettati in fasce in un ashram indiano alla corte di Osho, guida spirituale dei fricchettoni di mezzo mondo. Ed ecco che Camila, senza nemmeno saperlo, diventa una figlia dei fiori. Fratellanza e amore libero sono le parole d’ordine. Tutti insieme appassionatamente. Tutti si occupano di tutti, dividendo amorevolmente pane e vestiti (pochi in verità perché si gira quasi sempre nudi). Si balla, si canta, si fa l’amore, si medita. A sei anni invece di trangugiare ovetti Kinder fuma i bidies, innocenti sigarettine all’eucaliptolo. Astor Piazzolla e Violeta Parra sono la colonna sonora dell’allegra Comune. Tutto fila liscio, finché la zia di Camila (la prima della famiglia ad essersi avvicinata al guru indiano) viene allontanata perché troppo impegnata e leader. Alla faccia della libertà! Con lei, viene fatta fuori tutta la famiglia, tranne Camila, generosamente graziata e spedita in una comunità Osho inglese. Una realtà dura per una bambina, che agli albori della propria esistenza dovrebbe poter sempre contare sul protettivo calore genitoriale. A nove anni, la violenza subita da un amico di famiglia durante una vacanza a Parigi le sfregia inesorabilmente la vita: “E’ stata un’esperienza che ho rimosso per anni - ricorda la conduttrice -. E’ riemersa solo mentre scrivevo. E mentre scrivevo mi sono tornati i brividi sulle braccia. Papà è morto senza saperlo. A mia madre l’ho detto solo ora. E lei: ‘Porca vacca... e io dov’ero?’. E poi: ‘Sei stata forte a non dirlo’”. Quando rientra a Milano tutto è cambiato: i suoi genitori si sono svegliati dall’ingannevole sogno mistico e devono fare i conti con la dura realtà: senza una casa, poche lire in tasca e due figli da crescere.
Nonostante tutto, Camila tiene testa ai suoi coetanei, che spesso e volentieri la guardano con sospetto considerandola troppo diversa da loro: lei, che gira col poncho e dice “pisello” e “vagina” piuttosto che “pistolino” e “patatina”. A diciannove anni, tornata da uno dei tanti viaggi in Asia, decide cosa vuole fare da grande: il sogno si chiama tv, fors’anche accarezzato dopo una sua divertente incursione sul palco del mitico “Karaoke” condotto da Fiorello. Un amico di famiglia le dice che Mtv cerca volti nuovi. E’ il 1995. E quello che oggi è il canale dei giovani per eccellenza, è ancora una realtà semisconosciuta. Anche per Camila. Che, risoluta come non mai, si munisce di telecamerina domestica e gira un video di quattro minuti durante i quali si presenta in una sorta di provino fai da te. Dopo un paio di settimane i responsabili del casting la convocano presso gli studi dell’allora Telepiù, a Cologno Monzese. Sono in cinque a darsi battaglia. Ma la nuova vee jay di Mtv sarà lei, Camila Raznovich, che con Enrico Silvestrin rappresenterà l’Italia all’interno della piattaforma europea del fortunato canale statunitense. Il primo settembre del 1997 nasce ufficialmente Mtv Italia. Molti i programmi della neonata rete affidati all’affascinante Camila: “Hanging Out”, “Amour”, “Dial Mtv”, “Select, Hitlist Italia”, “Mtv on the beach”. Dopo una breve sosta ai microfoni di Radio Italia Network (con il programma “Camila bum bum”) e la conduzione di “Night Express” su Italia 1, la ritroviamo protagonista di una serie di spot Nescafé diretti da Gabriele Muccino, che la rendono familiare al grande pubblico televisivo. Nel maggio del 2001 fa ritorno all’ovile per traghettare il passaggio della rete da Tmc2 a Mtv Italia attraverso i numerosi eventi della “Regeneration”. Nello stesso anno le viene affidata la conduzione di “Loveline”, innovativo e audace talk-show dedicato al sesso e dintorni. Comodamente adagiata su di un soffice divano rosso vermiglio, l’affascinante
  Raznovich - supportata dal sessuologo Marco Rossi - esplora disinvoltamente i meandri più o meno reconditi che compongono l’intrigante e complesso mondo dell’erotismo. Molteplici le rubriche che animano la trasmissione: da “Lovetour” (che mostra luoghi e tipi trasgressivi che hanno fatto della loro sessualità uno stile di vita) a “Contest” (una carrellata di scatti e racconti erotici mandati dal pubblico), passando per improbabili quiz tantrici fino all’illuminante “Pene e Vagina”, un simpatico cartone animato (dal fine vagamente educativo) ideato da Fabrizio Biggio. Ma il momento topico del programma sono le telefonate dei telespettatori. Dubbi amletici incalzano i padroni di casa che, senza fare una grinza, rispondono alle domande di adolescenti (e non) confusi e di un’ignoranza (in fatto di sesso) che delle volte sfiora il ridicolo. “Se mi masturbo con il dito posso rimanere incinta?”