|
KARIM CAPUANO
Nato il 16 dicembre
1975 a
Barletta. D*
Capostipite
dei tronisti cosiddetti belli e
impossibili, Karim Antonio Capuano esordisce in televisione nel 2001 nel programma
“Uomini e donne”, turbando il
cuore ad un numero esagerato di indifese corteggiatrici, attratte dalla
sua mediterranea avvenenza, mescolata
a quell’aria arrogante e truce che - mistero dei misteri - piace tanto alle
donne. Dopo questo memorabile exploit, il Capuano trova dimora stabile nei
contenitori domenicali, sia Rai
che Mediaset, e lì, con improvvisata e discutibile sapienza, allieta i
telespettatori nel ruolo di
opinionista - che da molti anni
non si nega più a nessuno. Nel 2003 arriva “La
talpa”, il reality show condotto da Paola Perego (all’epoca su Raidue).
Un’avventura nello Yucatan, che
il modello pugliese vive fino in fondo, arrivando in finale e
rivendicando l’attestato di vincitore morale. La conduzione di “Estate sul
due” in coppia con Maria Teresa Ruta è l’ultima apparizione televisiva significativa di
cui si ha notizia. Pausa di riflessione? Fose no. Il poliedrico Karim - non
soddisfatto della sua fulminea carriera in tv - si butta anche
nel cinema, che lo vede protagonista prima di “Parentesi tonde” (in ottima
compagnia: Raffaella Lecciso, Antonio Zequila e altre illustri meteore)
e poi de “Il latitante”, per la regia di Ninì Grassia. Poi più nulla,
silenzio tombale. E il mistero è
presto svelato. Dietro quell’aria da strafottente playboy, Karim nasconde
un animo gentile da cantautore. Nel
2006 incide il suo primo (e purtroppo non ultimo) singolo: “Pallone
marcio”. Spiegabilmente, il brano
non decolla (“Tutto lo stadio viene a ballar con me/Tutta la gente viene a
ballar con me/E il Presidente viene a ballar con me/E chi non ballerà di
certo non saprà che”…). Non è De
Andrè e, non contento, ci
riprova un anno dopo con “Cosa ti resta”, parimenti incompreso,
e cocciutamente, nel 2008, con “Di
sicuro”, ultimo singolo dell’artista-tronista: in questo caso, tra una rima
baciata ed un’altra, siamo rallegrati anche da un
ritornello in lingua inglese. E la
platea ammutolisce. Che il bel tenebroso di Barletta abbia finalmente capito
che la musica non è esattamente la sua strada? Chissà. La delusione è tale
che Karim si sfoga picchiando qua e là un po’ di gente per strada.
Nell’aprile del 2008 aggredisce un tassista, cercando
pure di portargli via la macchina. Si
difende dicendo che era ubriaco e che è stata, a 34 anni, solo
una “ragazzata”: il magistrato lo
condanna per rapina e lesioni a sei mesi di carcere (non scontati perché è incensurato) oltre
a una multa di 2000 euro. Passa un anno, e alza le mani su due ragazzotti in
cerca di autografi. La procura indaga. Avendolo conosciuto e perfino
temerariamente incoraggiato, posso osare: Karim è un efficace, anche se
minuscolo, simbolo del neorealismo televisivo. Gli è bastata una breve
stagione per dare un contributo a "disfare".
(dicembre
2009)
|