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CRISTIANO MALGIOGLIO   

Nato il 23 Aprile 1950 a Ramacca (Catania)        F**

“Cara madre! Scrivo solo per oggi. Grazie alla bontà della contessa e alla gentilezza del conte sto sempre meravigliosamente: il paesaggio e l'aria sono eccellenti, la vita nell'antico e piccolo convento è molto idillica e la compagnia stimolante. Faccio molta musica: la contessa mi rende felice dicendo di trovare il mio 'Guntram' molto bello. (…) Tutta questa singolare vita di campagna in così buona compagnia mi si addice moltissimo; e intanto, piano piano, porto a termine il mio secondo atto! Tantissimi saluti! Il Vostro lietissimo Richard”. Queste righe, con la firma di Richard Strauss, risalgono al 23 maggio 1893. Il musicista tedesco (da non confondere con gli Strauss viennesi, padri dei famosissimi walzer) ragguaglia la madre circa il suo soggiorno a Ramacca, un suggestivo paesino abbarbicato alle falde dell'Etna. Qui il compositore è ospite della contessa Blandine von Bulow e del conte Biagio Gravina, suo marito. La nobile coppia, proprietaria dell'antico feudo siciliano, lo accoglie nell'ex convento dei padri cappuccini (oggi Villa Blandine), dove Strauss completa la stesura del secondo atto del “Guntram”, sua prima opera lirica. Una creazione particolarmente fortunata, portata a termine sullo stesso pianoforte utilizzato da un altro illustre Riccardo - Wagner - per comporre nel 1881 “L'inno dei mietitori”, che è parte integrante del “Parsifal”. Il genio di Lipsia, del resto, è di casa a Ramacca. Sua moglie Cosima (figlia di Franz Listz) aveva sposato in prime nozze il direttore d'orchestra Hans von Bulow, da cui ebbe due figlie, Daniela e Blandine, quest'ultima data poi in sposa proprio al conte di Ramacca. Ammaliato dal fascino di quei luoghi, scaldato dalla dolcezza di un'eterna primavera, guidato dagli intensi profumi degli aranceti e dai vivaci colori di una terra fuori dal tempo e dallo spazio, Wagner trova la perfetta ispirazione per le sue monumentali opere. Non finiscono qui le suggestioni riferibili a Ramacca. Tra le tante amanti di Gabriele D'Annunzio compare, infatti, la principessa Maria Gravina Cruyllas di Ramacca, nipote del conte Biagio. Il 2 maggio 1883, nella sontuosa Villa Blandine, nasce Gabriele Dante, figlio mai riconosciuto dal poeta abruzzese. Il quale tuttavia è lì, pronto ad assistere l'amata Maria (di lì a poco, la lascerà per la divina Eleonora Duse).

