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NERI MARCORÈ

Nato il 31 luglio 1966 a Porto Sant’Elpidio.     F **

L’apparenza inganna. Fisionomia bonaria ed anche un po’ stralunata, mite ma impeccabile nel puntualizzare le proprie idee. Neri Marcorè è sostenuto dall’influsso preponderante del suo segno zodiacale, il Leone. L’appartenenza vagheggia un temperamento coraggioso e misurato, che si estende verso sfide per altri inarrivabili. Marchigiano di Porto Sant’Elpidio, riceve in dote il nome Neri perché così si chiama un fraterno amico di papà Marcorè. Impacciato e timido, a soli otto anni si diletta in una parodia di Ornella Vanoni. E’ bravo e diligente a scuola, secchione, ma generoso con i suoi compagni. Una sua ex professoressa di matematica lo ricorda silenzioso ed obbediente, ma all’occorrenza un terremoto se si tratta di impersonare un altro da lui. Brillantemente si diploma “Interprete parlamentare in inglese e tedesco” alla “Carlo Bo” di Bologna. L'austero titolo non gli impedisce di trastullarsi sulle piazze di provincia in spettacoli viaggianti organizzati dal conduttore radiofonico Giancarlo Guardabassi, esplorando le sue notevoli capacità di intrattenitore ed imitatore. Esordisce in tv nel 1988 nella storica arena de “La corrida”, ancora guidata dal grande Corrado. Di lì a poco accompagna, insieme con molti altri, il successo di “Stasera mi butto”, varietà condotto da Gigi Sabani. Primi anni Novanta: riesce a strappare una partecipazione nel programma della domenica pomeriggio “Ricomincio da due” condotto da Raffaella Carrà. Autocritica ferma e veemente autoironia portano il ragazzo marchigiano verso il teatro, con un severo impegno e un apprezzabile talento.  Debutto ne “La finta malata di musica” di Carlo Goldoni, poi “Casablanca” e “Snoopy”.  Si esibisce, vivace e puntuale, anche nella commedia musicale “Beluschi, sesso, droga and rock'n' roll”. Co-protagonista  - insieme con Francesco Pannofino (nei panni di John Beluschi)  - dell’agrodolce avventura esistenziale dell’attore americano, Neri incarna l’amico inseparabile (Dan Aykroyd).  Per l’attore-regista Pietro Natoli, diviene un volto cinematografico nel film “Ladri di cinema”. E’ bravo, si impegna, è corretto con i compagni di lavoro: ha raggiunto una sonnacchiosa, limitata popolarità. Solito tran tran: unicamente in tv, si arriva ai vertici della popolarità. L’imprinting televisivo, per lui, si fa risalire allo show satirico “Pippo Kennedy Show” con Corrado e Sabina Guzzanti.  Marcorè elettrizza i telespettatori con un americanissimo “rincoglionito” Gianni Riotta e con un dislessico e ciondolante Alberto Angela, smarrito nelle catacombe dell’Antica Roma.  Benché scevro da tentazioni divistiche,  è inseguito da Rai e Mediaset. Si districa abilmente in programmi come “La posta del cuore” (sempre con Sabina e Corrado Guzzanti) e “Ciro”, con Natasha Stefanenko ed Enrico Bertolino, con i quali si intrattiene anche in un'altra divertente trasmissione: “Convenscion, alle soglie del nuovo secolo”. Sbaraglia l’audience con l'esilarante “Ottavo nano”. Indimenticabile la parodia sugli sceneggiati anni Sessanta, colorati di un nostalgico bianco e nero. Marcorè, vestito da ufficiale russo - “il conte Swaroski” - fuoriesce dal seppiato filmato di un fantasioso sceneggiato e, con passo marziale, sbarca nello studio televisivo. Dinnanzi ad una abbagliata Dandini, recita enfaticamente lo stesso copione del fittizio feuilleton. Trasloca temporaneamente a Mediaset, cooptato in “Mai dire gol” dalla dissacrante ciurma della Gialappa’s Band. Neri ha una innata capacità di delineare in modo ineccepibile le sue imitazioni, rendendo argutamente accattivanti e simpatici i personaggi da lui presi di mira. Dipinge alla perfezione l'onnipresente professor Morelli, catodico psicologo che snocciola solo ovvietà. Si cala nel doppiopetto di un Maurizio Gasparri che, candidamente, confessa di non aver letto il Decreto legge che porta il suo nome. Bamboleggia beota nella rappresentazione di un Jovanotti, che farcisce le sue canzoni di triti e banali luoghi comuni. Mai una debacle che sfiori il cattivo gusto. Il ruffiano candore di Marcorè nobilita ogni interpretazione. Poi la Rai gli consegna la conduzione dell'erudito bookgame “Per un pugno di libri”, in onda ogni domenica pomeriggio su Raitre. Qui Marcorè battibecca soavemente con l’appassionato critico letterario Piero Dorfles, mentre due classi di liceali - di diversa provenienza - si fanno “torturare” dai due letterati adulti (secondo recenti indiscrezioni, questo bel programma - uno dei pochi che faccia cultura - sarebbe in procinto di essere soppresso). 

