L’apparenza
inganna. Fisionomia bonaria ed anche un po’ stralunata, mite ma impeccabile
nel puntualizzare le proprie idee. Neri Marcorè è sostenuto dall’influsso
preponderante del suo segno zodiacale, il Leone. L’appartenenza vagheggia un
temperamento coraggioso e misurato, che si estende verso sfide per altri
inarrivabili. Marchigiano di Porto Sant’Elpidio,riceve
in dote il nome Neri perché così si chiama un fraterno amico di papà Marcorè.
Impacciato e timido, a soli otto anni si diletta in una parodia di Ornella
Vanoni. E’ bravo e diligente a scuola, secchione,ma
generoso con i suoi compagni. Una sua ex professoressa di matematica lo
ricorda silenzioso ed obbediente,ma
all’occorrenza un terremoto se si tratta di impersonare un altro da
lui. Brillantemente si diploma “Interprete parlamentare in inglese e
tedesco” alla “Carlo Bo” di Bologna. L'austero titolo non gli impedisce ditrastullarsisulle
piazze di provincia in spettacoli viaggianti organizzati dal conduttore
radiofonico Giancarlo Guardabassi, esplorando le sue notevoli capacità di
intrattenitore ed imitatore. Esordisce in tv nel 1988 nella storica arena de
“La corrida”, ancora guidata dal grande Corrado.Di
lì a poco accompagna, insieme conmolti
altri, il successo di “Stasera mi butto”, varietà condotto da Gigi
Sabani. Primi anni Novanta:riesce
a strappare una partecipazione nel programma della domenica pomeriggio
“Ricomincio da due” condotto da Raffaella Carrà. Autocritica ferma e
veemente autoironia portanoil
ragazzo marchigiano verso il teatro, con un severo impegno e un
apprezzabile
talento. Debutto ne “La finta malata di musica” di Carlo Goldoni, poi“Casablanca”
e “Snoopy”. Si esibisce, vivace
e puntuale, anche nella commedia musicale “Beluschi, sesso, droga and
rock'n' roll”. Co-protagonista -
insieme con Francesco Pannofino (nei panni di John Beluschi) -
dell’agrodolce avventura esistenziale dell’attore americano, Neri incarna
l’amico inseparabile (Dan Aykroyd). Per
l’attore-regista Pietro Natoli, divieneun volto
cinematografico nel film “Ladri di cinema”. E’ bravo, si impegna, è corretto
con i compagni di lavoro: ha raggiunto una sonnacchiosa,limitata
popolarità. Solito tran tran: unicamente intv,
si arriva ai verticidella popolarità.
L’imprinting televisivo, per lui, si fa risalire allo show satirico “Pippo
Kennedy Show” con Corrado e Sabina Guzzanti. Marcorè elettrizza i
telespettatori con un americanissimo “rincoglionito” Gianni Riotta e con un
dislessico e ciondolante Alberto Angela, smarrito nelle catacombe
dell’Antica Roma. Benché scevro da tentazioni divistiche, è
inseguito da Rai e Mediaset. Si districa abilmente in programmi come “La
posta del cuore” (sempre con Sabina e Corrado Guzzanti) e “Ciro”, con
Natasha Stefanenko ed Enrico Bertolino, con i quali si intrattiene anche in
un'altra divertente trasmissione: “Convenscion, alle soglie del nuovo
secolo”. Sbaraglia l’audience con l'esilarante “Ottavo nano”.
Indimenticabile la parodia sugli sceneggiati anni Sessanta, colorati di un
nostalgico bianco e nero. Marcorè, vestito da ufficiale russo - “il
conte
Swaroski” - fuoriesce dal seppiato filmato di un fantasioso sceneggiato e,
con passo marziale, sbarca nello studio televisivo. Dinnanzi ad una
abbagliata Dandini, recita enfaticamente lo stesso copione del fittizio
feuilleton. Trasloca temporaneamente a Mediaset, cooptato in “Mai dire gol”
dalla dissacrante ciurma della Gialappa’s Band. Neri ha una innata capacità
di delineare in modo ineccepibile le sue imitazioni, rendendo argutamente
accattivanti e simpatici i personaggi da lui presi di mira. Dipingealla
perfezione l'onnipresente professor Morelli, catodico psicologo che
snocciola solo ovvietà. Si cala nel doppiopetto di un Maurizio Gasparri che,
candidamente, confessa di non aver letto il Decreto legge che porta il suo
nome. Bamboleggia beota nella rappresentazione di un Jovanotti, che farcisce
le sue canzoni di triti e banali luoghi comuni. Mai una debacle che sfiori
il cattivo gusto. Il ruffiano candore di Marcorè nobilita ogniinterpretazione.
Poi la Rai gli consegna la conduzione
dell'erudito bookgame “Per un pugno di libri”, in onda ogni domenica
pomeriggio su Raitre. Qui Marcorè battibecca soavemente con l’appassionato
critico letterario Piero Dorfles, mentre due classi di liceali - di diversa
provenienza - si fanno “torturare” dai due letterati adulti(secondo
recenti indiscrezioni, questo bel programma - uno dei pochi che faccia
cultura - sarebbe in procinto di essere soppresso).
Brillante
interprete di svariate pellicole cinematografiche, è protagonista (tra gli
altri) de “Il cuore altrove” di Pupi Avati, “Baciami piccina” di Roberto
Cimpanelli e “Gli amici del bar Margherita”, ancoradiretto
da Avati. Torna in teatro con “L’apparenza inganna” di Ugo Dighero.
