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TEO MAMMUCARI

Nato il 12 agosto 1964 a Roma.  F**, D***

Pasolini ha raccontato la poeticità selvaggia delle borgate romane, ne ha mitizzato i primordiali valori che scorrono nel sangue di coloro che vi abitano. La Magliana, storico sobborgo romano, non fa eccezione. Teo Mammucari è figlio di quella realtà. Ne eredita la saggia crudezza e la millenaria arte di arrangiarsi. Caratteristiche indispensabili per zigzagare in una adolescenza non propriamente dorata. Famiglia povera, separazione dei genitori con conseguente permanenza in collegio. Ma Teo, armato di pungente ironia ed infastidito da quello sputtanato ed imperante (e quasi sempre ipocrita) pietismo che imperversa nella odierna società, sterza velocemente. Abbandona in un cassetto un diploma di un istituto professionale. Sono la spavalderia galeotta e l'agilità oratoria che lo trascinano ad iscriversi al conservatorio teatrale “La Scaletta”, dove conquista un onesto (quanto inutile) diploma d'attore. Giovane, intraprendente e squattrinato: e quando non possiedi null’altro che una gran faccia di bronzo ed una naturale predisposizione alla battuta rapida, l’animatore turistico è il girone dantesco nel quale gettarti. Teodoro - questo è il suo vero nome -, saltimbanco popolare ed un po’ sguaiato, delizia per molti anni gli ospiti di numerosi villaggi turistici. Ma il mondo non ha bisogno solo di intrattenitori invadenti: nei momenti liberi Teo si arrangia come muratore. Scalpitante ed un tantino pretenzioso, si inventa un locale, “Il Gildo”, ironica parodia del più patinato, famoso non solo a Roma, “Gilda”. Matador crudele, infilza una serie infinita di scherzi telefonici, coinvolgendo anche il pubblico presente nel suo locale. Nel 1995 riesce a strappare piccoli ma incisivi ruoli di attore nella trasmissione “Scherzi a parte”. Irride pesantemente vip dello spettacolo in gustose e a volte moleste scenette organizzate all’interno del programma. Sgrammaticato, improvvisa una sorta di maccheronico gramelot, confondendo le vittime delle sue salaci burle. Nella sua discutibile specificità, il giovanotto “de’ la Magliana” arriva prepotentemente nella pancia dei telespettatori. Nel giro di pochi anni lo ritroviamo su Raidue nel programma “Cercando cercando”, ne “I Guastafeste” in onda su Italia 1 e ancora negli “Esami non finiscono mai” su Raitre. La sfacciataggine naturale e quel suo dardeggiare anarchicamente con le parole, gli fa conquistare un significativo spazio all’interno dell’innovativo programma “Le Iene”. E’ l’edizione del 1999, condotta dalla scoppiettante Simona Ventura. L’ex animatore turistico, di nero vestito, realizza surreali interviste a numerosi politici delle più diverse aree politiche. Buttiglione, Curzi, Cossutta... inconsapevoli ostaggi dei nonsense dell’incalzante intervistatore. Teo parla del nulla e loro rispondono, fingendo di aver compreso le incomprensibili domande. Per lo showman romano si spalanca l’ingresso nella seconda serata di Raidue. Accede alla conduzione di “Libero”, dove ripropone gli immancabili bluff telefonici, già sperimentati nel suo locale. Il comico - complice ogni volta un personaggio diverso (Milly Carlucci, Franco Califano, Gigi Marzullo) - propone esilaranti scherzi al telefono. In una teca di cristallo, giace ornamentale una fanciulla: Flavia Vento, che occhieggia placidamente dal basso del suo cubo di  plexiglas. Una trovata a suo modo geniale, che non lascia muti i paladini del politically correct.