. E ancora: “Un ragazzo può perdere la verginità se usa il preservativo durante la prima volta?”. Oppure: “Se dopo un rapporto sessuale vado dal ginecologo, lui se ne accorge?”. Imperturbabile, il dottor Rossi elargisce preziosi consigli: “Stai attenta perché il pitone è un animale imprevedibile”, suggerisce ad una fanciulla che usa un amabile ofide per i suoi giochini intimi. Ce n’è davvero per tutti i gusti. Ridicolaggini a parte, “Loveline” ha il merito di affrontare senza falsi pudori o inutili imbarazzi un tema quantomeno scomodo. E l’indiscutibile garbo della  Raznovich fa la differenza.
L’avventura prosegue sino al 2008 e si trasforma anche in un prezioso manuale: “Loveline. Il sesso affrontato senza morbosità o imbarazzo”. Nelle ultime due edizioni il fascinoso dottor Rossi viene sostituito dalla psicologa Laura Testa, con la partecipazione fissa dell’ex gieffino Filippo Nardi. Il successo della trasmissione è tale che nel 2004 nasce “Drugline”, stesso format incentrato questa volta sull’universo droga. L’estate 2002 la porta in giro per le spiagge di tutta Italia con “Mtv On the beach”, programma itinerante che la vede intrattenere il pubblico con interviste, giochi e chiacchiere da ombrellone. Nel 2004 la ritroviamo protagonista - al fianco di Dj Angelo, Nicola Savino e Aida Yespica - di “Sformat”, satirica sit-com diretta da Cristian Biondani in onda su Raidue. Nello stesso anno conduce “Kiss & Tell” (che rifà il verso al più famoso “Gioco delle coppie”) e le quattro serate del salotto tutto al femminile “Girls’Night”. Nel 2005 la bruna conduttrice trasloca a La7, che le affida la guida del talk “Relazioni pericolose”. Una nuova capatina a Mtv con altri due programmi per e con i giovani: “True Line” e “Voice”. A questo punto Camila è pronta per il grande salto in casa Rai. L’occasione arriva con “Amore criminale” (in onda su Raitre), che consegna ai telespettatori il ritratto di tante donne (ma anche di qualche uomo) rimaste intrappolate nella maglie di un amore malato, ossessivo, fatto di violenze, tradimenti, bugie e spesso morte. In studio proprio lei, la granitica  Raznovich,  narratrice rigorosa e puntuale ma anche conduttrice attenta, che volta per volta tenta di analizzare in profondità gli atroci fatti raccontati. Il successo della trasmissione è tale che le successive edizioni (2008 e 2009) verranno promosse in prima serata. Nel mezzo, per Camila, un nuovo talk-show: “Tatami”, sempre su Raitre. Un salotto televisivo effettivamente diverso: un vero e proprio tatami giapponese (il pavimento usato per il rito del tè e per esercitarsi nelle arti marziali), dove l’accattivante conduttrice tenta di raccontare i diversi aspetti di una società multitasking. Il tutto suddiviso in tre parti: il confronto su un tema, l’incontro con un ospite famoso accompagnato da un parente, il racconto di chi ha fatto scelte estreme per affermare le proprie idee. Anche questa volta la Raznovich fa centro. Quattro le edizioni del programma, che ha chiuso la stagione 2010 lo scorso 28 febbraio con un pienone d’ascolti. Tra un successo ed un altro, l’inossidabile Camila (che è anche giornalista) ha pure il tempo di curare la rubrica settimanale “Il mondo di Camila” (dalle colonne milanesi del “Corriere della Sera”) e “La posta di Camila” sul mensile “Max”. Non solo. Il 13 luglio 2009 nasce Viola, avuta dall’architetto cremasco Eugenio Campari, suo compagno dal 2006. In realtà, la poliedrica conduttrice ha già alle spalle una storia importante, suggellata finanche dalle nozze. A soli vent’anni, infatti, si innamora perdutamente di un ragazzo australiano. Se lo sposa ma, ondivaga e quanto mai giovane, alla fine divorzia. Una ferita mai del tutto rimarginata, visto che quando parla dei suoi più grandi dolori dice: “Due giganteschi: la separazione da mio marito e la morte di mio padre”. Ma è acqua passata. Oggi Camila vive in un enorme loft a Milano, con fidanzato, figlia e cane al seguito (che si chiama Veeresh). Adora la cioccolata, i film con Robert De Niro e la musica di Leonard Coen. Una professionista sicuramente preparata, anche se troppo affezionata al suo pubblico di nicchia. Potrebbe osare di più e andare oltre.

(maggio 2010)

 

 
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