Un luogo incantato, Ramacca: ricco di storia, amori ed arte. Qui il piccolo Giuseppe Cristiano Malgioglio attraversa la sua fanciullezza.  Artista sensuale e poetico, rappresenta, negli anni Settanta, l’avanguardia del trasformismo e della ossessionata ricerca di look, sempre più accattivanti e dissacranti. Ex studente universitario di lingue e letteratura straniera, deve la sua scoperta ad un finissimo cantautore, Fabrizio De André - che gli fa ottenere un contratto con la casa Ricordi. Nel 1967, un giovanissimo ed ancora sconosciuto Cristiano scrive per Roberto Carlos la bellissima canzone “La donna di un amico mio”. E’ l’inizio di una variegata carriera. Nel tempio della canzone italiana, Sanremo - edizione 1974 -, presentato per la prima ed ultima volta da Corrado, Iva Zanicchi, di nero vestita, porta al successo “Ciao cara, come stai?”,  brano intriso dalle amarezze dell’amore. Autore, Malgioglio.  Il tuffo nel vertiginoso business musicale si consolida, ancor di più, per il giovinetto di Ramacca. E’ incoronato dallo stesso Roberto Carlos, cantautore brasiliano di fama internazionale, come paroliere di fiducia delle versioni italiane dei suoi brani. Già nelle prime canzoni, “Io ti propongo”, “Frammenti” e “Testarda io (La mia solitudine)”, vengono sviscerate storie audaci, spesso fondate su infelici passioni e deflagranti amori. E proprio “La mia solitudine”, interpretata ancora da Iva Zanicchi, viene omaggiata dall’attenzione di un raffinato regista, Luchino Visconti: il brano scorrerà sul grande schermo tratteggiando momenti intensi del film “Gruppo di famiglia in un interno”. E un'altra artista dalle mille sfaccettature accetta di interpretare un testo da lui scritto: Mina cesella con la sua ineguagliabile voce uno dei brani scandalosi di quegli anni. “L’importante è finire”, canzone che racconta, senza nulla lasciare all’immaginazione, i febbrili lampi di un amplesso. Il titolo originale (ancor più sapido) “L’importante è venire”, non sfugge alla mannaia impietosa della censura. Ma, a dispetto di questa, diviene una “cultsong” dal successo stratosferico. Per la regina indiscussa della canzone italiana, Malgioglio scrive altre canzoni, “Mi mandi rose” e “Giuro di dirti la verità” e la provocante “Ancora, ancora, ancora” (è il 1978, sigla finale di “Mille e Una Luce”). Mina si esibisce per  l'ultima volta alla Bussola, interpretando, con la dirompente carica erotica che la contraddistingue, questa ennesima audace canzone: è tutto esaurito, ma dopo tredici serate  è costretta a interrompere le esibizioni perché si ammala, da quel momento Mina non apparirà mai più in pubblico.

