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ROSSELLA BRESCIA

Nata il 20 Agosto 1971 a Martina Franca (Taranto).  D *


Lei vorrebbe assomigliare a Demi Moore o Michelle Pfeiffer. E invece deve “accontentarsi” della sicilianissima Maria Grazia Cucinotta. Ognuno ha i guai suoi! All’inizio della carriera, infatti, Rossella Brescia viene spesso indicata quale sosia della suadente Musa ispiratrice di Massimo Troisi. Al punto da conquistarsi un goliardico (e malizioso) soprannome: “la Cucinetta”. Una somiglianza a tutti evidente: dai mediterranei colori ai lineamenti del volto, sino alle curve di un corpo rigoglioso e procace (93-60-93 sono i fortunati numeri della Brescia). Croce e delizia al cor… ma quando è troppo è troppo! Per la show-girl pugliese il perpetuo raffronto si trasforma negli anni in un fastidioso tormento da cui fuggire a gambe levate. E che gambe! Belle sì, ma soprattutto lievi, armoniose e feline. Come quelle di una ballerina provetta. Rossella, infatti, sogna sin da piccola un futuro in punte e tutù. Inizia a studiare danza classica, dedicandosi anima e corpo alla tersicorea arte verso la quale prova un amore sublime. Rockstar e calciatori sono il chiodo fisso di tante ragazzine. Per lei no. I suoi idoli si chiamano Madre Teresa di Calcutta e la grande etoile Alessandra Ferri. Niente male per un’adolescente di provincia! Però si sa, la danza è disciplina ferrea e spietata. E il fisico della fanciulla non è esattamente gracile ed etereo. Rossella si sente fuori posto e brutta. Anzi, “una cozza terribile - afferma lei (anche se si fa fatica a crederle del tutto) -: cicciotta, popputa, con dei baffi orrendi e le sopracciglia come due tappetini di moquette”. Ci pare esagerato… Ma tant’è: “Ero così orribile che i ragazzi non mi filavano manco per sbaglio”. Come ogni brutto anatroccolo che si rispetti, anche Rossella si tramuta ben presto in un elegante cigno: “Verso la quinta ginnasio mi sono trasformata. Sono dimagrita, mi sono alzata e soprattutto ho imparato a farmi la ceretta”, ricorda scherzando. Il florido seno rimane, tuttavia, un problema. Che la brunissima show-girl riesce a domare usando disagevoli e mortificanti reggiseni contenitivi: “gli schiaccioni, ne ho un’intera collezione, di tutti i tipi e colori”. Nonostante l’intralcio procuratole da madre natura, Rossella prosegue diritta per la sua strada, confortata dalle amorevoli cure dei genitori. Papà sarto e mamma commerciante, che la incoraggiano ad inseguire il sogno.

Dopo la maturità classica salta sul treno che la porta a Roma, dove frequenta la prestigiosa Accademia nazionale di danza classica. Inizialmente va a vivere dalle suore a Piazza S.Maria Maggiore. Poi si sposta sull’Appia, nel quartiere di San Giovanni. Abituarsi ai ritmi di una grande metropoli non è semplice per una ragazza di periferia. Ma Rossella non si perde d’animo. Si diploma all’Accademia con il massimo dei voti. Caparbia e talentuosa, viene immediatamente arruolata come solista per la messa in scena di “Attila”, per la regia di Filippo Crivelli. Contemporaneamente si prende la sua rivincita di ex “cozza” partecipando ad alcuni concorsi di bellezza. Nel 1992 viene eletta Miss Sorriso Puglia. Imperterrita, continua a fare audizioni e provini. Timida e castigatissima, spesso viene scartata perché dimostra meno dei suoi vent’anni. Altre volte, invece, subisce l’alt per colpa del generoso davanzale. Che, però, viene apprezzato dai responsabili dei casting televisivi. Appese le scarpette al chiodo, Rossella si tuffa nella danza moderna, meno rigorosa e forse più adatta al suo prorompente fisico. Armata d’audaci corpetti, la Brescia volteggia negli studi Rai e Mediaset riscuotendo sempre ampi consensi: “Tutti a casa”, varietà condotto da Pippo Baudo; “Cuori e Denari” guidato da Alberto Castagna; “Un disco per l’estate”, al fianco di Gerry Scotti e Paola Barale; “Gran Casinò” condotto da Lino Banfi. Parallelamente la ritroviamo in teatro con “La signora di mezza età” (con Antonella Steni e Renato Cortese), “Isso essa e ‘o malamente” (al fianco di Vittorio Marsiglia), “Birra flash” (diretta da Sandro Massimini), “Viva l’Italia” (con Pippo Franco)… Divisa tra palcoscenico e tv, trova anche il tempo per sponsorizzare la Tissot (di cui tutt’oggi è testimonial).