Teo profana anche il grande schermo grazie a “Streghe verso Nord” di Giovanni Veronesi, dove è al fianco di una bellissima “strega”, Emmanuelle Seigner, forse l’unica immagine da rammentare.  Borgataro sì ma nonostante tutto dotato di un certo fascino, intesse una liaison con Samantha De Grenet. L’iconoclasta mediatico è mattatore, nel 2002, de “Il protagonista” su Italia 1. Contemporaneamente è intruso fisso in “Carramba che sorpresa” su Raiuno. Azzeccato conduttore di “Veline” di Antonio Ricci, rifà il verso allo stesso programma con “Velone”. Qui Mammucari - supportato dall'immancabile Gabibbo - esplora il territorio italiano alla ricerca di attempate over 65 che, pur di strappare un minuto di celebrità, si lasciano massacrare dal presentatore. Instancabile ed inossidabile prosegue la tournée teatrale con “Il giorno della marmotta” per la regia di Paola Tiziana Cruciani. Nel 2004 ritorna su Raidue con una seconda edizione di “Libero”. Tenta nuove sperimentazioni televisive e si ripresenta su Mediaset con un nuovo programma dal titolo “Mio fratello è pakistano”. I veri protagonisti della trasmissione sono un gruppo di extracomunitari che vengono in contatto con gli usi e costumi del nostro Paese. L’insieme è servito con gli ormai consueti scherzi e tratteggiato dalla presenza di personaggi stravaganti e anticonformisti. Teo non risparmia proprio nessuno e nella sigla di apertura della trasmissione intona un ritornello che dice “www dai sciogliamo i Pooh, www non ne possiamo più… salva la nazione, firma pure tu, cogli l’occasione, dai sciogliamo i Pooh”. Goliardicamente sconfina fino ad imbrattare un quasi monumento nazionale come il notissimo gruppo pop, inimicandosi i fedelissimi fans della vetusta band. Alquanto kitsch (anche se spacciato per sperimentazione di nuovi format mediatici) è il programma “Distraction”, condotto da Teo su Italia 1 nel 2006. Gioco a quiz (Mike Bongiorno inorridirebbe!) con sfigati vip che devono rispondere a puerili e scontate domande. Clou della trasmissione una Lecciso senza mutande ed un capezzolo della Carmen Di Pietro in tutta la sua ingombrante visibilità. Il guastatore mediatico è di nuovo invadente e spietato conduttore nella trasmissione “Cultura moderna” su Canale 5, accompagnato dalla sensuale valletta brasiliana Juliana Moreira. Questa volta un gruppo di fatui concorrenti deve indovinare l’identità di un vip celato in una cabina. E’ il fotogramma di un’Italia semi-inebetita, confusa. Ed è proprio su questo terreno che il nostro Teo si invola a suo agio. E’ l’anticonduttore per eccellenza, non si prostra in sorrisi e bieche smancerie e il suo pubblico lo ama proprio per questo. Romanticamente si innamora di Thais Wiggers, bellissima ex velina di “Striscia la notizia”. E’ un continuo lascia e prendi, come vuole la migliore tradizione delle storie appassionate e calienti. Teo scalpita. Parte da solo per due mesi in Florida. Al ritorno riaffiorano le schermaglie amorose con la travolgente Thais. A giugno 2008 l’irriverente, caustico Teo è l’emozionato e candido papà di Giulia. Riavutosi dalla indescrivibile nuova esperienza umana, la “canaglia”  (televisivamente parlando!) conquista il ruolo di co-conduttore in “Scherzi a parte” 2009, strattonando di battuta in battuta un pilastro come Claudio Amendola. Fra i due “machi” per antonomasia, una vellutata Belen Rodriguez. Popolare, “guru” di periferici sfrontati, Teo Mammucari riscatta le umane viltà, beatificandole come indispensabili vezzi.  Se riuscirà a disciplinarsi, avrà un lungo successo: il futuro del suo stile è un bel quiz (spesso si nasce incendiari e si finisce pompieri). Al momento, ha disfatto la tivù tradizionale e ne ha proposto una nuova, insolita, ribelle divertente.


(04 maggio 2010)

 

 
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