Corteggiato dal Gotha degli interpreti italiani, che vedono in lui l’autore capace di valorizzare illimitatamente le più diverse personalità musicali, Cristiano si concede generosamente ad un altro gigante della musica italiana, Adriano Celentano, che lo arruola per comporre i testi dell’album "Ti avrò". "Se sei tu l'angelo azzurro, questo azzurro non mi piace, la bellezza non mi dice le parole che vorrei; quanti baci e tradimenti, lacrimoni e pentimenti fan di te una donna sola che da sola resterà". Il refrain dell’“Angelo azzurro” scritta dalla strana coppia tutta sicula Malgioglio-Balsamo si ascolta ovunque e si balla anche in discoteca. L’hit song invade le radio e i jukebox di mezzo mondo. E nulla arresta le innumerevoli collaborazioni artistiche dell’eccentrico cantautore, che predilige, quasi sempre, interpreti femminili per le sue composizioni. Da Patty Pravo a Ornella Vanoni, Dori Ghezzi, Giuni Russo... Per Raffaella Carrà scrive “Forte, forte, forte”, “Innamorata”, “Ciak”.  Bulimia d’amore nella bellissima ballata “Cocktail d’amore, dedicata al senso di solitudine di una donna (ma potrebbe essere anche un uomo), che trascinandosi in discoteca cerca qualcuno da amare, anche per una sola disperata notte. Il pezzo raggiunge i vertici delle hit grazie anche alla voce roca e coinvolgente di Stefania Rotolo, talentuosa showgirl prematuramente scomparsa nel 1981: innumerevoli le covers straniere di questa prorompente canzone. Il versatile Malgioglio si balocca con motivetti alquanto osé. "Sbucciami" (1979) è una metafora sessuale, il cantante si paragona ad una specie di frutto proibito da mangiare e consumare avidamente: "Coglimi frutto fresco tuo sarò, mangiami fino a che ti sazierò”. Amenità da artista. Braccato dal successo, icona di “diverso” stile negli strabordanti anni Novanta, coccolato come pochi altri, elegge Cuba e l’America latina in generale come il suo buen retiro. Rinasce da se stesso ogni volta e scrive per sé interpretando brani dai testi forti, con chiarissimi doppisensi e allusioni sessuali (mentre le canzoni scritte per gli altri, a parte quelle per Mina, sono intensi dialoghi amorosi o racconti di solitudine e storie d'amore tormentate). Tra i suoi successi, "Scandalo", "Nel tuo corpo", "Maledizione io l'amo", "Toglimi il respiro" (versione italiana di "Take my breath away", colonna sonora di “Top Gun”). Brani che gli regalano grande fama soprattutto in America Latina. I testi di tutte le mie canzoni - ricorda Cristiano - sono stati scritti all'Havana. Cuba è la mia seconda patria. Amo la gente di quel Paese, la loro allegria e la loro saudade. E' un Paese dove vorrei vivere la mia vecchiaia. E poi in spagnolo canto meglio. Ho la voce più sensuale”. Apparentemente svagato, al contrario è un ottimo osservatore della realtà che lo circonda. In tutta la sua carriera realizza ben ventitré album. Così, la poliedricità del personaggio, l’emotività estrema ed una simpatia irresistibile lo conducono come ospite di numerose trasmissioni televisive. Il look particolare, capelli bicolori, eccessivi occhiali da sole, oratoria diretta con frequenti pennellate siciliane, è televisivamente vincente, raccoglie significativi consensi, accompagnati da critiche feroci. Con Massimo Giletti entra nella squadra dei timonieri di “Casa Raiuno”: insieme con Caterina Balivo, l’ironico Cristiano si prende in giro negli spazi più scherzosi e divertenti del programma. Aldo Grasso pontifica: “Demenziale 'Casa Raiuno'.... si è scritta una grandiosa pagina di tv, ineguagliabile per assurdità e sprezzo del ridicolo”. Malgioglio si diletta in ospitate varie. Nel programma di Carlo Conti “I raccomandati” è spietato giudice di gara. In altre succose apparizioni rivela storie e retrostorie, che a volte sembrano assolutamente inventate, su personaggi famosi. E' uno dei pochi artisti italiani ad aver fatto coming out sulla sua omosessualità
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Poi arriva il terribile
 2006, quando  è coinvolto nell'uragano di “Vallettopoli”, sospettato di proporre ragazzi e ragazze pronti a concedersi sessualmente per ottenere favori nel mondo televisivo. Non è mai indagato, ma soltanto ascoltato come persona informata dei fatti. Profondamente ferito da questa scabrosa vicenda, in ibernazione per un certo periodo... Non appare in televisione, ma debutta come attore in un episodio della fiction “Di che vizio sei” di Pier Francesco Pingitore: rappresenta la superbia, anche se non si sente titolato per rappresentare questo vizio capitale. Si consola con la sua  amante di sempre, la musica. Nel 2007 realizza l’album “Quando tu non mi vedi”: diciotto canzoni che raccontano tutte le angolazioni dell’amore. Un brano è dedicato anche a Platinette, personaggio che dice di adorare e stimare moltissimo. In un altro è contenuto un omaggio a Silvio Berlusconi, ispirato da mera simpatia nei confronti dell’uomo e non del politico. E poi il canto di un eterosessuale che si innamora di un gay. Ancora e sempre l’America Latina e soprattutto Cuba nella sua vita. Che lo induce a dare un consiglio: non innamorarsi mai di un cubano. Forse Cristiano metabolizza in musica una sua esperienza reale. In quello stesso anno, già provato dalla vicenda giudiziaria, Malgioglio attraversa anche il dolore cocente per la morte del padre: la sua sensibilità è  fragile e marmorea. Fantastica poi sulla possibilità di recitare in una pièce teatrale al fianco del suo rivale di sempre, Leopoldo Mastelloni, e della “marlonbrandina” Maria Schneider. Personaggio fuori dalle righe, anticonformista tentato, a volte, da moralisteggianti commenti, definito dalla folla  dei suoi detrattori “baraccone” (e lui tiene a precisare che anche Mae West era definita tale), è al centro di gustose ed irriverenti imitazioni. Le più pregevoli, quella di Max Giusti a “Quelli che il calcio” e quella di Nicola Savino nella trasmissione radiofonica “Ciao belli”.  Come per altri suoi illustri colleghi si abbatte anche su Malgioglio l’immancabile reality. “Isola dei famosi”, edizione numero sette: il superdivo giunge sull’isola già provato da una austera dieta:  levigato ed abbronzato, dichiara che non andrà come Cristiano, ma addirittura come Naomi Campbell.Tentato sempre dall’iperbole della boutade, immagina di naufragare in compagnia di Colin Farrell e Denzel Washington... compagni d'avventura con cui rimarrebbe naufrago a vita, dice. A Cayo Cochinos Cristiano baratta Colin Farrell per il nostrano e  certamente più  grossier Francesco Coco, ex calciatore ed ex di molte bellissime. Per lui ruba l’acqua dolce perché si possa fare una rigenerante doccia, lenendo così la screpolatura della apollinea epidermide.  Dall’inospitale isola, il “patinato” sopravvissuto scocca un originale sos alla sua musa ispiratrice, Mina. E la regale interprete si concede per interpretare un brano partorito dalla tormentata mente del compositore siculo. Per la divina Cristiano inoltre traduce in italiano il testo della canzone “Questa vita loca”. Evergreen, torna alle sue mise sgargianti ed ai suoi capelli diversamente colorati all’interno della  trasmissione “Quelli che il calcio”, condotta dall'inossidabile SuperSimo Ventura. E trova il tempo di realizzare un nuovo album, “Papaya”struggente e ironico - pieno di confessioni quasi sempre personali ed intime. Fra tutti i brani, a parte una versione venata da ironica malizia di “Gelato al cioccolato”, quello più emozionante e ricco di “saudade” è “All’alba dei miei anni”, dove malinconia e smarrimento sono compagni di un accidentato viaggio di vita. Un po’ re, un po’ “bambola”, graffiante e languido, eccessivo e capriccioso.  Lontano dai riflettori, adotta e sostiene una famiglia cubana. Non concede banali sostegni economici, ma ingaggia i componenti della stessa in lavori effettivi. Antonio si occupa dei suoi contratti con la radio e la televisione cubana, Johnny mette in ordine la casa che lui ha affittato sull’isola all’Avana, mentre per Noemi, sua figlioccia, progetta un futuro da interprete delle sue stesse canzoni. Infine per Gustavo, fragile ragazzo con problemi di salute, rappresenta un po' la seconda “mamma” italiana. Ha fatto, e tanto, per la musica italiana: per questo meriterebbe tante stellette al merito, questa lunghissima scheda è un segno della mia stima/simpatia.  Quanto alla televisione, ha fatto e disfatto qualcosa, ma ha anche regalato - se lo si giudica senza pregiudizi - momenti da ricordare.