Brillante interprete di svariate pellicole cinematografiche, è protagonista (tra gli altri) de “Il cuore altrove” di Pupi Avati, “Baciami piccina” di Roberto Cimpanelli e “Gli amici del bar Margherita”, ancora diretto da Avati. Torna in teatro con “L’apparenza inganna” di Ugo Dighero. Reclamato dal piccolo schermo, incanta milioni di teleutenti con un poetico e pragmatico personaggio nella fiction “E’ poi c’è Filippo”, in onda su Canale 5. Carabiniere, ladro, autistico “sui generis”. C’è una stagione per tutto. Ed ecco che giunge, incredibilmente per lui, il ruolo-principe: quello di un Papa in uno sceneggiato televisivo. Neri viene interpellato per interpretare Albino Luciani, erede di Pietro per soli trentatrè giorni. Immediatamente (e comprensibilmente) pensa ad uno scherzo. No, vogliono proprio lui, il marchigiano poliglotta dallo sguardo sornione. La fiction “Papa Luciani  - Il sorriso di Dio” va in onda su Raiuno in due puntate. L’attore-imitatore - pupillo della satira raffinata e antieroe cinematografico - appare perfetto  per interpretare il ruolo del mite e sfortunato Giovanni Paolo I. Anche le alte sfere vaticane avallano “liturgicamente” la scelta dell'artista, forse per un particolare svelato della vita privata di Marcorè. Secondo le cronache, il bel giovanottone - 188 cm di altezza - avrebbe assaporato i piaceri carnali con una sola ed unica donna, Selene, divenuta poi sua moglie (matrimonio con tre splendidi bambini). Ma Marcorè è anche capace di barattare il video con la radio e con Riccardo Pandolfi, su Radiodue, architetta stravaganti scenette nella trasmissione “Siamo se stessi”. Neri sa scegliere il meglio per sé.  Inevitabile l’incontro, postumo, con un controverso e genialissimo Giorgio Gaber. Pescando a piene mani nella produzione discograficamente letteraria dell’indimenticato Gaber, porta in scena “Un certo signor G”. Vezzeggiato, ancora, dalla Rai, si aggiudica il ruolo del fascinoso romantico Michele nella fiction “Tutti pazzi per amore”, amalgamandosi perfettamente con una dolcissima Stefania Rocca ed un “instupidito” (per amore) Emilio Solfrizzi. Della serie televisiva va subito in onda il sequel: il rinsavito sciupa femmine Michele appare in veste di angelo-narratore, con tanto di ali bianche. Dinamico e con gusto smodato per i travestimenti più disparati, Marcorè di tanto in tanto fa capolino nel talk show “Parla con me” condotto da Serena Dandini e Dario Vergassola. Qui possiamo imbatterci in uno stralunato Zapatero piuttosto che in un vacuo Capezzone o in uno “sciamannato” Ligabue. E il vero Ligabue - quello in carne ossa - sembra non apprezzare molto la straordinaria imitazione tratteggiata da Marcorè.                        

Recentemente, è attratto ancora dal teatro: nello spettacolo “Attenti a quei due”, coinvolge l'amico cantautore Luca Barbarossa in un viaggio teatrale dove i due, scambiandosi confidenze e rievocando i loro percorsi professionali ed umani, commuovono e divertono il pubblico in sala. Imitatore, conduttore, attore ed anche cantante. Un artista senza dubbio eclettico e talentuoso, il nostro Marcorè, sostenuto anche da un buon carattere e da una sana dose di modestia (virtù sempre più rara tra nani e ballerine). 

(marzo 2010)



Neri Marcorè imita Alberto Angela in Parla con me





(Il Giornale, 24/03/2010)
«Tutti pazzi» e basta, anche senza amore
C’è anche Neri Marcorè che li guarda tutti dal Paradiso. Lui se ne sta lassù vestito di bianco, calpestando cotone idrofilo, ricevendo le visite di chi lo evoca in sogno, sorridendo delle umane sorti. Un Bonolis senza Lavazza che gli sceneggiatori hanno deciso di spedire all’altro mondo. C’è un surreale Pietro Taricone che fa il grafico per il settimanale femminile dove lavorano tutte le eroine della fiction di Raiuno

(Adnkronos, 26-03-10)
Tv: Marcore', potrei tornare a recitare in 'Tutti pazzi per amore'

(Panorama, 30/03/2010)
“Tutti pazzi per amore 2″: addio a Marcorè, scompare la Rocca. Ma il successo rimane…
Probabilmente starà diventando una moda: dopo Paolo Bonolis e George Clooney, anche Neri Marcorè è finito in paradiso 

(La Repubblica ed. Genova, 16/04/2010)
Marcorè trionfa con Saviano ma lo scrittore resta blindato
Tutto esaurito al Modena per la prima di Terra Madre, con Neri Marcorè e Claudio Gioè.
Ma l'autore non c'è: troppo pericolosa la trasferta genovese
Marcorè trionfa con Saviano ma lo scrittore resta blindato

(ANSA, 26/04/2010)
MARCORE' IN CAMEO DOCU-FILM SU TAMBURINI
Architetto ascolano di fine '800 progetto' palazzi in Argentina

(La Gazzetta dello Sport, 28/05/2010)
Neri Marcorè al Giro
L’attore sarà ospite degli organizzatori per seguire da vicino le fasi più importanti
della Brescia-Aprica che potrebbe rivelarsi decisiva per la maglia rosa di Verona




 
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