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GIANMARCO MAZZI

E’ nato a Verona il 1 luglio 1960.   D** 

Il suo curriculum ufficiale, autorizzato da lui, è scarno. Veronese, studi classici, laurea in giurisprudenza. Gianmarco Mazzi dal 1981 si occupa di musica e spettacolo, lavorando anche nel settore discografico e collabora con grandi artisti italiani. Si occupa di volontariato.
A Sanremo nel 2004 segue la direzione artistica di Tony Renis; nel 2005 e nel 2009 con Bonolis, e nel 2006 con Panariello, è direttore artistico musicale. Nell’edizione di quest’anno condotta da Antonella Clerici e’ direttore artistico del Festival.  Solo questo, nella nota ufficiale. Posso aggiungere che, avendo lavorato con lui in tre edizioni del Festival, qualche mezza idea me la sono fatta. E' un uomo esperto, attento e astuto, con grandi capacità di mediazione (difficile, se non quasi impossibile, litigare seriamente con lui). Intreccia con esemplare costanza rapporti politici, di lavoro, artistici e sa trovare e avvicendare le "sponde" giuste su cui far riferimento: a volte con malagrazia, cosa che provoca chiacchiere superflue e risentimenti probabilmente evitabili. Una volta sul suo cellulare erano segnalati 368 sms in arrivo: mai visto qualcosa di simile. Credo comunque che Mazzi sia ancora alla ricerca di una "sua" totale e personale affermazione, nel bene e nel male: difficile attribuire a lui il successo dei due Festival di Paolo Bonolis, ingiusto sarebbe fargli pesare il flop di Panariello. E nel 2010? A mio parere ha tratto grande forza dall'alleanza con Lucio Presta, che lo ha sostenuto con tutte le risorse di cui era in possesso. E ha svolto indubbiamente un buon lavoro: non abbiamo avuto sul palco i promessi Baglioni e Dalla, Ramazzotti e Jovanotti, Venditti e Tiziano Ferro, eccetera eccetera. e neanche Ligabue, annunciato da agosto fino all'ultimo minuto, però il cast dei cantanti in gara e il livello delle canzoni era più che buono, e soddisfacente il gruppo degli otto che hanno celebrato, nella serata di giovedì, la cosiddetta "leggenda" di Sanremo. Sul piano psicologico, segnalo la tendenza di Mazzi (che poi è diventata nelle riunioni un pretesto per battute e frecciate) ad analisi sfibranti, che partono da estenuanti premesse: sarò malizioso, ma penso che questa insistenza dialettica non sia dovuta solo a una certa, reale vocazione allo sproloquio, ma anche un espediente per studiare il campo, verificare umori e obiezioni... e alla fine è difficile trovare Mazzi dalla parte di chi sostiene la tesi perdente. Negli anni della dominante democrazia cristiana, Mazzi sarebbe diventato un politico importante: anche oggi, se incoraggiato dai numerosi amici in An (e non solo), potrebbe esserlo, così come avrebbe potuto essere un alto prelato, magari anche in Vaticano, se avesse scelto di indossare la tonaca, o anche un buon diplomatico, se avesse fatto gli studi adatti. Convengo che fare il direttore artistico di Sanremo, e muoversi prima durante e dopo, abilmente, nei labirinti visibili e invisibili delle case discografiche, sia più piacevole e gratificante. Medito di scrivere un pamphlet, mi auguro garbato e ironico, sull'inutilità e la pericolosità della figura del direttore artistico al Festival di Sanremo: è la Rai che può tranquillamente avocare a se stessa le decisioni indispensabili e affidare questo compito, sul piano organizzativo e delle relazioni, a uno dei tanti dirigenti preparati e competenti di cui dispone, evitando così numerose incomprensioni e lentezze, nonchè qualche confusione su ruoli e prerogative. Ma si tratta di una opinione complessa e delicata, che non si può risolvere, qui, in poche righe. Solo per dare l'idea, insomma... Attribuire a Mazzi due stellette per aver "disfatto" non è solo un giudizio, ma una provocazione per pungolarlo a dare in futuro, senza freni e compromessi, il meglio di sè. C'è, tra altre situazioni, un momento particolare in cui Gianmarco avrebbe potuto esporre la sua indipendenza e l'autorità necessaria per assumere una presa di posizione, legata strettamente al suo ruolo di direzione artistica: il caso Morgan. Perché Morgan avrebbe dovuto salire sul palco di Ariston, secondo il desiderio suo, di Antonella Clerici e di gran parte del gruppo di lavoro. Confesso di essermi sentito mortificato e avvilito, la sera di giovedì 24 febbraio, quando ad Annozero Michele Santoro, uno come noi all'interno dell'universo Rai, è riuscito non solo a imporre Morgan come personaggio centrale del suo talk, ma anche a metterlo nella condizione di cantare la canzone proibita.  Santoro ha avuto questa capacità, noi no. Chapeau! Ma le due stellette, confermo provocatorie, si riferiscono anche al fatto, individuato da molti critici, che il Festival della canzone italiana nel 2010, dopo sessant'anni gloriosi, è virtualmente finito, per lasciare il posto, attraverso un risultato trionfale, con il televoto e i talent, al Festival della canzone televisiva.  Che sia un bene, di certo per gli ascolti, o un male, di certo per la qualità delle canzoni, si capirà meglio in futuro. Ma così è, se vi pare.

(febbraio 2010)

Per Sanremo spunta un altro solito noto: Fabrizio Frizzi
Intanto Gianmarco Mazzi, direttore artistico degli ultimi anni, non è stato ancora riconfermato.
Anche lui, che nel caso di riconferma avrebbe ovviamente voce in capitolo sulla scelta della conduzione, attende di sapere quale progetto porta avanti l’azienda. Dall’idea di base, discende tutto il resto. Insomma, siamo ancora in alto mare




Il Giornale, 30/08/2010

Dietro le quinte di Sanremo. Il Festival, la Rai e chi comanda
"MA CHE BRAVI MAZZI E PRESTA"
(E POI LANZA ATTACCA ENTRAMBI)




di Renato Franco, CORRIERE DELLA SERA, 07-11-10

Sanremo, scontro sul contratto del direttore



Panorama, 03-12-10

 

 
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