(marzo 2010)



(Adnkronos, 16/03/2010)
Musica: Malgioglio, per 70 anni di Mina le regalero' mia canzone su parole di Busi

(La Repubblica, 16/03/2010)
Le mille bolle blu di Mina -Votate la vostra canzone
L'importante è finire -
Nel 1975 questa canzone scritta da Alberto Anelli e Cristiano Malgioglio, insieme a Ancora ancora ancora (1978) arrivano al successo grazie a una Mina sempre meno visibile sul piccolo schermo.

(Il Sole 24 Ore, 18/03/2010)
Malgioglio: «Mina. Nella nostra collaborazione feeling e leggende metropolitane»

(Adnkronos/IGN, 23/03/2010)
Malgioglio: "Amo Busi ma non mi sono piaciuti alcuni suoi doppi sensi"

(Il Giornale, 25/03/2010)
Cristiano Malgioglio: «Quand’ero naufrago sull’Isola la invocavo e scrivevo per lei»

(newnotizie.it, 07/04/2010)
Dopo l’outing di Ricky Martin, ecco i pareri degli artisti italiani
Cristiano Malgioglio: “Era ora! Io ho anche conosciuto un suo fidanzato cubano. Speriamo che anche da noi i cantanti gay, e mi creda ce ne sono tanti, comincino a sciogliersi le trecce”

 (Quotidiano.net, 24/05/2010)
Uno sceicco voleva comprare Malgioglio
E' successo in Tunisia: per lo showman sono stati offerti 10 cammelli.
Malgioglio avrebbe rifiutato inorridito

 

 
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