Nel 1997 diventa prima ballerina della “Buona domenica” capitanata da Maurizio Costanzo. Per tre consecutive edizioni, Rossella Brescia è la protagonista in punta di piedi del contenitore domenicale Mediaset, di cui suo marito - Roberto Cenci - è regista. I soliti maligni la bollano come raccomandata di ferro. Ribalderie opinabili, diroccate peraltro a suon di successi che si susseguono anche dopo la fine del suo matrimonio. Otto anni d’amore, poi ognuno per la propria strada. Cenci si consola tra le braccia della giovane ex Miss Italia Chiara Edelfa Masciotta, che gli regala un  figlio. Mentre Rossella incontra un nuovo, felice amore col coreografo Luciano Cannito, dal quale, anche lei, ora desidera un figlio: “Credo che per me - confessa - sia arrivato il momento giusto per questa grande avventura”. Sono lontani i tempi in cui Rossella è la Cucinotta dei poveri. Nel 2004 erompe in tutta la sua straripante bellezza dalle pagine del calendario “Max”. Immortalata come mamma l’ha fatta tra gli scogli di Pantelleria, Rossella conquista milioni di italiani che, grazie ai magistrali scatti di Fabrizio Ferri, dimenticano la Cucinotta e promuovono la Brescia a icona sexy nazionale. Già postina defilippiana nel fortunato programma “C’è posta per te”, la Brescia sale in cattedra grazie a Maria, che la vuole selezionatrice e docente del talent-show “Amici”. I ragazzi la adorano.

Tra un défilé a Piazza di Spagna (dove sfila per Raffaella Curier) e una “Carmen” di Bizet (al Teatro Massimo di Palermo, diretta proprio dal suo novello amore Luciano Cannito), Rossella conquista la conduzione di “Colorado Cafè”, in onda su Italia 1. Nel 2006 viene reclutata nella squadra del morning-show di Radio dimensione suono “Tutti pazzi per Rds”, dove insieme a Joe Violanti e Max Pagani intrattiene i radioascoltatori palesandosi con genuina simpatia. Nello stesso anno viene chiamata a giudicare le aspiranti reginette di “Miss Italia”. Semplice e spontanea, gioca ancora coi comici di “Colorafo Cafè”, dove viene confermata sino all’odierna edizione. Nell’estate 2007 la ritroviamo condurre al fianco di Giampiero Ingrassia la striscia quotidiana “Matinée”, in onda su Raidue. Nel 2008 guida con Cristina Chiabotto il “Wind Music Awards”. Memore del suo grassottello passato, lo scorso dicembre accetta il timone della puntata pilota di “Ciccia è bella”, programma dedicato alle ragazze un pò in carne. Sempre a dicembre conduce il Concerto di Natale di Andrea Bocelli, in onda su Italia 1. Amata dal pubblico e richiesta dalle produzioni, Rossella non dimentica il suo passato di “martnés” doc. Proprio a Martina Franca, cuore pulsante della rigogliosa Valle d’Itria, la Brescia apre la Scuola di danza di Villa Castelli. Appena può, la show-girl dribbla i numerosi impegni per seguire i suoi allievi e concedersi una godereccia trasgressione: il polpettone con le patate al forno della mamma, di cui è ghiottissima. Pur amando la buona cucina, nella vita di tutti i giorni segue una rigorosa dieta a base di pane azzimo (quello fatto solo di acqua e farina) abbinato a cibi sani e privi di grassi. Sul groppone, solo un piccolo grande rimpianto: aver detto no a Giuseppe Tornatore che la voleva protagonista di “Malèna”, poi interpretata dalla bellissima Monica Bellucci. “Mi aveva visto alla mensa di Cinecittà - ricorda con un pizzico di rammarico -, si era avvicinato e mi aveva chiesto di portargli delle foto. Gliele ho portate, gli sono piaciute. Solo che poi ci ho ripensato perché all’epoca avevo un fidanzato molto geloso. Così ho richiamato Tornatore e gli ho detto no. Sono stata veramente una deficiente - ammette -. Ho fatto una figuraccia, ma lui è stato un vero signore e non se l’è presa”. Un vero peccato, visto che il suo sogno segreto, che al momento oggettivamente appare esagerato, è quello di vincere un Oscar. Per il momento, in tivu ha disfatto più di quanto abbia fatto.  Ma, come dice Rossella (O’Hara, però): “Domani è un altro giorno”.

 

(11  giugno 2010)


 
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