Reclamatodal piccolo schermo,
incanta milioni di teleutenti con un poetico e pragmatico personaggio nella
fiction “E’ poi c’è Filippo”, in onda su Canale 5. Carabiniere, ladro,
autistico “sui generis”.C’è una
stagione per tutto. Ed ecco che giunge, incredibilmente per lui, il
ruolo-principe: quello di un Papa in uno sceneggiato televisivo. Neri viene
interpellato per interpretare Albino Luciani, erededi
Pietro per soli trentatrè giorni. Immediatamente (e
comprensibilmente)
pensa ad uno scherzo. No, vogliono proprio lui, il marchigiano poliglotta
dallo sguardo sornione. La fiction “Papa Luciani -
Il sorriso di Dio” va in onda su Raiuno in due puntate. L’attore-imitatore -
pupillo della satira raffinata e antieroe cinematografico - appare perfetto per
interpretare il ruolo del mite e sfortunato Giovanni Paolo I. Anche le alte
sfere vaticane avallano “liturgicamente” la sceltadell'artista,
forse per un particolaresvelato
della vita privata di Marcorè. Secondo le cronache, il bel giovanottone -
188 cm di altezza - avrebbeassaporato
i piaceri carnali con una sola ed unica donna, Selene, divenuta poi sua
moglie (matrimonio con tre splendidi bambini).Ma
Marcorè è anche capace di barattare il video con la radio e con Riccardo
Pandolfi, su Radiodue, architetta stravaganti scenette nella trasmissione
“Siamo se stessi”. Neri sa scegliere il meglio per sé. Inevitabile
l’incontro, postumo, con un controverso e genialissimo Giorgio Gaber.
Pescando a piene mani nella produzione
discograficamente
letteraria dell’indimenticato Gaber, porta in scena “Un certo signor
G”. Vezzeggiato, ancora, dalla Rai, si aggiudica il ruolo del fascinoso
romantico Michele nella fiction “Tutti pazzi per amore”, amalgamandosi
perfettamente con una dolcissima Stefania Rocca ed un “instupidito” (per
amore) Emilio Solfrizzi. Della serie televisiva va subito in onda il sequel:il
rinsavito sciupa femmine Michele appare in veste di angelo-narratore, con
tanto di ali bianche. Dinamico e con gusto smodato per i travestimenti più
disparati, Marcorè di tanto in tanto fa capolino nel talk show “Parla con
me” condotto da Serena Dandini e Dario Vergassola. Quipossiamo imbatterci
in uno stralunato Zapatero piuttosto chein un
vacuo Capezzoneo in uno“sciamannato”
Ligabue. Eil vero Ligabue -
quello in carne ossa - sembra non apprezzare molto la straordinaria
imitazione tratteggiata da Marcorè.
Recentemente, è attrattoancora dalteatro:
nello spettacolo “Attenti a quei due”, coinvolge l'amico cantautore Luca
Barbarossa in un viaggio teatrale dove i due, scambiandosi confidenze
e rievocandoi loro percorsi
professionali ed umani, commuovono e divertono il pubblico in sala.
Imitatore, conduttore, attore ed anche cantante. Un artista senza dubbio
eclettico e talentuoso,il nostro
Marcorè, sostenuto anche da un buon carattere e da una sana dose di
modestia (virtù sempre più rara tra nanie
ballerine).
(marzo
2010)
Neri Marcorè imita Alberto Angela in Parla con me
(Il Giornale, 24/03/2010) «Tutti pazzi» e basta, anche senza
amore
C’è anche Neri
Marcorè che li guarda tutti dal Paradiso. Lui se
ne sta lassù vestito di bianco, calpestando cotone
idrofilo, ricevendo le visite di chi lo evoca in
sogno, sorridendo delle umane sorti. Un Bonolis
senza Lavazza che gli sceneggiatori hanno deciso di
spedire all’altro mondo. C’è un surreale
Pietro
Taricone che fa il grafico per il settimanale
femminile dove lavorano tutte le eroine della
fiction di Raiuno
(Adnkronos, 26-03-10) Tv:
Marcore',
potrei tornare a recitare in 'Tutti pazzi per amore'
(Panorama, 30/03/2010) “Tutti pazzi per amore 2″: addio a
Marcorè,
scompare la Rocca. Ma il successo rimane…
Probabilmente starà diventando una moda: dopo Paolo
Bonolis e George Clooney, anche
Neri
Marcorè è finito in paradiso
(La Repubblica ed. Genova,
16/04/2010) Marcorè
trionfa con Saviano ma lo scrittore resta blindato
Tutto esaurito al Modena per la prima di Terra
Madre, con Neri
Marcorè e Claudio Gioè.
Ma l'autore non c'è: troppo pericolosa la trasferta
genovese
(ANSA, 26/04/2010) MARCORE'
IN CAMEO DOCU-FILM SU TAMBURINI
Architetto ascolano di fine '800 progetto' palazzi
in Argentina
(La Gazzetta dello Sport,
28/05/2010)
Neri Marcorè al Giro L’attore sarà ospite degli organizzatori per
seguire da vicino le fasi più importanti
della Brescia-Aprica che potrebbe rivelarsi decisiva
per la maglia rosa di Verona